“Ci venivamo quando avevamo diciassette o diciotto anni”. Andrea Sempio è in macchina, già intercettato. Con lui c’è l’avvocato Lovati e i due parlano delle vie di Vigevano tornando verso lo studio del legale. Sempio se ne esce con quella frase e, inevitabilmente, scatta l’associazione con i conti che non tornano. L’intera conversazione, trovata da Giallo, è stata pubblicata (e commentata) nel video appena pubblicato sul canale Bugalalla Crime. E apre a ulteriori dubbi tra riscontri emersi fin qui e narrazioni, perché ok che Andrea Sempio potrebbe aver dato una indicazione temporale approssimativa, ma è comunque con il suo legale che sta parlando. Quello che – in quel momento era ancora così – avrebbe dovuto difenderlo dall’accusa di essere l’assassino di Chiara Poggi. E, inevitabilmente, viene in mente anche l’atteggiamento sempre molto freddo avuto in seguito dall’avvocato Lovati sullo scontrino “fornito come alibi e che alibi non è”.
Il video? Lo pubblichiamo qui in fondo, come sempre, senza togliere a Buga il lavoro di Buga, che tra l’altro ha anche calcolato le tempistiche di viaggio arrivando a concludere che Sempio e Lovati si trovassero a due passi dalla famosa libreria che l’attuale indagato aveva raccontato di aver raggiunto (trovandola chiusa) in quel maledetto 13 agosto del 2007. C’è un altro particolare, però, che emerge da quella conversazione intercettata e che, probabilmente, ha un significato con un peso ancora maggiore rispetto a quell’indicazione sui “diciotto o diciannove anni”.
l riferimento è al fatto che Andrea Sempio afferma di non conoscere praticamente per niente le strade di Vigevano centro. Ma se non le conosceva, come ha fatto, quando aveva addirittura diciannove anni e con la patente presa da pochissimo, a arrivare in così poco tempo nel famoso parcheggio dello scontrino (che tra l’altro è tutt’altro che facile da raggiungere, come abbiamo già raccontato su MOW durante il nostro tentativo di raggiungere Vigevano da Garlasco in moto negli stessi tempi in cui dice d'essere riuscito a farlo Sempio nel 2007).
Nello stesso video, infine, Bugalalla e Albina Perri ripropongono anche l’intercettazione tra la giornalista Mediaset, Martina Maltagliati, e la signora Daniela Ferrari, che spiega il rapporto avuto con il pompiere e prova anche a fornire una chiave di lettura sul perché Antonio Bugada avesse così timore che si vedesse il suo volto o si scoprisse il suo nome. La mamma di Andrea Sempio punta ancora il dito, in quella conversazione, verso il giornalista de Le Iene, Alessandro De Giuseppe, ribadendo l’estraneità del figlio a quanto gli viene oggi contestato, ma lasciando pure intendere che, a suo avviso, il vero obiettivo dell’indagine riaperta potesse non essere Andrea Sempio.