«Un trionfo clamoroso», dice Matteo Salvini. «L’Europa cambia», rilancia Roberto Vannacci. All’uscita del comitato elettorale dove Alternative für Deutschland (AfD) ha trionfato, la polizia privata, vestita tutta di nero con la tipica pettinatura che ricorda tempi bui, ha subito riservato parole dure per la stampa: “Da adesso avete finito, da oggi la stampa caput”. Davvero? Ma davvero hanno esordito in questo modo? Sì. E c’è chi come Salvini e Vannacci acclama e promuove questo momento. Più confortevoli sono le parole del ministro degli esteri, Antonio Tajani, che ha commentato con: «Pessima notizia», prendendo immediatamente le distanze da questo trionfo che non fa presagire nulla di buono. Neppure per l’Italia. E che conferma la chiara direzione di una Europa che ormai non può camuffarsi più dietro il centrismo. Ma i Salvini e i Vannacci, compresi loro medesimi, secondo voi, sono consapevoli che se arriva l’ondata nera non c’è più spazio neppure per loro di dire cazzate a colazione? Un Salvini che si imbarazza quando Vannacci parla di certi temi come la militarizzazione dell’educazione, e che si dissocia dicendo che l’educazione ai propri figli la danno la mamma e il papà, e che poi si unisce con il generale quando deve sostenere la vittoria della destra nera fuori dal paese. Ma questa gente a che gioco gioca? Lo sappiamo già. Si divide e poi si unisce all’occorrenza, quando bisogna coalizzarsi se in tavola c’è il potere da cogliere.
L’affluenza alle urne si attesta intorno all’80%. La Sassonia-Anhalt, uno dei 16 stati della Germania, ha scelto di cambiare (in peggio) dando un duro colpo al governo centrale di Berlino. Queste elezioni “regionali” aprono una stagione di voti ravvicinati perché fra due settimane, il 20 settembre, si voterà in altri due territori chiave: Berlino e Mecleburgo-Pomerania Anteriore. Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD), Verdi e Linke restano attorno al 10%, Christlich Demokratische Union Deutschlands (CDU) crolla al 17% e AfD supera il 44% delle preferenze, capeggiato da Ulrich Siegmund. È un tempo catastrofico per le sinistre. Ma perché? La perdita di principi e valori sociali lascia posto al fanatismo più becero, come se poi ve ne fosse uno non becero. Questa frase pronunciata nel muso della stampa “Da adesso avete finito, da oggi la stampa caput” ha un solo messaggio: la fine della democrazia. Se non c’è libera informazione non c’è democrazia. D’altronde, nei 1400 e passa giorni del governo Meloni quante conferenze stampa ci sono state? Secondo i dati raccolti da Pagella Politica, nel 2023 ce ne sono state 16, l’anno successivo solo 4, ma tutte principalmente legate a eventi internazionali come il G7 in Puglia, e nel 2025 e 2026 uno, e sottolineiamo un solo incontro, a inizio anno con la stampa parlamentare. Unico momento in cui la presidente del consiglio accetta domande libere dai giornalisti. Libere. A cui risponde con aggressioni verbali che fanno restare sbigottiti. La strada della democrazia, come è evidente, si fa sempre più tortuosa. Anche a casa nostra se c’è Vannacci, e chi come questa destra al governo che lo sostiene facendo finta di non sostenerlo. Tranne le dovute eccezioni nella maggioranza che si lasciano intravedere dall’ultimo commento di Tajani sulla vittoria dell’Afd. Ma dobbiamo sempre vedere poi cosa succede. “Classi separate per disabili e rifugiati, remigrazione per gli ucraini e stop ai pervertiti della sinistra”: è questo il manifesto dell’Afd in Sassonia-Anhalt, una roba da far venire i brividi. Anni e anni di lotte, di battaglie sociali, di educazione e formazione partendo dalla Storia - perché l’educazione e la formazione servono, o perlomeno servivano, a non sbagliare più -, e poi vengono reintrodotte con leggerezza e con molta poca consapevolezza parole come “separare”, “remigrare” e quindi c’è un tentativo vero e proprio di ridefinizione dei concetti che sono alla base della società civile ma, ancor peggio, delle Costituzioni vigenti nate proprio dalle catastrofi umane e dal “mai più”. «Una delle prime cose da fare è chiudere la Tv pubblica», dice Martin Reichardt, fiero della vittoria - e continua: «così la facciamo finita con la propaganda di sinistra». Quest’uomo è il presidente dell’associazione del partito Afd nello stato della Sassonia-Anhalt, famoso per essere stato ritratto con il braccio teso qualche settimana fa. E quando, poi, gli è stato detto di dimettersi ha dichiarato che quel gesto era ispirato ai riti medievali dei cavalieri. Neppure la colonna vertebrale di confermare. Chissà perché? Una donna per strada afferma: «Afd è l’ultima possibilità che abbiamo di salvarci!» La sua convinzione è però quella di tanti altri elettori. Molti cittadini dichiarano di sentirsi abbandonati e traditi dai partiti tradizionali (Christlich Demokratische Union Deutschlands, Sozialdemokratische Partei Deutschlands, Freie Demokratische Partei) perché hanno portato ai minimi storici l’economia del paese. La richiesta principale di queste persone è la sicurezza e il controllo dei flussi migratori, il che non sarebbe una cattiva proposta a patto che però non venga accompagnata dalla narrazione che alimenta l’odio e la paura dello straniero. La legalizzazione della migrazione è un dovere sacrosanto di uno Stato che non deve essere complice della tratta degli esseri umani ma che deve invece garantire i diritti sempre e, allo stesso tempo, offrire una alternativa di vita. Invece, a quanto pare, è la retorica dell’odio nei confronti del migrante, del disabile di cui si alimenta l’elettorato dell’Afd e gli elettorati che votano in Europa e nel mondo questo tipo di rappresentanza politica. E forse la paura del diverso passa in secondo piano davanti alla rabbia per l’inflazione, per il costo dell’energia che colpisce duramente questo Land (stato della Germania). Ma qual è la proposta come da programma? «Distruggere gli arcobaleni», risponde Hans-Thomas Tillscheneider, ideologo del partito regionale Afd in Sassonia-Ahnalt. Figura altrettanto pericolosa come lo è Ulrich Siegmung, il leader eletto. I giovani devono pensare tedesco, l’obbligo scolastico sarà abolito e i figli potranno essere educati a casa. O nel bosco, potremmo aggiungere noi, considerando i noti casi indifendibili fatti diventare di stato dalle nostre parti. Schule ohne Rassismus - Schule mit Courage (Scuola senza razzismo-Scuola con coraggio), una grande rete europea di istituti scolastici impegnati in prima linea contro ogni forma di discriminazione, bullismo e violenza, chiuderà. Avete letto bene: chiuderà. Le discipline scolastiche che avranno priorità sono la lingua tedesca e la matematica, sarà invece scoraggiato lo studio della sociologia e della psicologia. I testi saranno scelti dal Land e sarà ripristinato lo studio del russo. “Dalla Sassonia è tutto, a voi la linea”, sarebbe da dire ironicamente, se la linea dall’altra parte potesse essere la speranza di un cambiamento in positivo e non la restaurazione di quell’asse così pericoloso che conosciamo molto bene.