Testa bassa, pantalone largo, postura decisa e passo spedito. Laura Di Vita, la cugina e confidente di Gianni, è arrivata così questa mattina alle 9.45 in Questura a Campobasso. Il suo nome, negli ultimi giorni, era un po’ passato in secondo piano, ma è sempre rimasta al centro delle attenzioni degli inquirenti. Non necessariamente perché è finita nella cerchia dei sospettati, ma anche e soprattutto come persona che potrebbe sapere tante cose e che, come sembra, ne dovrà spiegare altre. La procuratrice della Repubblica di Larino, Elvira Antonelli, nelle ultime ore ha voluto far segnare un cambio di passo nel lavoro, probabilmente nella consapevolezza che qualcosa di dirimente potrà arrivare dalla Germania, con l’attesa relazione degli esperti del Robert Koch di Berlino che hanno effettuato rilievi e prelevato campioni dall’abitazione dei Di Vita.
Contestualmente, però, la stessa procuratrice ha avrebbe avviato una sorta di indagine interna e parallela per capire dove e come alcune notizie riescono a filtrare all’esterno e sembra che il clima, tra altri inquirenti, consulenti e “persone che potrebbero sapere” sia tutt’altro che di particolare serenità, tra sospetti incrociati e la consapevolezza di un diktat: da adesso niente sulle evoluzioni delle indagini dovrà più uscire. Insomma: c’è anche il rischio, quindi, di polpette avvelenate messe in giro proprio per capire chi e come le porta all’attenzione dei giornalisti.
Da qui l’inevitabile necessità di stare ai fatti, solo ai fatti, senza ulteriori scarti in avanti che non prevedano il dovere del condizionale. Uno di questi dati di fatto, però, è esattamente che la cugina di Gianni Di Vita, la donna che ha ospitato l’ex sindaco di Pietracatella e sua figlia Alice nei giorni immediatamente successivi alla morte di Antonella e Sara, questa mattina s’è presentata in procura. Il condizionale, semmai, va usato sul seguito, chiedendosi se sarà l’unica escussione di giornata o se, come sembra, lo stesso Gianni potrebbe essere risentito nelle prossime ore, insieme al parroco di Pietracatella, don Stefano, e a Michele, marito di Monia, l’amica speciale di Gianni (e, a quanto pare, in amicizia anche con la stessa Laura).
La pista che si segue, come già detto in più occasioni, è quella passionale, con gli inquirenti che – anche grazie a alcune mail trovate in un supporto informatico – sembrano ormai aver ricostruito l’intreccio di relazioni tra le persone in qualche modo vicine alla famiglia Di Vita. Il sospetto – sempre secondo le pochissime e confusissime indiscrezioni che circolano – è che stia maturando la convinzione che a morire - nei piani dell’assassino o degli assassini – doveva essere tutta la famiglia o solo Antonella e che quindi la morte della piccola Sara sia stata una tremenda fatalità.
Sempre stando alle indiscrezioni che circolano, invece, sembrerebbe che la Procura di Larino – così come accaduto in precedenza con una amica di Antonella Di Ielsi – sia prossima a far partire una serie di avvisi per intralcio alle indagini nei confronti di diverse persone di Pietracatella che sono state ascoltate negli scorsi mesi e nelle ultime settimane. Qualcuno ha deliberatamente omesso di riportare informazioni di cui era a conoscenza e non ci sarebbe da sorprendersi se tra quelli delle persone che rischiano grosso possa esserci anche qualche nome clamoroso.