Mettiamola così: sembra che a Pietracatella avessero trovato il modo di superare la dimensione paese e mandare oltre i soliti limiti e confini la fantasia. Anzi, le fantasie. Solo che, poi, tutto s’è rotto. Di più è meglio non dirlo, anche perché è di indiscrezioni vox populi che parliamo, e, francamente, non ha neanche senso approfondire oltre il necessario visto che quando ci sono di mezzo due persone morte, con una di soli 15 anni, ogni curiosità sui pruriginosi retroscena perde di significato. O, per dirla meglio, il significato deve servire a contestualizzare una ricostruzione senza stare a andare oltre, almeno per chi è chiamato a narrare. Premessa complessa, ma doverosa. Perchè?
Perché sembra che dal pc sequestrato a Gianni Di Vita, così come da altri devices e supporti informatici, siano emersi elementi considerati di particolare interesse dagli investigatori. Materiale utile a ricostruire rapporti e legami tra alcune persone, con l’attenzione degli inquirenti che si sarebbe concentrata in particolare su alcuni scambi di mail avuti dallo stesso Gianni nel tempo, oltre che su alcuni file di navigazione emersi dallo studio delle copie forensi.
E’ sul piano delle relazioni private – ormai è inutile girarci intorno – che si sta lavorando e, in attesa dei risultati delle analisi effettuate dagli esperti della Germania – il quadro dei sospetti ha cominciato a farsi sempre più definito proprio grazie a quanto emerso da parte del materiale informatico. La Procura della Repubblica di Larino predica ancora prudenza e vorrebbe ulteriori accertamenti, ma sul tavolo della dottoressa Elvira Antonelli sembra ci sia già abbastanza per mettere nero su bianco i nomi dei primi indagati.
In totale, come su MOW avevamo già anticipato, sono cinque (in verità 4 + 1) le posizioni ancora al vaglio, tutte più o meno già note, mentre ciò che resta da capire sono i ruoli. Tutti si conoscevano, e questo è un dato di fatto, ma quello che non è chiaro è anche se tutti sapessero. E, in seconda istanza, se sapessero sin dall’inizio o se avessero intuito dopo che il piano criminale che ha portato alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita s’è compiuto. Ecco perché nelle prossime ore saranno nuovamente ascoltate diverse persone, questa volta con domande chiare e dirette ai punti che interessano, senza troppe ulteriori opinioni o ricostruzioni. Il PC di Gianni Di Vita potrebbe aver parlato, facendo emergere anche ciò che fino a ora era stato taciuto o al limite sottinteso, tanto che nelle prossime ore potrebbe esserci una nuova convocazione per lo stesso Gianni davanti agli inquirenti.