Ma cos’è? Un sole nuovo quello che ci acceca stamattina dalle prime pagine dei giornali? Un sole nero d’inchiostro su sfondo bianco fatto di titoli meravigliosi. Notizie di misteri oscuri su cui ora, finalmente, la giustizia vuole miracolosamente gettare luce. Dev’essere certamente il risveglio da un lungo coma, una voglia di giustizia a ridosso di qualche importante appuntamento. La prima pagina su Garlasco, con la seconda chiusura delle indagini che non lascia più spazio ad interpretazioni. La revisione del processo per Alberto Stasi è vicina, il grande simbolo vivente della malagiustizia. È il grande momento dell’avvocato De Rensis contro l’acerrimo nemico Garofano. Poi Ustica, ringraziando Macron che dal pulpito più alto dello scetticismo Nato all’interno dell’Ue, sceglie di parlare, un po’ alla Graviano, a ridosso delle elezioni italiane e apre alla Meloni sulla richiesta di lacerare quel muro di gomma rimasto in piedi per più di 46 anni. I pm della Procura di Roma, tra cui il pm Alessandra D’Amore, ora ritireranno la richiesta di archiviazione. La Commissione d’inchiesta su David Rossi sta facendo progressi e anche qui, il caso va riaperto. È omicidio! Poi laggiù, in fondo, nel carcere di Bollate insieme a Mario Roggero c’è Bossetti. Pure lì bisogna fare qualcosa. A Como, invece ci sono Rosa e Olindo, pure qui bisogna fare qualcosa anche se Cuno Tarfusser è stato censurato a livello disciplinare per le modalità con cui ha presentato il ricorso. Stanno tutti affacciati alle sbarre mentre i loro avvocati, i Pm, i giudici, e tutti quegli uomini di legge che si attivano per la verità vanno in tv, chiedono giustizia, si mostrano indignati. Soprattutto perché hanno ragione. Nell’intorno del 2007, forse, sono stati fatti degli errori e, quel che sta emergendo da Garlasco lascia credere che innocenti finiti dietro le sbarre non si limitino ad Alberto Stasi. Noi cittadini rendiamo grazia a queste persone per bene.
La speranza che ci infondono con le loro parole affilate, la loro intelligenza acuta e la loro conoscenza nella ricerca della verità non ha eguali. Ci vuole una rivoluzione, ci vuole cambiamento, aria nuova. Via Poma? Dall’archivio – e non dal cilindro – sono tornati i reperti del 1990, oggi esaminati con tecniche più recenti. Otto confronti del Dna hanno dato esito negativo, mentre altri sette profili sono finiti sotto la lente degli investigatori. Emanuela Orlandi? Alla Casa del Jazz i soldi della prima fase erano davvero finiti a febbraio – finiti i soldi? Che c**o vuol dire? – ma gli scavi sono poi proseguiti e si sono conclusi ad aprile senza trovare elementi utili. Si cercavano soprattutto tracce del giudice Paolo Adinolfi, nella speranza di scoprire qualcosa anche su Emanuela. Intanto la Commissione parlamentare sulle scomparse di Orlandi e Mirella Gregori ha ascoltato Gabriella Boggiani e Raoul Bonarelli. Lei, già nota per la telefonata fatta nel 1983 su richiesta di Marco Fassoni Accetti, risulta anche indagata in un fascicolo distinto. Lui, ex membro della vigilanza vaticana, è una figura della pista Gregori. Che bello. La giustizia italiana è bella perché è cristallina, non certo come la politica che a ridosso delle elezioni fa promesse agli elettori e provvedimenti ad hoc per generare consenso con tanto di manifesti politici. Ma certo, la giustizia italiana, seppur anch’essa in questo periodo sia alle prese con ben altre elezioni, non ha bisogno di manifesti politici, le bastano gli innocenti da liberare e i misteri d’Italia da rispolverare. Ma quali elezioni? Ma che domande, quelle per il Consiglio Superiore della Magistratura dicasi Csm. Quelle che si terranno il 25 e 26 ottobre. Le liste delle varie correnti interne alla magistratura, sono già state rese pubbliche a fine luglio, dato che al referendum l’associazionismo fra le toghe non è stato scardinato per via referendaria. Ora, si torna all’antico valzer della campagna elettorale in salsa giudiziaria secondo le norme della riforma Cartabia. Venti togati di cui due magistrati cassazionisti, 5 pm e 13 magistrati con funzioni giudicanti votati attraverso i collegi e una quota proporzionale da parte dei magistrati ordinari. Dieci laici, poi, riservati alla politica, votati da deputati e senatori che si riuniranno in seduta comune il 28 ottobre. Qui sarà il grande momento di professori ordinari di materie giuridiche e di quegli avvocati con almeno 15 anni di esercizio effettivo. Non è difficile che le agende degli attuali casi di cronaca nera più mediatici, più intrecciati alla politica per il racconto di interesse nazionale che essi trasmettono alla cronaca e per i legali o le toghe che essi coinvolgono, s’intersechino. Non c’è da scandalizzarsi se al di là del tirare fuori dal carcere degli innocenti e contemporaneamente trovare nuovi colpevoli, non vi sia una contropartita elettorale per chi è candidato al Csm tra le 20 toghe e tra i 10 laici. Non necessariamente positiva eh. Si veda il caso dell’omicidio di David Rossi, la cui prima commissione parlamentare, a differenza di quella attuale presieduta dall’onorevole Gianluca Vinci, non è riuscita a ribaltare l’archiviazione del caso come suicidio. Questa era presieduta allora da Pierantonio Zanettin e Cosimo Ferri (l’uno della corrente politica di Forza Italia e l’altro già di Magistratura Indipendente, oggi candidato indipendente) ne faceva parte. Zanettin oggi è tra nomi valutati per un posto come laico e per la possibile vicepresidenza, mentre Ferri punta dritto a rientrare fra i 20 togati in quanto figura tra i candidati ufficiali della lista. Chissà se riusciranno, visto quanto scoperto dalla nuova commissione parlamentare, a racimolare sufficienti voti della politica. D’altronde di tutto questo spettacolo, lavoro permettendo, Fabio Napoleone, ex consigliere del Csm (corrente “Area”) oggi in Lomellina alle prese con il groviglio bituminoso di Garlasco, da non candidato si godrà lo spettacolo accanto al suo collega di mille battaglie, Stefano Civardi (di AreaDG), l’aggiunto pavese che nel 2024 sosteneva l’accusa insieme a Roberta Amadeo - attualmente candidata della rete Autogoverno diffuso, sostenuta da Magistratura Democratica – nei procedimenti sulla presunta Loggia Ungheria che al 20 febbraio di quest’anno hanno portato alla condanna di Armanna e del collega Filippini. Pure gli avvocati gongolano in tv oggi come in passato.
L’attuale laico vicepresidente in carica, Fabio Pinelli, era il difensore di Armando Siri nel caso Arata, di Luca Morisi e dell’ex direttore generale della Banca Popolare di Vicenza, Samuele Sorato. Claudia Eccher, laica anch’ella, è stata difensore di Matteo Salvini nel procedimento nato dalla querela di Carola Rackete e nel processo torinese per vilipendio della magistratura. Ad oggi un profilo in regola per essere eletto come laico al Csm è Carmelo Miceli, seppur non candidato né proposto pubblicamente, in quanto avvocato della figlia adottiva di David Rossi, Carolina Orlandi, ex deputato del Pd e oggi parte di Progetto Civico. Liborio Cataliotti, poi, il nuovo difensore di Andrea Sempio in passato ha avuto incarichi pubblici con Forza Italia a livello locale a ad aprile non ha escluso un possibile ritorno alla politica. Per chiudere come dimenticare l’avvocato Domenico Aiello, difensore di Alfonso Signorini, ma pure dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti e in passato di Roberto Maroni e della Lega. Insomma. Tornando a noi. Siamo tutti contenti di questa fame di verità, ma insomma, cerchiamo più che altro di tutelare la nostra fiducia con un po’ di bieco cinismo seppur la speranza, è proprio il caso di dirlo, sia sempre l’ultima a morire.