Dal sogno di vincere le elezioni presidenziali, liberare suo padre dal carcere, rivoltare il Brasile come un calzino, governare con il pugno durissimo, rafforzare i rapporti con Donald Trump e gli altri leader destrorsi dell'America Latina, all'imbarazzante fuga nottetempo per evitare guai con la giustizia. È finita così la carriera politica di Flavio Bolsonaro, figlio di Jair Bolsonaro e candidato filo statunitense, costretto a scappare come un criminale dal suo Paese dopo aver incassato una clamorosa e inaspettata sconfitta contro Lula. Mentre le agenzie battevano il sorpasso del candidato progressista, iniziavano già a circolare strane voci. Prima quelle secondo cui Bolsonaro Jr non riconosceva la vittoria del rivale, poi le accuse rivolte ai giudici e le contestazioni sul regolare svolgimento del voto, con la richiesta di annullare il risultato elettorale, infine la clamorosa fuga dal Brasile. L'uomo forte si è sgretolato in una notte.
La ragione principale della diserzione di Bolsonaro è una: la paura di finire in carcere. Sul suo conto pesano infatti svariate accuse, dalla corruzione al riciclaggio fino all'evasione fiscale. Peccato che con la sconfitta alle elezioni, a partire dal gennaio 2027, perderà il seggio al Senato, lo scudo che fin qui gli aveva evitato guai giudiziari. Da qui la rocambolesca fuga all'estero. Andiamo però con ordine. Dopo aver negato di voler lasciare il Paese, Bolsonaro ha mancato la scadenza fissata dalla Corte Suprema per consegnare i passaporti e il suo silenzio ha alimentato le voci di una scomparsa. Voci poi confermate dalle notizie sulla sua partenza dal Brasile, nonostante il divieto di espatrio imposto dai giudici. La destinazione? Gli Stati Uniti dal grande amico e protettore Trump. Piccola considerazione: negli Usa, grazie a un particolare permesso rilasciato dalla Casa Bianca, vive il fratello di Flavio, Eduardo Bolsonaro, anch'egli latitante.
La fuga di Flavio Bolsonaro si è trasformata subito in un giallo internazionale. Come ricostruito dalla Bbc, nelle prime ore erano circolate notizie secondo cui Bolsonaro fosse già arrivato negli Stati Uniti, ma le autorità argentine hanno successivamente confermato che il senatore aveva attraversato il confine via terra insieme alla moglie e alle due figlie. Da lì la famiglia si è imbarcata su un jet privato diretto a Guayaquil, in Ecuador, per poi spostarsi definitivamente a Miami, in Florida. La situazione è in ogni caso grottesca. Lula la galera l'ha conosciuta davvero: nel 2018 trascorse 580 giorni in carcere, senza tentare di fuggire chissà dove, prima che le sue condanne venissero annullate dalla Corte Suprema brasiliana. Bolsonaro, al contrario, ha scelto di lasciare il Paese prima ancora di affrontare fino in fondo le conseguenze giudiziarie delle accuse che lo riguardano. “Non intendo lasciare il Brasile”, diceva, anzi mentiva, sui social prima di lasciare davvero il Brasile. Secca la replica del neo presidente Lula: “Il suo è un gesto vergognoso. La famiglia Bolsonaro è così: il Brasile è la loro seconda patria, la prima sono gli Usa, ai quali leccano i piedi”. Sipario.