image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. La benedizione
La benedizione

Youssef Siher ha il nome straniero e tutte le idee cretine per essere il capro espiatorio della destra, ma il terrorismo (psicologico) ve lo stanno facendo altri

Riccardo Canaletti

28 ottobre 2026

Youssef Siher, nome perfetto per un terrorista no? Soprattutto se serve a mortificare le piazze degli ultimi due weekend, soprattutto se, in assenza di altro, è l’unica pista che non tanto la Procura ma la stessa politica può perseguire per dare un senso alle proteste, anche se queste proteste il senso che vorrebbero dargli non ce l’hanno (semicit.). La verità è che tra un ricercatore con idee cretine e la macchina della disinformazione che vuole ritrarlo come un Osama bin Laden in erba, una persona civile dovrebbe stare senza pensarci con il ricercatore dalle idee cretine

Youssef Siher ha il nome perfetto per far sì che l’italiano medio si compiaccia del trattamento illiberale a lui riservato nel contesto di un’inchiesta che lo vede accusato di “istigazione a delinquere con finalità di terrorismo”. Ha pure tutte le idee cretine necessarie per far credere a una buona fetta di politica, e per politica intendo il giornalismo pagato dalla politica, che sia un sobilaltore che auspica la fine dell’Occidente. Sia chiaro, ciò che pensa è effettivamente cretino, a tal punto che sono all’università e in certa editoria potrebbe avere ancora spazio dopo cinquant’anni. In una parola, per citare il filosofo israeliano Avishai Margalit, ciò che pensa è puro “Occidentalismo”, una caricatura razzista dei valori occidentali, una lettura infondata funzionale, effettivamente, alla lotta contro la società aperta. Questo, tuttavia, lo rende al massimo un utile idiota della causa antioccidentale dei veri terroristi e dei veri gruppi di cui dovremmo preoccuparci. Essendo egli italiano, anche se di origine marocchine, andrebbe considerato una sorta di quinta colonna culturale dell’avversario politico, ma solo per suggestione metaforica. Più semplicemente, Youssef Siher è un ricercatore con pessime idee (come molti ricercatori di scienze sociali) che ha esercitato il suo diritto di dissenso in un contesto personale (una chat), senza mai incitare direttamente alla devastazione, senza mai aver avuto contatti diretti con chi aveva distrutto vetrine o creato disordini nei giorni precedenti all’apertura del Movimento 17 ottobre. 

20261025 102428553 8720
Un'immagine dalle proteste Ansa

Per le verginelle di destra - verginelle solo quando non devono difendere il proprio diritto a essere “politicamente scorretti” - pare siano scandalose frasi come: “Lo Stato ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove”, o “Meloni dichiara guerra al futuro di questo paese e noi dichiariamo guerra a questo presente infame”. Vi invitiamo a essere meno ingenui e a non credere a chi reputa dichiarazioni del genere la prova di una cospirazione terroristica ai danni dell’Italia, perché chi vuole farvelo credere probabilmente nella sua vita avrà pensato frasi ben peggiori. Ma soprattutto, esultando per dei provvedimenti securitari concepiti sull’onda dell’emergenza, questi ultimi dimostrano di non avere alcuna sensibilità nei confronti della minaccia “““terroristica””” contro la società civile che certo atteggiamento marziale rappresenta. Youssef Siher ha il nome e le idee perfette per diventare il target primario di una campagna di delegittimazione delle piazze che passa da uno specifico canale politico, che nulla ha a che vedere con la condanna della violenza, dal momento che poi si chiede di agire contro Siher come si farebbe in uno Stato di polizia e non in uno Stato di diritto, e che soprattutto non ha nulla a che vedere con noi, cittadini e poveracci, o con la nostra sicurezza. Non crederete mica che la macchina della disinformazione sia partita per tutelarvi e che solo casualmente ora torni utile a certa propaganda, vero?

More

Date il premio Pulitzer agli smartphone che stanno raccontando le proteste meglio di tanti giornalisti

di Fulvio Abbate Fulvio Abbate

Street journalism (quello vero)

Date il premio Pulitzer agli smartphone che stanno raccontando le proteste meglio di tanti giornalisti

Chi è che fornisce i sistemi di sorveglianza e chi ci guadagna da queste proteste: tutto quello che sappiamo sul mercato della sicurezza in Italia

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Affari d'oro

Chi è che fornisce i sistemi di sorveglianza e chi ci guadagna da queste proteste: tutto quello che sappiamo sul mercato della sicurezza in Italia

Le proteste violente non servono a niente, lo dimostrano i dati

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

L'analisi

Le proteste violente non servono a niente, lo dimostrano i dati

Tag

  • Attualità
  • Opinioni

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: il caso Ferri, l’indiscrezione sulla revisione per Stasi e il colpaccio (forse) di Giletti con Garofano

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: il caso Ferri, l’indiscrezione sulla revisione per Stasi e il colpaccio (forse) di Giletti con Garofano
  • Delitto di Garlasco: siamo deficienti (pure) noi o all'appello manca anche una chiavetta USB? Eccone un'altra che non torna su reperti, RIS e disastri sul PC di Alberto Stasi

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: siamo deficienti (pure) noi o all'appello manca anche una chiavetta USB? Eccone un'altra che non torna su reperti, RIS e disastri sul PC di Alberto Stasi
  • Delitto di Garlasco: non erano le scarpe di Andrea Sempio (perché erano le nostre). Ok la testimone, ma leggetevi il Decreto Uniformi della Polizia Penitenziaria

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: non erano le scarpe di Andrea Sempio (perché erano le nostre). Ok la testimone, ma leggetevi il Decreto Uniformi della Polizia Penitenziaria
  • Delitto di Garlasco: forse non ve ne siete accorti, ma “L’Innocente” di Luigi Grimaldi non è (solo) l’ennesimo libro su Alberto Stasi

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: forse non ve ne siete accorti, ma “L’Innocente” di Luigi Grimaldi non è (solo) l’ennesimo libro su Alberto Stasi
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: la verità di Gianni Di Vita strozzata dai “non voglio e non posso dire” (ma che sapevamo già tutti)

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: la verità di Gianni Di Vita strozzata dai “non voglio e non posso dire” (ma che sapevamo già tutti)
  • Tra Garlasco e scontri di piazza v’è sfuggita la maxi truffa dei Gratta e Vinci: lo Stato che frega adesso c’è rimasto anche fregato (ma l’incu*ata è due volte per noi)

    di Emanuele Pieroni

    Tra Garlasco e scontri di piazza v’è sfuggita la maxi truffa dei Gratta e Vinci: lo Stato che frega adesso c’è rimasto anche fregato (ma l’incu*ata è due volte per noi)

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Mamma e figlia avvelenate a Natale: la polizia a Torino da Alice? Piano con le supposizioni! Intanto un’altra proroga (e un’altra ipotesi)

di Emanuele Pieroni

Mamma e figlia avvelenate a Natale: la polizia a Torino da Alice? Piano con le supposizioni! Intanto un’altra proroga (e un’altra ipotesi)
Next Next

Mamma e figlia avvelenate a Natale: la polizia a Torino da Alice?...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy