Papa Francesco continua a “fare danni” - seppur indirettamente - anche ora. Dagospia riporta una ghiotta notizia e cioè che a novembre uscirà il Diario personale di Papa Francesco curato dal Cardinale argentino Victor Manuel Fernandez. Papa Francesco - come è noto - era inesauribile ma come farà questa volta -ci si chiede- a pubblicare un diario postumo? Semplice. La Libreria Editrice Vaticana - narra Dagospia - ha raccontato che il Cardinale aveva avuto uno scatolone dal Pontefice con sue vecchie agende ma, fa notare, che lo scaltro gesuita non possedesse diari personali e la corrispondenza in arrivo era sistematicamente distrutta (chissà perché, tra l’altro). Dago parla di “operazione commerciale” e richiama un nuovo Vatileaks. Oltretutto la legge canonica impone – qualora sia esistito un diario papale – che sia immediatamente consegnato all’Archivio Apostolico Vaticano. Pare che la Segreteria di Stato e l’Archivio si siano già lamentati. Questa la notizia riportata. Ma c’è ben altro. Manca la parte più succosa della vicenda che non è molto nota, anzi lo è pochissimo. Io stesso mi sono imbattuto per caso nel fatto che il Cardinal Fernandez ha un passato da letterato, diciamo così. Infatti nel 1995 pubblicò un libro dal titolo Saname con tu boca. El arte de besar e cioè “Guariscimi con la tua bocca. L’arte del baciare”.
Il libro allora fece scalpore ma il prelato ci tenne a dire che lui non era esperto di queste cose, come il bacio e le relative conseguenti battaglie e riportava solo esperienze che i suoi amici e conoscenti gli avevano narrato, ma nulla di personale. Insomma, si tratterebbe di un esperienze di seconda o terza mano perché, come noto, i preti hanno fatto voto di castità. Fernandez ha poi chiarito che il libro “aveva lo scopo di aiutare le persone a migliorarsi nel baciare”. Insomma una sorta di manuale erotico cattolico con finalità sociale. Ma è nel 1998 che il Cardinale pare dare il meglio di sé con un altro libro: La pasión mística: espiritualidad y sensualidad ("La passione mistica: spiritualità e sensualità"). È questo il libro in cui si parla di “donne insaziabili” e “peni duri in guerra nelle vagine”. Il libro è una sorta di “kamasutra cattolico” e forse l’Alto prelato ha preso un po’ troppo alla lettera il suo motto “En medio de tu pueblo”, “In mezzo al tuo popolo”. Si legge infatti: “Se Dio può essere presente a quel livello della nostra esistenza, può essere presente anche quando due esseri umani si amano e raggiungono l’orgasmo; e quell’orgasmo, sperimentato alla presenza di Dio, può anche essere un sublime atto di adorazione a Dio”. Pare che in seguito il porporato si sia pentito di averlo scritto e abbia tentato il ritiro delle copie ma magari sarebbe bello sentirglielo ripetere anche adesso, quantomeno per coerenza. Leggendo il libro pare proprio di trovarsi in una scena di Un sacco bello, il film di Carlo Verdone dove il grande Mario Brega chiama un insegnante suo vicino per rimediare ad un sacerdote sguercio (interpretato dallo stesso Verdone) che “me sta a perde’ colpi” nel confronto dialettico col figlio hippy dedito ad orge campestri con un santone e i suoi seguaci. Ora, che Papa Francesco sia stato un Papa - per così dire - “speciale” non c’è dubbio. Un Papa che ha portato nella Chiesa confusione dottrinale e - come dicono i conservatori in Vaticano - anche qualche sospetto di eresia. Tuttavia, appioppare i suoi supposti diari al Cardinale che ha fatto parlare a suo tempo di “pornoteologia” pare veramente troppo. Eppure sulla copertina del libro bianco come il vestito del Papa compaiono i nomi appaiati di “Francesco e Victor”. La cosa divertente è che il Cardinale è pure Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, meglio nota come “Santa Inquisizione”, quella che ha ancora un sacco di libri (i suoi no) all’Indice per il loro disdicevole contenuto erotico…