Sempre la solita storia. In qualifica, quando conta davvero, la Ferrari si spegne. È successo spesso in questo 2026 e anche ad Austin la musica non è cambiata: da essere in lotta per la pole position, dopo un inizio di fine settimana super in palla, Charles Leclerc e Lewis Hamilton non fanno meglio della quarta e quinta posizione. E alla fine a beffarli non sono solo Kimi Antonelli e Max Verstappen, che in gara partiranno fianco a fianco in prima fila, ma anche la Red Bull di Isack Hadjar, a sorpresa.
Questione di pochi decimi, due per la precisone. Sono quelli che Leclerc paga dall’italiano al termine della Q3 e che, appena sceso dalla sua SF-26, lo fanno infuriare. Anzi, a dire il vero ancor prima di arrivare in parco chiuso visto che, già nel giro di rientro, il monegasco non le aveva mandate a dire via radio: “Troppo, ca**o! Troppo carico sull’ala anteriore”, aveva gridato in risposta alla comunicazione del suo ingegnere, Bryan Bozzi. “Le gomme, porca pu****a, hanno un margine di utilizzo minuscolo, è una m***a. Fa proprio schifo. Fa schifo. È incredibile. Pazzesco. Non voglio nemmeno sapere (i distacchi). L’ultimo settore è stato orribile, con bloccaggi al posteriore e problemi di aderenza al retrotreno”.
La situazione è disastrosa. Come detto, tutta colpa delle gomme e della loro finestra di utilizzo ottimale, capace di mettere in crisi la SF-26. Qualche minuto più tardi, è proprio Leclerc a spiegarlo senza troppi giri di parole, seppur con toni più pacati rispetto al primo messaggio mandato.
“Purtroppo, non appena non è più tutto perfetto con le gomme perdiamo tanto ed è questo quello che è successo negli ultimi due giri”, afferma scurissimo in volto. “La cosa mi fa molto incaz*are perché non era successo niente di male fino alla Q3, quando invece dobbiamo mettere tutto insieme per il tentativo decisivo”. Nello specifico, a mandare tutto in bambola sarebbe stata la temperatura della pista, cambiata da un momento all’altro: “Si è raffreddata, ma di pochissimo, forse neanche un grado. Eppure, per noi quello ha fatto una grandissima differenza tra Q2 e Q3. Nella fase finale non sono mai riuscito a mettere le gomme nella finestra giusta di utilizzo”.
C’è poi la questione motore. Specie sul lunghissimo rettilineo che va da Curva 11 a Curva 12, la Ferrari, per tutto il venerdì, era parsa piuttosto in difficoltà. Sia in FP1 che in FP2 pagava circa 10 km/h da Red Bull e Mercedes, una differenza che si era poi assottigliata nelle FP3 ancor prima che in qualifica. E infatti, come confermato anche da Leclerc, non è stato quello il fattore che ha condannato la Scuderia al termine del sabato: “Sicuramente c’è un deficit in termini di motore e lo si vede subito dai dati. C’era però già da inizio weekend e fino a questo momento eravamo riusciti a fare la differenza nelle curve”.
In Q3, quando più contava, non ci è riuscito e alla fine la delusione è palpabile. Glielo si legge in volto, con gli occhi persi davanti alle telecamere. L’unica nota positiva arriva invece dal passo gara, come raccontato agli altri media presenti al COTA: “Per domani le cose dovrebbero andare un po’ meglio per noi, o quantomeno non dovremmo ripresentare gli stessi problemi di gestione gomme avuti in qualifica. Abbiamo poi un’allocazione di pneumatici diversa e siamo in una situazione simile a quella della Red Bull”. La possibilità di giocarsela rimane, ma non cancella l’amarezza per l’ennesimo sabato fatto di illusioni e verità difficili da accettare. In questo 2026, per la Ferrari va così.