Il weekend di Phillip Island per la MotoGP è stato il grande riassunto di questo motomondiale: i temi laterali - e se vogliamo politici - hanno tenuto banco per tutta la settimana, dalla trasferta in Qatar al nuovo regolamento pensato per penalizzare i piloti che non prenderanno parte agli eventi col pubblico. Poi ha parlato la pista, che è stata impietosa: Jorge Martín commette un piccolo errore durante la Sprint che verosimilmente gli costerà il titolo e la gara della domenica, l’ultima a Phillip Island, salta per maltempo, vista l’impossibilità di far decollare l’eliambulanza. Così ci siamo chiusi nel piccolo ufficio del SuperfileTrackhouse MotoGP con Francesco Guidotti, Team Manager della squadra americana, per conoscere il punto di vista di uno che alle gare ci va da quando, dice, ancora andava a scuola.
Guidotti parla di tutto. Parla del suo team dice che ha un approccio diverso rispetto alle altre squadre in MotoGP, abituato com’è alla Nascar in cui le livree speciali sono all’ordine del giorno, e dice che Ai Ogura tende a voler risolvere i suoi problemi da solo senza preoccuparsi che la moto gli venga incontro, una cosa bella ma difficile da gestire se sei con lui nel garage a guardare i dati.
Poi racconta di questo mondiale e di Marc Marquez, con cui lavorò a inizio carriera. Guidotti dice che Marc gli ha confidato di aver fatto un percorso (“Che non lascia molto all’immaginazione”) perché faticava a stare bene con sé stesso a non spingere dal primo turno del venerdì all’ultimo giro della domenica, una storia di cui si sapeva poco o niente. Sul Qatar poi è molto chiaro: dice che se il Team Principal della squadra, vale a dire Davide Brivio, è tranquillo sapendo che ha moglie e figlio a Dubai, non c’è motivo di preoccuparsi più di tanto per la trasferta MotoGP in programma tra due settimane.
Per chiudere abbiamo parlato delle multe che verranno comminate a quei piloti che non prenderanno parte agli eventi mediatici come la Hero Walk per incontrare i fan, la gara sui kart del Giappone o il giro sul carro della domenica mattina: “La multa deve essere un deterrente più che una punizione”, il suo punto di vista. Che non solo è quello del Team Manager, cioè l’uomo che cerca di mettere tutto assieme e far funzionare le cose, è pure un approccio piuttosto sensato se visto nell’ottica di un sistema fatto per disincentivare il pilota e non punirlo. Il punto cruciale della faccenda è che le sanzioni passano dall’essere pecuniarie (e irrisorie, per un Team MotoGP) a sportive, con una riduzione del tempo in pista durante le libere alla 5° assenza ingiustificata fino a un arretramento in griglia di partenza la sesta volta. La prima volta invece ci sarà un richiamo e dalla seconda alla quarta verranno disposte multe di 5.000, 10.000 e 15.000 euro. Spiccioli per un pilota, anche se Guidotti ricorda che con tutte le probabilità sarà la squadra a doverle pagare.
Usciamo da quell'ufficio nel paddock di Phillip Island con la sensazione che siano anche i manager come lui a fare grande questo sport. E che di storie, lì tra gli uffici e i garage, ce ne siano molte più che in pista.
27 ottobre 2026
Guidotti a MOW: “Marc Marquez ha fatto un percorso, senza rischiare non stava bene”. E poi il mondiale, il Qatar e le multe ai piloti
È il sabato di Phillip Island, l’ultima vera gara su questo magico circuito è finita da poco e la sensazione è che Marc Marquez abbia appena messo le mani sul sul 10° titolo mondiale. Ne abbiamo parlato con Francesco Guidotti, Team Manager del Team SuperFile Trackouse MotoGP. Lui racconta di questa stagione, della squadra, della gara in Qatar e di come Marc Marquez abbia cercato un aiuto per sconfiggere sé stesso. Il video
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