E con l’attentato di stanotte allo Stock Auto di via Prenestina, a Roma Est sono 15 le bombe esplose in cinque mesi, dalla fine di maggio a oggi. Questa volta a finire bersaglio di alcuni signori incappucciati la concessionaria automobilistica di Luciano Incalza, già noto per un’inchiesta delle Iene sulla falsa beneficenza destinata ai malati di sclerosi multipla, e la sua stessa abitazione verso la quale è stata lanciata una bomba carta. Nella concessionaria, invece, come si può vedere nel video ripostato sui social dallo stesso Incalza e rilanciato da Repubblica numerose auto sono state date alle fiamme con taniche di benzina. Che questo attentato sia collegato o meno alla faida che si sta consumando tra i clan criminali di Roma est è tutto da dimostrare, ma ad ogni modo la convinzione diffusa di una crisi del potere di Michele Senese a Roma, dice Antonio del Greco, ex dirigente della Squadra Omicidi della Polizia di Stato all’agenzia Dire, potrebbe essere la causa di queste bombe e di questi attentati, dimostrazione di una vera e propria riaffermazione del potere dei Senese, confermando quanto vi abbiamo raccontato nel nostro precedente articolo nonostante le varie critiche ricevute tra i commenti (alcune un po’ inquietanti) in cui abbiamo ricostruito semplicemente unendo i puntini degli scontri intestini alla criminalità romana che hanno seguito l’omicidio di Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, l’ex capo degli ultras laziali e narcotrafficante cresciuto all’ombra dai Senese che aveva tentato di emanciparsi finendo ucciso. Il presunto mandante, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Roma, come ricostruito nell’ordinanza cautelare eseguita il 9 settembre 2026, sarebbe proprio Michele Senese insieme a Giuseppe Molisso.
Luciano Incalza, ad ogni modo era già noto alle cronache dal 2012, quando, secondo le cronache dell’epoca richiamate da Repubblica, venne denunciato per aver esploso alcuni colpi d’arma da fuoco in strada a Castelverde contro un ex socio. Ma ecco le vicende che lo vedono protagonista sono molteplici. Dal servizio delle Iene del 2011 sulla falsa raccolta fondi per i malati di sclerosi multipla ai precedenti per droga di cui parlano i giornali. Cosicché la scorsa notte la sua concessionaria Stockauto di via Prenestina è stata data alle fiamme da due uomini incappucciati ripresi dalle telecamere di sorveglianza mentre cospargevano le vetture di benzina e la sua abitazione bersagliata da una bomba carta lanciata da persone al momento non identificate. Incalza a commento del video pubblicato sui social ha detto "Abbiamo subito un infame attentato. Se avete un problema con me, prendetevela con me. Io non ho paura".
L’ultima bomba esplosa prima di questa è stata quella che l’8 ottobre ha colpito la Gold Car di via dei Platani, gestita da Samuel Calì, figlio di Mirko, ritenuto vicino agli ambienti del clan Senese dagli inquirenti alle prese con l’indagine che aveva portato nel settembre 2024 nell’operazione antidroga condotta dal Gico della Guardia di Finanza – il cui ex comandante, il colonnello Marco Sorrentino, è morto ieri in un incidente stradale a Sasso Marconi, in provincia di Bologna – e dal 3° Nucleo Operativo Metropolitano, coordinata dalla Dda di Roma, all’arresto di Christian Vocaturo, descritto da Marco Carta su Repubblica come il cassiere dei narcotrafficanti di Tor Bella Monaca. Mirko Calì, intervistato da Nello Trocchia per il Domani il giorno seguente all’attentato aveva definito l’ordigno niente più che una "pisciata di cane". I Calì, scrive Marco Carta su Repubblica, sono per altro imparentati con Alessio ed Emanuele Costantino che una settimana prima erano stati anch’essi destinatari di una bomba, piazzata nella notte tra il 2 e 3 ottobre nel loro autonoleggio Costantino Rent Cars di via Casilina. Gli stessi il 13 luglio 2021 erano stati vittime di un agguato per il quale sono stati condannati Raùl Esteban Calderòn come esecutore e Giuseppe Molisso, uno degli uomini della cerchia ristretta di Michele Senese. Quest’ultimo accusato di aver progettato insieme a Michele O’ Pazz l’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Raul Esteban Calderon è peraltro stato accusato di essere l’assassino di Piscitelli nel processo per l’omicidio del 7 agosto 2019, ma poi assolto per non aver commesso il fatto dalla Corte d’assise d’appello di Roma l’8 maggio 2026, che ha ritenuto insufficienti e controverse le prove a suo carico. Il giorno dopo la bomba ai Costantino ne esplode un’altra in via Bottini, presso la sala slot Planet Win di un uomo che secondo gli inquirenti avrebbe precedenti per droga. Insomma, questa lunga scia di attentati, di botti e risposte non sia destinata a placarsi tanto in fretta.