L'antefatto è ormai ultranoto. Andrea Delmastro, la braceria a Roma e gli affari con Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni per conto del clan Senese. Un uomo di Michele detto “O Pazz”, feroce boss della camorra trapiantato a Roma fin dagli anni 80. Senese si trova in carcere ormai dal 2013, arrestato in quanto mandante dell'omicidio di Giuseppe "Pinocchietto" Carlino. Allo stesso tempo Andrea Delmastro, in quanto sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, è titolare dal 2022 della delega al Dap, ossia il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Non emergono, allo stato, evidenze di interferenze tra i rapporti personali con Mauro Caroccia e l’attività istituzionale del sottosegretario Andrea Delmastro. La vicenda solleva tuttavia delle domande sul piano della trasparenza amministrativa. Gli affari dell'uomo di Fratelli d'Italia con Mauro Caroccia potrebbero aver influenzato in qualche modo la carcerazione di Michele Senese? Ma non solo Delmastro. Infatti, anche altri alti dirigenti del Dipartimento sono stati fotografati a cena al ristorante dove Mauro Caroccia si muoveva da proprietario. Delle vere e proprie “cene ministeriali” di fronte a possibili occhi e orecchie della criminalità organizzata. Ma quindi, come se la passa in carcere “O Pazz”?
La risposta ce la da, in parte, Francesca Fagnani, che nella scorsa puntata della trasmissione Lo Stato delle Cose condotta da Massimo Giletti ha offerto una panoramica della mala romana. “Michele Senese è in carcere da diversi anni, non è mai andato al 41 bis ma non solo, non ha nemmeno, ad oggi, il 416 bis (associazione mafiosa). Sta dentro per un omicidio”. In realtà non è proprio così, secondo un articolo pubblicato da Repubblica nel 2015, Michele Senese sarebbe stato posto al regime di 41 bis al carcere di Opera. Rimane però il nodo, oggi, undici anni dopo, Michele Senese è al 41 bis? Ha ancora in mano le redini della sua organizzazione dal carcere? Una domanda lecita, visto che proprio Dap e Ministero della Giustizia si occupano di disporre ed eseguire il regime del “carcere duro”. Un possibile conflitto di interessi, o comunque un problema di traparenza, visto che proprio il capo del Dap aveva interessi comuni con uno dei prestanome di Senese. È bene precisare che, allo stato, non ci sono elementi che consentano di tracciare un collegamento diretto tra la posizione detentiva di Michele Senese e i rapporti emersi tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia. Ma, allo stesso tempo, la vicenda non può dirsi chiusa: spetta ora al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria chiarire ogni aspetto, dissipando dubbi e restituendo trasparenza a una storia che continua a sollevare domande.