Nella zona est di Roma è il far west (e non è un gioco di parole). Undici bombe in tre mesi, numerose sparatorie, pestaggi, omicidi. Dalla vineria di via Calpurnio Fiamma alla Travis Car di Manuel Sammarco. Tutto questo altro non è che l’emergere in superficie di un conflitto intestino alla criminalità romana molto più profondo. Non basta tornare indietro all’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, il figliol prodigo di Michele Senese che ha voluto emanciparsi negli affari ed è morto ammazzato. Non basta raccontare la favoletta di Senese in carcere e il far west fuori. No, bisogna tornare indietro al 2020 in via dell’Archeologia, Tor Bella Monaca, dove una piccola banda di spacciatori maghrebini capeggiati da due giovanissimi e feroci ragazzi venuti dal Marocco, Zak e Prince, proprio come dei giovani Piscitelli, hanno innescato la miccia di quelle bombe che in questi giorni esplodono addosso ai civili della periferia romana e ad Ostia. Zak e Prince, in qualche modo, hanno innescato la miccia di quella guerra che sta logorando ai fianchi il clan di Michele Senese, arrestato nel 2013 e raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare il 9 settembre 2026. Come il sassolino che trascina a sé la valanga. La cosa divertente è che la destra di governo potrebbe paradossalmente prendersela con gli inquirenti per aver favorito la “sostituzione etnica” della criminalità romana di Tor Bella Monaca.
Eh sì, più o meno è andata proprio così. Nel febbraio del 2024 le forze di polizia arrestano sei persone in via dell’Archeologia per un giro di cocaina. La causa dell’intervento della polizia è un agguato nei confronti di Abdellaziz Elkady, 25 anni e Zakaria Haouam, detto Zak, 21enne, che vengono trovati in possesso di armi e munizioni. Il clan Moccia, che controlla la piazza di spaccio di Tor Bella Monaca, ha provato ad ucciderli perché dal 2021 i due hanno tirato fuori la testa dal sacco e non ce l’hanno più rimessa dentro. All’epoca Prince si era messo in proprio all’R4, entrando in collisione con lo spacciatore Marco Maruca, detto Ciuchino, che a quel punto - racconta il pentito Fabrizio Capogna nell’inchiesta sulle piazze di spaccio di Tor Bella Monaca - si rivolge a Giuseppe Molisso, boss romano del narcotraffico, in rapporti con i Moccia e subordinato al potentissimo boss di Afragola Michele Senese ‘o pazz. Molisso manda due picchiatori a menare Prince che gli sfilano la piazza. Il ragazzino però non si dà per vinto e ha la pellaccia dura. Infatti Zak, insieme a Prince, sopravvive a numerosi agguati. Nel settembre del 2021 Vincenzo Vallante, detto Naruto, è vicino ai Molisso, raggiunge in automobile Zak e Prince, scende dall’auto e dopo aver salutato i propri avversari con un “bella fra”, inizia a sparare. Zak viene colpito con 3 proiettili, Prince se la cava con una ferita al braccio. Il secondo attentato avviene nell’ottobre del 2022. Si tratta in questo caso di una sparatoria da film al bar Sicilia, via Quaglia, dove addirittura i colpi di pistola arrivano sui balconi di chi abita nel palazzo. Un mese dopo, però, Zak e Prince cercano vendetta. Iniziano la guerra contro l’Ancien Régime della criminalità romana. La iniziano a piccole dosi. Lo raccontano molto bene gli articoli di Marco Carta sull’edizione romana di Repubblica, che da sempre segue le vicende della criminalità romana. A Tor Vergata sparano qualche colpo di pistola contro le auto dei rivali e fanno fuoco. Il loro disegno è chiaro, vogliono spezzare il potere di quelle famiglie che accanto a Molisso assicurano il controllo sul quadrante Est di Roma: stiamo parlando dei Cordaro, dei Longo e dei Vallante. Questi ultimi sono quelli che s’inc**ano parecchio con i rampanti maghrebini. Ad un certo punto, però, Giancarlo Tei, uno importante da quelle parti, referente per le cosche di San Luca su Roma e socio di Elvis Demce, il narcotrafficante albanese già fedelissimo di Piscitelli, viene gambizzato.
Fino ad oggi i mandanti non sono stati individuati, ma a eseguire il colpo sono dei latinos. Tei, ironia della sorte, viene soccorso per caso dall’attivista antimafia Tiziana Ronzio e sui giornali passerà alla storia per aver chiesto di chiamare sua madre prima di saltare sull’auto senza nemmeno aspettare l’ambulanza e correre in ospedale. Poco dopo il Natale del 2024 ecco che viene piazzata la prima bomba davanti al ferramenta della famiglia Vallante. Nemmeno il tempo di aspettare la Befana che il 4 gennaio un ordigno esplode distruggendo parte del balcone al primo piano. È la casa di Amine Mohamed Alaya detto Kalò, un nuovo membro della banda di Prince e Zak che ormai sono diventati davvero potenti, e fanno paura. Addirittura Mohammed Riad Leksir, altro esponente dell’ambiente magrebino, è sposato con una donna imparentata con gli Sparapano, famiglia criminale alleata dei Cordaro e legata ai Moccia. A marzo dello stesso anno un ventottenne tunisino viene ferito da un proiettile sempre in via dell’Archeologia. Due giorni dopo l’Antimafia infligge un colpo durissimo alla rete di Giuseppe Molisso e Leandro Bennato. Ventisei arresti in totale. È una debacle. Vengono sequestrati beni per 5 milioni di euro. I due sono dei fidi alleati di Michele Senese e si trovano già al gabbio. La cocaina spacciata dai loro uomini proveniva anche dai fornitori albanesi Renato Muska e Altin Sinomati, legati sul piano degli approvvigionamenti a Molisso e Bennato. Il punto, però, è che erano proprio Molisso e Bennato a decidere chi poteva gestire le piazze ed erano sempre loro a organizzare le spedizioni punitive contro i propri antagonisti. Nell’inchiesta della Dda, infatti, vengono ricostruite esattamente quelle spedizioni punitive contro i maghrebini che cercavano di rendersi autonomi. Spedizioni che evidentemente hanno fatto troppo chiasso, ma inevitabili, perché secondo quanto ricostruito dal pentito Capogna per gli inquirenti nel 2025, i gruppi storici dello spaccio romano si servivano proprio del sistema Molisso per contrastare la concorrenza nordafricana. Lo scontro è dunque passato a un livello superiore. Il 13 maggio, però, Naruto finisce in manette per traffico di stupefacenti con Christian Ventre, detto la Bestia, e altri indagati. Il 10 giugno altri 13 arresti relativi alla stessa offensiva. Passa un mese e al parco di Centocelle va in scena una sparatoria. Due fazioni si danno appuntamento per una lite iniziata sui social. Volano proiettili. Di mezzo c’è pure Zac e per questa storia finirà arrestato il 3 settembre scorso.
Continua l’estate del 2025 imbrattata di sangue. Il 31 agosto un ragazzo marocchino di 24 anni viene accoltellato all’addome e al volto e abbandonato riverso nel suo sangue in via Ferdinando Quaglia. Tor Bella Monaca. Gli inquirenti parlano di un possibile regolamento di conti e nel frattempo il lavoro dell’Antimafia continua. Anche il processo sulla rete di Giancarlo Tei continua. La procura a fine ottobre 2025 chiede 50 anni complessivi di carcere per i vari imputati e a gennaio di quest’anno vengono condannati gli esecutori della sua gambizzazione. E qui ci avviciniamo vertiginosamente alla spirale di bombe che in questi giorni stanno terrorizzando la periferia romana. Passiamo al 2026.
Il 25 marzo esplode un’altra bomba davanti al ferramenta dei Vallante a Tor Bella Monaca.
Il 4 maggio due giovani tunisini vengono sparati in viale Palmiro Togliatti. Su queste storie sono sempre i Carabinieri della Casilina a indagare.
Nel frattempo il panorama si evolve.
Il 7 maggio, Giuliano Cappoli e Manuel Grillà, detti Maverick e Neymar, vengono arrestati insieme ad altre sedici persone. Fanno parte di una nuova organizzazione direttamente in contatto con il clan Senese e con quella di Elvis Demce. Tra gli arrestati c’è anche un narcotrafficante che era stato fatto arrivare dalla Spagna per regolare i conti con i loro rivali.
Due settimane dopo la Gdf sequestra beni per 1,8 milioni di euro tra Porsche, Mercedes, Lamborghini, Rolex, ville e conti in banca. È il tesoro di tre esponenti del clan sinti Goman, cresciuto sotto l’egida dei Casamonica, sempre nella periferia est di Roma. Tra loro c’è anche Kristijan Orsus, padre di Nicholas Brischetto, il giovane che aveva 22 anni e che il 19 luglio 2022 morì durante una diretta social schiantandosi contro un guardrail sul Grande Raccordo Anulare con la sua Audi R8. Orsus già nel marzo del 2023 era stato fermato insieme a Naruto (non ci dite che vi eravate già dimenticati di lui) e nel novembre dello stesso anno con Guerino Casamonica, esponente del clan nel quartiere Romanina.
La stessa Romanina dove, il 23 maggio 2026 esplode una bomba davanti a un palazzo in via Vincenzo Manzini. Il bersaglio è un uomo del clan Bevilacqua, clan vicino ai Casamonica. Nell’esplosione l’auto di una donna che non c’entra niente finisce distrutta.
Poco più di un mese dopo le bombe iniziano ad esplodere anche fuori dalla periferia est. Nella notte del 29 giugno tre bombe carta esplodono in rapida successione, una in via Rosselli a San Giorgio di Acilia, quartiere alle porte di Ostia, mentre due saltano in aria in via Tommaso Smith a Casal Bruciato.
Il 12 luglio un forte boato scuote la notte del quartiere Tuscolano a Roma. Intorno alle ore 02:17, una bomba carta è stata fatta esplodere in una palazzina in via Valerio Flacco. Il 29 luglio un ordigno artigianale esplode davanti al portone di una palazzina in via dei Cantelmo. Il 3 agosto scoppia una bomba in un palazzo di via Statilio Ottato, zona Don Bosco, dove nel 2015 si era tenuto il maxi-funerale di Vittorio Casamonica, con tanto di carrozze stuccate d’oro e cavalli neri a trainarle e petali lanciati dall’elicottero sul corteo funebre.
Il 30 agosto, poi, due ordigni esplodono contro l’autonoleggio Travis Car in via Casilina, riconducibile a Manuel Sammanco, già noto nell’ambiente criminale romano per i suoi presunti legami con la ’ndrangheta e in particolare con la potente cosca di Gioia Tauro, Piromalli. Nella rete familiare compare inoltre Thomas Del Bello, ritenuto dagli investigatori un narcotrafficante di primo piano. Il nome di Del Bello emerge anche nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Fabrizio Capogna. Lo stesso che ha reso possibile la ricostruzione di tutta la storia di Zac e Prince.
Il 3 settembre, poi, c’è un evento che segna il passaggio dalla prima alla seconda ondata di bombe. L’ordinanza di custodia cautelare con cui il 9 settembre sono stati arrestati Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, e lo stesso Michele Senese, accusati di essere i mandanti dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Un omicidio compiuto per impedirne l’ascesa. Lo stesso che i Molisso, in qualche modo, hanno tentato di fare con Zac e Prince. È questo il punto a cui si riferiscono tutti i giornali, ma che trascurano tutto il pregresso. Qui vengono arrestati anche il boss albanese Elvis Demce e lo scagnozzo Emanuele Vargiu, ai quali viene contestato di aver progettato la vendetta per quell’omicidio. Da qui l’Apocalisse.
Il primo ottobre quattro ordigni vengono fatti esplodere in appena 24 ore davanti alle saracinesche di negozi fra Alessandrino, Torre Maura e Borghesiana. Tra queste c’è di nuovo la Travis Car di Sammanco. Due giorni dopo è il turno della Costantino Rent Cars, in via Casilina, sempre alla Borghesiana. I titolari dell’autosalone, i fratelli Alessio ed Emanuele Costantino, nel 2021 erano stati feriti davanti al Roxy Bar in viale Alessandrino da Raoul Esteban Calderon, assolto in Appello per l’omicidio di Diabolik, ma condannato per quel fatto a 12 anni di carcere. Il doppio ferimento era legato a una vendetta per il pestaggio di un nipote del boss Giuseppe Molisso. Quest’ultimo, ritenuto il mandante, è stato condannato a 14 anni. Il 5 ottobre Rai News dà notizia di un arresto del boss dello spaccio di Tor Bella Monaca Denny Moccia, legato a Pasquale e Gaetano Moccia. Nella stessa notte esplodono due bombe. Una presso la sala slot Planet Win di una persona di cui si legge avere precedenti per droga e poi davanti a una vineria. Lo stesso giorno muore ammazzato lo spacciatore Bayrem Dhawadi. Il 7 ottobre, infine, esplode un’altra bomba all’interno di un cortile in via Filottrano, a San Basilio.
Insomma, un livello di violenza ormai fuori controllo, ma che affonda le sue radici molto più indietro di quanto non si creda. L’assedio alla Costantinopoli dei Senese è iniziato e ad innescare la miccia, possiamo dire che dopo Fabrizio Piscitelli, potrebbero essere stati proprio Zac e Prince. Chissà quali saranno e dove saranno le prossime bombe ad esplodere.