Qualcosa, nel sottobosco degli uomini vicini a Valter Lavitola, si muove, eccome se si muove. Tra chi si sente tradito e chi si sente attaccato, da quando il faccendiere è tornato al centro della cronaca italiana tutte le persone a lui vicine hanno cercato di correre ai ripari. Ma oltroceano, checche se ne dica della globalizzazione, le cose ci mettono un po’ per arrivare. Per arrivare fino al Brasile ci siamo voluti probabilmente noi di MOW, e lo diciamo con un po’ di presunzione, più che altro perché a parlare degli affari di Valterino il Sudamericano, siamo stati praticamente gli unici. Vi abbiamo parlato del suo passato l'1 settembre, della prima latitanza in Brasile, dei casini a Panama, delle tangenti e dei rapporti con Lula, poi, il 4 settembre appunto, del suo presente brasiliano, abbiamo rivelato per primi l'esistenza dell'altra “meu amor”, Sirlene e del suo Future, Future Awaits, il nome che ricorre fra Zimbabwe, Sudafrica e... Brasile. È una società brasiliana, siamo stati i primi a rivelarne l'esistenza, ha sede a Cabo Frio, nello stato di Rio de Janeiro (dove Valter Lavitola si stabilì oltre 20 anni fa) e con le gemelle africane condivide nome e scopi: consulenza e gestione di progetti ambientali e forestali, carbon credit. Tra questi c’è “Blue Carbon Laguna”, presentato come il primo progetto di carbonio blu in una laguna ipersalina al mondo: l’obiettivo dichiarato è ripristinare la laguna di Araruama e generare crediti di carbonio blu. I due amministratori erano Vinicius Magalhães de Azevedo Rosa e Máximo Pablo Lusardi, argentino, già in rapporti con Valter Lavitola. Il nostro articolo è uscito il 4 settembre, poi l’8 settembre la società è stata chiusa.
Lo ha rivelato, raggiunto nel suo studio in Brasile da Rebecca Pecori de Lo Stato delle Cose, programma di inchiesta condotto da Massimo Giletti, Thomas Ferreira da Azevedo Rosa, padre di Vinicius Magalhães de Azevedo Rosa nonché commercialista brasiliano di Valter Lavitola. A Lo Stato delle Cose dice di essere l’unico titolare di Future Awaits Brazil, sebbene il QSA (Quadro di Sócios e Administradores) scaricato da noi dal portale governativo brasiliano il 26/08/2026 mostri come socio amministratore Vinicius Magalhães de Azevedo Rosa mentre come solo amministratore Maximo Pablo Lusardi. Lavitola, secondo Thomas, dentro Future Awaits Brazil non c’entra nulla, lui sarebbe solo investitore dell’azienda tramite Afro Carbon Solutions, la società sudafricana diretta da Fabio Mazzoni e Benjamin Chimutengo.
Ma cosa dicono davvero le carte? Abbiamo visionato una procura (power of attorney) firmata l’11 dicembre 2024, appena tre settimane dopo la costituzione della società brasiliana, il 21 novembre. A firmarla, per Afro Carbon, è il direttore Benjamin Chimutengo. Il beneficiario è proprio Thomas Ferreira de Azevedo Rosa, che viene incaricato di rappresentare la società sudafricana in Brasile “in tutti gli atti necessari all’acquisto di quote” di Future Awaits Brasil Ltda. Può firmare i contratti, negoziare valori e condizioni, rispettare le formalità di legge. E non solo: il quarto punto del mandato gli consente di aprire e gestire conti bancari in qualsiasi banca brasiliana a nome di Afro Carbon, con facoltà di fare depositi, prelievi e altre operazioni finanziarie. La procura vale tre anni, fino a dicembre 2027 salvo revoca scritta, e fotografa un’intenzione di acquisto, non un’operazione conclusa. Poi, ad agosto, Lavitola finisce in carcere e a settembre Future Awaits Brazil chiude i battenti, tutta questa storia, dice Thomas a Lo Stato delle Cose, sta infangando il suo nome e quello dei suoi familiari. La accuse di Benjamin Chimutengo, quelle di presunto riciclaggio, e gli echi dei casini giudiziari di Lavitola, sono arrivati fino a lui, uno stimato professionista di Cabo Frio. Ora vuole difendersi, ma la storia finisce qui?