“Crederci sempre, arrendersi mai”. Ma proprio mai, cara la nostra Simona Ventura. Innanzitutto, a noi dispiace vedere SuperSimo seduta a bordo pista a Ballando con le stelle. Partiamo dal presupposto che Simona Ventura, così come Barbara D'Urso meriterebbero una conduzione in prima serata, da professionista quali sono. E invece si devono accontentare di un ruolo più marginale, seppur diverso. Stiamo parlando di due conduttrici che hanno fatto la storia dei programmi Mediaset e, nel caso di Ventura, anche Rai. Vederle in quelle postazioni a Ballando sa di contentino, di ingiustizia televisiva: forse qualcuno non vuole vederle (più) brillare?
E allora comprendiamo che Simona, così come Barbara, debbano trovare il modo per brillare anche in ruoli più marginali come quelli ricoperti a Ballando: una custode del tesoretto e l’altra giudice. Bisogna fare di necessità virtù. Mentre Barbara ha scelto di mantenersi moderata, probabilmente per scrollarsi di dosso l’etichetta di “condottiera trash”; Simona ha deciso di approfittare del suo ruolo da custode per mandare a fanculo l’imparzialità richiesta solitamente a chi conduce. Simona Ventura non ha mai avuto peli sulla lingua, non si è mai limitata a condurre rimanendo democristiana e questo va detto, ma l’attuale ruolo che ricopre la svincola ancora di più dall’impostazione tipica della conduttrice ingessata, di quel modo di condurre “vecchia maniera” che, invece, caratterizza Milly Carlucci: ecco, Simona Ventura ne è proprio l’antitesi. Ognuna con il proprio stile: evviva la diversità.
Ma sarà anche per questi motivi che Simona ha deciso che il suo ruolo debba coincidere con quello della “disturbatrice”, sì ma di Barbara D’Urso. E il rischio è quello di apparire come colei che sgomita per prendersi un po’ di luce. Si sa, Barbara quest’anno ha preso il posto della personalità più discussa della giuria di Ballando, di colei che aggiungeva sale a una trasmissione perlopiù rivolta al pubblico boomer ed è innegabile: la mancanza di Selvaggia Lucarelli si sente, piaccia o no. In ogni caso, nell’edizione di quest’anno la vera protagonista è Barbara D’Urso, nonostante lei stessa stia cercando di sottrarsi da questo ruolo e rimanere sul filo della discrezione (sempre per quel discorso di scrollarsi di dosso il trash), sembra proprio che Barbara abbia scelto di muoversi in punta di piedi. E nonostante ciò, Barbara non sembra ancora aver trovato la sua quadra a Ballando, ne avevamo parlato QUI. Al momento si parla più di lei per le aspettative che per ciò che realmente sta dando al programma: un atteggiamento democristiano che non le si addice, ma siamo fiduciosi che col tempo possa riuscire a crearsi il suo personaggio anche dietro il bancone di Milly.
Fatto sta che Barbara rimane ancora la più attenzionata di questa edizione. E se non puoi essere Barbara D’Urso, come fai a farti notare? Scegliendo il ruolo dell’antagonista disturbatrice. Simona Ventura sta puntando tutto sulla provocazione alla D’Urso. Durante la prima puntata era stata lei ad accendere la polemica tra lei e Ornella Muti, giocandosi un: “Non è che sei un po’ gelosetta?”, dopo che Barbara aveva fatto un piccolo appunto sulla performance di Ornella Muti e Pasquale La Rocca, suo ex partner di ballo nella precedente edizione. Da lì in poi gli interventi di Simona sono spesso incentrati sugli interventi di Barbara, più che sulle performance di ballo. E proprio perché questo ruolo appare quasi una forzatura dell’ultimo minuto, riteniamo di poter dire a Simona: anche meno! Perché sei Simona Ventura, il tuo nome ti precede e non hai bisogno di stuzzicare la D’Urso per prenderti la luce. Tra l’altro, l’antipatia che c’è tra lei e Barbara oltrepassa lo schermo. Pare che Simona stia unendo l’utile al dilettevole: mentre si ritaglia il suo ruolo da disturbatrice a Ballando, si toglie qualche sassolino dalla scarpa, chissà, forse rimasto tra il piede e la suola per troppo tempo! Stasera assisteremo a una nuova puntata dello show, ciò che non sarà nuovo sarà il commento di Simona che, durante la performance in pista, pare guardare decisamente da un’altra parte, mentre Barbara D’Urso - almeno per ora - possiamo definirla tranquillamente “schivatrice” di provocazioni di professione: Simona, recupera! Per ora l'angioletto è in vantaggio.