Mi accorgo solo stamattina che quello che ho visto ieri sera sulla pagina social di Verissimo è reale. Ieri, dopo aver guardato il promo surreale in cui Piersilvio Berlusconi “balla” sulle note di una canzone neomelodica, pensavo di essere in preda a un’allucinazione. Magari è la melatonina dell’Eurospin, ho pensato. E invece no, la melatonina non c’entrava nulla.
Dopo aver cacciato Barbara d’Urso a calci nel galateo in nome della “tv gentile”, il patron di Cologno sostiene che il trash non esista: sono solo “momenti infelici”. Scuse da maestrino per giustificare il disastro.
Perché mentre Piersilvio fa lezione di bon ton, la sua nuova Mediaset “ripulita” fa acqua da tutte le parti. Dopo il fiasco di Myrta Merlino che totalizza il 16% di ascolti su Pomeriggio Cinque (RIP), anche il Grande Fratello - con un cast pagato a peso d’oro - affonda: l’audience non collabora. Gli autori cercano di spingere sulle tresche amorose e sugli alti e bassi di Valeria Marini. Ma niente, nisba. Pure la satira è finita: Striscia la notizia ha chiuso i battenti per sempre.
Risultato? La tv commerciale senza un pizzico di sano e godereccio trash televisivo semplicemente non funziona. E a Cologno Monzese c'è già chi, sottobanco, piange in ginocchio pregando il ritorno di Carmelita. Ma nel frattempo che si fa? Quando la nave sta affondando il capitano non fugge via per mettersi in salvo. Piersilvio non è mica Schettino. Il capitano prende il timone e rischia in prima linea. Si sacrifica, se necessario, per salvare la nave. E, c’è da dirlo, Piersilvio lo sta facendo.
“Il sacrificio” che ha scelto di compiere non è cosa da poco. Data la carenza di ascolti tv dei programmi che un tempo sfamavano tutta l’equipe del Biscione, da un po’ di anni Mediaset ha deciso di puntare sulle fiction turche che, gradualmente, hanno iniziato a dominare il palinsesto perché, per qualche astruso motivo, tirano un botto. Benedetto sia Can Yaman, santo salvatore di Mediaset! Da lì in poi su Canale 5 vediamo più turchi che Maria De Filippi.
E quindi il capitano Piersilvio, scaltro come una faina, decide di scendere in campo e accogliere le richieste del pubblico delle “turchine e turchini” pubblicate in massa su TikTok: vogliono che la fiction turca Far Away abbia un seguito perché, a quanto pare, Mediaset l’aveva sospesa. E non solo Piersilvio decide di accontentare i fedelissimi della serie, ma per annunciarne il proseguimento fa un reel con l’IA (particolarmente realistico, c’è da dirlo) dove si vede lui, in giacca e cravatta, nel suo ufficio con le finestre vetrate e bagnate dalla pioggia fuori, che scorre i video delle “turchine” e decide così di accogliere la loro richiesta. Caption del reel: “Turchine e Turchini... e promessa sia” più bandierina della Turchia. Il tutto con in sottofondo canzoni neomelodiche (sempre create con intelligenza artificiale), mentre Piersilvio sorride in camera con l’aria di chi ha appena deciso di conquistar l’America: “So io Piersilvio e vi sto sentendo e sta promessa ve la posso e ve la voglio fà; su Canale 5 vi farà sognà” e altre parole incomprensibili che in confronto Geolier rappa in italiano aulico. Questo “canta” in lip sync Piersilvio. Sullo sfondo il temporale cessa e si apre un paesaggio soleggiato: Piersilvio mantiene le promesse e i turchini nei commenti impazziscono. Far Away continuerà ad essere trasmessa. Amen.
E così, mentre le produzioni Made in Italy affondano e i format di casa nostra accumulano ragnatele, l'Ammiraglia del Biscione si è trasformata in una dependance del Bosforo. Perché diciamocelo chiaramente: cosa c’è di più disperato che affidare la sopravvivenza dei propri palinsesti ai divi della Mezzaluna? Ormai il daytime di Canale 5 sembra un’infinita ed estenuante telenovela anatolica a base di sguardi felini al rallentatore, mascelle scolpite che non battono ciglio per quaranta minuti e trame così melense da far sembrare Beautiful un thriller psicologico di Christopher Nolan. Tra star di Istanbul pompate in palestra che recitano con un’unica espressività e dialoghi doppiati col tono di chi sta leggendo le istruzioni di un microonde, le fiction turche sono diventate l'equivalente televisivo del cibo spazzatura alle tre di notte: sai benissimo che fa schifo, ma sei così alla canna del gas che te lo fai bastare. E mentre Queen Mary osserva in silenzio la colonizzazione, Canale 5 non è più la tv della borghesia milanese: è ufficialmente la patria adottiva dei sex symbol ottomani a basso costo.
Ma cosa ha spinto Piersilvio a cospargersi di tanto trash per la prima volta? In tutti questi anni ci ha abituati a una figura ingessata, iper professionale, con una gentilezza distaccata. Ci eravamo già stupiti quando ogni tanto faceva capolino ad Avanti un altro o La ruota della fortuna. La massima esposizione era stata quella di presentarsi a This is me complimentandosi amorevolmente con la compagna e conduttrice del programma, Silvia Toffanin. Ma lo aveva fatto sempre con quell’eleganza, quel distacco borghese di chi dell’affabilità del padre ha ereditato davvero poco. E poi, appunto, le battaglie contro il trash dursiano, il palinsesto ripulito. Cosa può aver spinto Piersilvio a cotanta cafoneria? Cosa se non la tragica situazione audience di Mediaset?
Ma la cosa ancora più grave (e surreale) è che con questo spot Piersilvio sta ammettendo a gran voce che il vero motore di Mediaset, ormai, sono le serie importate dalla Turchia. Che con i prodotti televisivi Made in Italy si fa la fame. Che neanche Gerry Scotti, Samira e la ruota, e nemmeno Queen Mary rappresentano più il Biscione di quanto non lo facciano le star di Istanbul. Questo non è l’inizio della fine, perché la fine da mò che è iniziata in quel di Cologno: è la dichiarazione ufficiale della fine. Piersilvio ha dovuto rinunciare a un’identità costruita sul savoir-faire e la discrezione borghese per riportare il pubblico dalla parte di Mediaset. Piersilvio finalmente si è mediasettizzato. Perché puoi togliere il trash da Mediaset, ma non puoi togliere Mediaset dal trash. Piersilvio ci ha messo un po’, ma finalmente lo ha capito. Anche se, sinceramente, dopo la visione di questo promo, avremmo tanto voluto che non lo capisse mai.