Sic transit gloria mundi: con Gimmi Ghione Striscia la Notizia pronto a zompettare in pista a Ballando con le Stelle. Così, con uno degli inviati di punta del programma che sbarca nello show del sabato sera della concorrenza, arriva l’ufficialità definitiva sulla fine di Striscia. Quasi quarant’anni di vita, nemmeno un saluto o un ringraziamento: mai pervenuto un congedo ufficiale dal programma, una volta “tg satirico”, che è diventato uno dei simboli di Mediaset. Uno dei programmi che ha creato tormentoni, modi di dire entrati nel linguaggio quotidiano del suo pubblico e che ha influenzato la tv tutta. Denunciando sprechi fatti di edifici abbandonati, strade che finivano nel vuoto, e stanando truffatori che approfittavano di persone convinte che il sale potesse proteggere dal malocchio. Striscia la Notizia è stata tutto questo, mentre sul bancone sgambettavano ragazze che dovevano incarnare la ragazza della porta accanto e rigare dritte finché il contratto le poneva sotto l’ègida di Antonio Ricci: le “veline”, prototipo di tutte le “ine” che sarebbero seguite sul piccolo schermo a scopo puramente decorativo, tutte munite di giovinezza e qualche passo di danza al momento giusto.
A Striscia la Notizia è riuscito, tra le altre cose, di creare la stortura per cui gente vestita da sturalavandino, da pupazzo, potesse essere credibile a inseguire le persone in strada o fare loro la morale ma anche che Vittorio Brumotti potesse diventare un conduttore televisivo.
Proprio Brumotti era stato un segnale inequivocabile: la sua assenza nell’edizione di prima serata, lui che da campione di bike trial si era trasformato in reporter d’assalto contro lo spaccio nei quartieri malfamati, era la conferma che il programma di Ricci, per quanto promosso in prima serata, avesse il fiato corto. Nel frattempo, le ospitate a Realpolitik su Retequattro, poi è arrivata Rai Uno con Italia A/R, spinoff del programma estivo Camper.
Intanto, Striscia la Notizia veniva messa “in pausa”: Pier Silvio Berlusconi non ne ha mai annunciato la fine, eppure la strada appariva segnata già dopo l’ultima puntate dell’edizione 2026.
Adesso uno dei suoi volti più riconoscibili e fedeli, Jimmy Ghione, trasloca alla corte di Milly Carlucci aggiungendosi ad Alessandro Matri, Aurora Ramazzotti, Eugenio Finardi e Noemi Bocchi: spenti i social del programma, rimasti comunque attivi anche dopo la conclusione del programma, appare ora la conferma ufficiosa che il fu “tg satirico” ha definitivamente chiuso la sua era. Cala il sipario su un epilogo che è stato lasciato in mano al pubblico: i telespettatori hanno sancito la fine al posto di Mediaset, che ha rimesso a loro la decisione basandosi sugli ascolti.
Si concludono così 38 anni di storia televisiva: in silenzio, senza clamori né saluti; e forse nella speranza che nessuno ci faccia troppo caso.