Con un video pubblicato su Instagram Jannik Sinner annuncia la conclusione della stagione 2026. Il forfait al torneo ATP 500 di Pechino, seguito poi da quello al Masters 1000 di Shangai aveva già tracciato una tendenza, dettata dalla sacrosanta volontà di dare tempo al ginocchio di riprendersi completamente. Quello che ad oggi è ancora a tutti gli effetti il numero uno del ranking, non ha mai avuto dubbi: occhi al futuro. Il pensiero va al lungo termine piuttosto che a difendere i punti raccolti l’anno scorso, un ragionamento più che valido, per un tennista che ha ancora margine di miglioramento nonostante gli eccezionali risultati ottenuti sinora.
È un mezzo busto quello che ci regala Jannik, sobrio e composto come suo solito, con poche parole annuncia la decisione di fermarsi e chiarisce le motivazioni che lo hanno portato a una scelta di questo tipo: “Ciao a tutti. Vorrei darvi un piccolo aggiornamento. Insieme ai dottori ho deciso che ho bisogno di ulteriori cure per il mio ginocchio, il che significa che la stagione 2026 è ufficialmente terminata. Gli ultimi due anni, specialmente il finale a Torino, mi hanno regalato tante emozioni. Quest’anno sarà diverso, ma al momento devo pensare al lungo termine della mia carriera. Farò tutto il possibile per tornare al 100%. Ringrazio in anticipo tutti voi per il supporto e spero di rivedervi presto in campo”.
Il supporto al fuoriclasse italiano arriva nell’immediato. Angelo Binaghi, presidente della FITP, afferma che “la tutela dell'integrità fisica di Jannik viene prima di qualsiasi risultato e di qualsiasi impegno agonistico”, rinnovando la costante vicinanza da parte della Federazione e dell’Italia tutta, con la consapevolezza che il ritorno in campo sarà da campione, quando avrà la totale certezza di essere al meglio delle sue possibilità.
Ma cosa comporta il termine anticipato della stagione per l’altoatesino? Jannik resterà numero uno al mondo almeno fino alla settimana dell’ATP 500 di Vienna, in programma dal 26 ottobre al 1° novembre: la 95° all’apice della classifica. Da lì in poi, sarà di Alexander Zverev l’onere di prendersi la vetta. Del resto, se la matematica non è un’opinione, Sinner perderà 3.050 punti, tutti proventi delle vittorie non difendibili di un anno fa: 50 a Shanghai, 500 a Vienna, 1000 a Parigi e 1500 alle Finals di Torino. Il tedesco, al contrario, avrà un bottino di soli 980 punti da difendere: 50 a Shanghai, 330 a Vienna, 400 a Parigi e 200 alle Finals. Il sorpasso è quindi scritto, ma non ha ancora una data di scadenza certa. Per ora, Sinner regna con 11.000 punti a fronte dei 9.720 di Sasha, tra l’altro fresco sconfitto per mano di Nole Djokovic a Pechino, punti che gli avrebbero di certo fatto comodo per accorciare la rincorsa.
L’epilogo che nessuno di noi avrebbe voluto ma che basta poco per accettare con un sorriso, non cancella l’annata d’oro di Jannik Sinner, che sul suo palmares vede 44 vittorie e solamente 3 sconfitte. Un bilancio mostruoso da libri di storia: il secondo Wimbledon consecutivo (il quinto Slam in carriera) è stata solamente la ciliegina sulla torta di una corsa cannibale pari a 30 successi di fila prima della sconfitta al Roland Garros contro Cerundolo. I cinque Masters 1000 (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma) rimarranno un capolavoro, così come il Career Golden Masters, traguardo raggiunto solamente da Novak Djokovic prima di lui e che consacra chi ha alzato le coppe di tutti e nove i tornei 1000. Un capolavoro, questo, che trasuda maestria ma altrettanta fatica, in un calendario sempre più fitto di impegni. I ritiri, i forfait e le assenze prolungate saranno più ricorrenti che mai in un tennis che punta sempre di più sul fisico. Così, il nostro pensiero va a Jannik che, nonostante la giovane età, ha ben chiaro ciò che conta davvero e, proprio per questo, preferisce rinunciare piuttosto che forzare.