Non c’è dubbio che l’entrata di Franco Colapinto nel paddock di Austin sarà impareggiabile quest’anno. In sella alla Yamaha M1 del team Pramac, sgasando mentre un meccanico del team lo manteneva in equilibrio. Sul cupolino della moto c’è il numero #04 e non è un caso: questo weekend, infatti, grazie all’ennesima trovata di Liberty Media, in Texas sfrecceranno anche i prototipi del Motomondiale, prima delle FP3. In pista scenderanno Andrea Dovizioso con quella M1, Dani Pedrosa con una KTM RC16, Lorenzo Savadori con un’Aprilia e, direttamente dal paddock di Superbike, dopo esserne diventato il nuovo campione del Mondo, Niccolò Bulega in sella a una Ducati.
Un tentativo di avvicinare ulteriormente due mondi finora rimasti piuttosto distanti, ora che Liberty Media è a capo di entrambi. E tra i piloti del Circus, grazie alla collaborazione tra Pramac e Alpine, di sicuro l’argentino è quello che più di tutti si è divertito nel corso del Media Day, tra un’accelerata e l’altra.
Non è la prima volta che comunque vede una moto da vicino, come poi raccontato ai media nel corso della giornata: “Sono un grandissimo fan della MotoGP. Mio padre correva in moto da giovane nello speedway, tra traversi sulla terra e senza freni. Si è rotto di tutto, per questo mi ha detto chiaramente che non avrei mai corso su due ruote e mi ha indirizzato sulle quattro!”, scherza Franco come riportato dai colleghi di Automoto.it.
Sull’idea invece che animerà il sabato texano, lui non ha dubbi: “È fantastico unire F1 e MotoGP nello stesso evento, siamo come fratelli ed è la strada giusta per avvicinare i tifosi di entrambi i mondi. Vedere la tecnologia delle moto e toccare i freni è pazzesco, fermano la moto all’istante anche da freddi”.
Incalzato ancora sull’argomento, l’argentino si lascia poi andare anche a un confronto tra le due categorie, tutto in favore del Motomondiale. Per farlo, utilizza nientemeno che Valentino Rossi e il suo presente in auto come esempio: “Basta guardare cosa fa lui: riesce a performare ai massimi livelli insieme ai migliori piloti GT al mondo. Se un pilota di F1 salisse oggi su una MotoGP, sono sicuro che girerebbe a un minuto di distacco, o forse non riuscirebbe nemmeno a completare un giro o a uscire dai box. Guidare una moto a quei livelli è nettamente più difficile”.
È talmente affascinato da quel mondo saggiato da bambino, e ritrovato una volta diventato uno di quei privilegiati che cita nel suo confronto, che su una MotoGP non vedrebbe l’ora di salirci in sella, per davvero e non soltanto per una ventina di metri: “Mi piacerebbe moltissimo provarne una a fine stagione, quando passeranno alle 850cc”. Ha persino già in mente dove, per una ragione ben precisa: “Magari a Valencia, mi hanno detto che lì posso salire senza troppi rischi di fare danni!”.
Il motivo? Sarebbe l’unico circuito dove potrebbe non raggiungere velocità stellari dato il layout tortuoso, seppur c’è da stare attenti al rettilineo dei box visto che, un attimo prima di pinzare, queste MotoGP ci arrivano a oltre 330 Km/h. Aerei veri e propri, anche se non sarebbe questo il caso per Colapinto. Di sicuro, però, quest’anno il Re delle entrate al COTA è stato lui. E forse, negli anni è secondo solo a Daniel Ricciardo, che nel 2022 in paddock ci è arrivato a cavallo con cappello da cowboy, stivale texano e chitarrista ad accompagnarlo.