Dopo il GP di Singapore Charles Leclerc è stato ampiamente criticato. Il motivo è legato a quella staccata remissiva in Curva 1 contro Verstappen, rinunciando ad affondare il colpo nonostante lo scatto migliore allo spegnersi dei semafori e le due macchine praticamente appaiate fino alla staccata. Il monegasco era all’interno e il sorpasso sembrava cosa fatta, ma Max gli ha risposto stringendolo verso il muro e costringendolo ad alzare il piede.
Al termine del GP, secondo sotto la bandiera a scacchi e con la sensazione generale di una vittoria possibile se da quella curva fosse uscito in prima posizione, Charles aveva raccontato di non aver avuto in realtà altra scelta. O così o un contatto tra i due, con la possibilità di mettere fine alla sua gara dopo nemmeno un giro.
In molti però quella spiegazione non l’avevano capita e i soliti commenti da bar non si sono fatti attendere. Se ne sono dette di ogni, mentre lui ha lasciato parlare la pista. Come sempre, d’altronde. E alla fine, la risposta più forte è arrivata proprio contro Verstappen, al primo giro del GP in Texas.
Parte forte, dopo Curva 1 si incolla alla RB22 dell’olandese e, nello snake, dove di sorpassi è rarissimo che se ne vedano, lui ne realizza uno pazzesco. Prima lo affianca all’esterno, poi resiste e, non appena diventa interno un attimo dopo, butta la SF-26 dentro di prepotenza facendosi spazio. Gliela restituisce così, all’improvviso.
Come piace a lui, prendendosi un sorpasso che per imprevedibilità ricorda quello in Olanda su George Russell, nel 2025. Purtroppo per lui la caccia a Kimi Antonelli dura poco, con Verstappen che qualche curva dopo torna davanti, ma la lotta tra i due non è finita. Si ripropone al giro 49, dopo che Leclerc e la sua Ferrari erano ripiombati negli specchietti della Red Bull di Max, a sette giri dalla fine. In quel caso, però, i giochi sono più semplici: basta una staccata tirata in fondo al rettilineo che porta a Curva 12 per passare davanti, classico punto di sorpasso al COTA.
Concretizza così una gara di livello assoluto, finendo in seconda posizione al traguardo e pareggiando i conti col suo eterno rivale dopo quel sorpasso che non gli era riuscito due settimane fa. Battaglie che gli danno gusto, come poi racconterà una volta tornato nel paddock dopo la gara a Viaplay: “Max in pista è un animale, ma sento che, quando chiudo la visiera, posso esserlo anche io. È per questo che è così emozionante”. La verità è che servirebbe solo una macchina sempre a livello.