Un weekend perfetto per ricordare a tutti di essere ancora il migliore. Uno per rispondere ai dubbi dopo l’errore di Baku dimostrando di avere le spalle larghissime e un altro per salvare la Ferrari dal rumore assordante degli ultimi giorni. A Sepang, nella domenica iniziata con le macchine in tilt dietro la Safety Car, tre storie si intrecciano sotto la bandiera a scacchi. La prima è quella di Max Verstappen, tornato alla vittoria a culmine di un fine settimana superlativo, la seconda quella di Kimi Antonelli e la terza quella di Lewis Hamilton che, con una rimonta furiosa, mette una pezza al disastro strategico di inizio gara e regala alla Scuderia il primo podio dopo cinque GP terminati a mani vuote.
Tra tutte, è impossibile non partire da quella dell’olandese. Si prende la Malesia per la seconda volta di fila a distanza di nove anni, il tempo passato dall’ultima edizione del GP, nel 2017, con una gara in cui è stato più forte di tutto e tutti: più della pioggia nel primi giri, costretto a rimontare dopo una partenza flop, più delle Mercedes che l’hanno braccato fino all’ultima ripartenza, a quattro giri dalla fine dopo la Safety Car causata dal ritiro di Albon.
Torna a ruggire in grande stile, per la prima volta in stagione, con anche Red Bull che fa la storia: la prima vittoria da costruttore, per un’idea folle sulla carta ma trasformata in impresa in appena sedici GP. Lo sottolinea proprio Max, rimarcando quelle parole già accennate dopo aver conquistato la pole position: “È una vittoria speciale”, ammette a Sky Sport F1. “Costruire il nostro motore e vincere già durante la prima stagione deve renderci fieri del lavoro svolto. È stata un’annata piuttosto difficile per noi, ma nelle ultime gare stiamo tirando fuori una nuova forza. Non siamo in lotta per il campionato, ma stiamo andando sempre meglio e stiamo imparando molto per l’anno prossimo”.
Dopo la gara, arriva anche l’unico vero momento concitato del suo fine settimana tolto l’inizio a singhiozzi della sua RB22 dietro la Safety Car: sale sul podio, l’inno olandese non parte mentre tutti sono increduli. C’è bisogno si aspettare più di qualche secondo, con Sepang che esplode nel classico “Dududu, Max Verstappen”. Lui se la ride, godendosi anche quegli istanti.
Poi c’è Antonelli, che continua a lanciare segnali. E in tal senso, poco c’entra il ritiro di George Russell che gli permette di allungare ancora in classifica, con un vantaggio di ora 84 punti sull’inglese a sette gare dal termine. Poteva essere un weekend assai complicato, considerata soprattutto una Mercedes in difficoltà a causa di una comprensione del nuovo pacchetto aerodinamico non ancora perfetta, ma anche per quell’errore arrivato nelle qualifiche che l’aveva esposto nuovamente dopo Baku.
La sua risposta è semplicissima: gli dà del gas dall’inizio alla fine e al di là di qualsiasi condizione meteo. Sotto la bandiera a scacchi è secondo, con la sensazione di aver fatto il massimo considerato anche un Verstappen oggi impareggiabile: “Oggi ho massimizzato la performance, non avevamo il passo di Max”, ha ammesso subito dopo essere sceso dalla sua W17 a Sky Sport F1. “Sul bagnato andavamo bene, anche se alla fine ho iniziato a fare fatica con i bloccaggi. Però sull’asciutto ci mancava ritmo rispetto a Max. Devo dire che la P2 era il massimo che potessimo fare oggi”.
Alla fine c’è Hamilton, con una domenica all’insegna del caos totale iniziato già prima di prendere il via. La sua SF-26 si ferma in regime di Safety Car, poi riparte ed è graziato dalla necessità di ripetere l’intera procedura. Quando torna in pista, insieme a Leclerc è uno di quelli che monta gomme da asciutto su pista ancora bagnata: un azzardo che non paga e che si rivela sbagliato dopo pochi secondi.
“Pensavamo che anche Max avrebbe montato le gomme d’asciutto. Pensavamo fosse la scelta giusta, ma non era così. Quando ce ne siamo accorti, era troppo tardi. Mantenere la macchina in pista è stata davvero dura”, commenta sempre a Sky nel dopo gara.
La Ferrari cambia tutto con un pitstop in occasione della Safety Car chiamata per recuperare la Cadillac insabbiata di Bottas, lui torna in pista in quindicesima posizione e da lì dà inizio a una rimonta delle sue, degna dell’Hammer Time dei tempi migliori. Alla fine, approfitta dell’ultima neutralizzazione per passare Hadjar e assicurarsi il podio, che per lui mancava da Silverstone, cinque luglio.
“Dopo l’errore iniziale abbiamo fatto tutte le scelte giuste, dai pitstop al timing. La strategia è stata poi buona, abbiamo dovuto reagire. Io ero un minuto indietro e ho concluso terzo, sono molto grato di questo”, chiosa sorridendo. È ossigeno per la Scuderia, dopo il caso Vasseur e delle prestazioni deludenti una dopo l’altra fin dal rientro dopo la pausa estiva.
Una gara, tre storie storie tutte da celebrare. Oggi Max Verstappen, Kimi Antonelli e Lewis Hamilton hanno tutti un motivo per sorridere.