A Kimi Antonelli è bastata un’altra piccola sbavatura a complicare una qualifica già complessa di suo, nonostante un inizio di sabato che qualche speranza nel box della Mercedes l’aveva accesa. Un track limits di troppo in Q2, con l’italiano costretto a tornare in pista e a sprecare un set di gomme nuove inizialmente destinato al Q3, di fatto lasciandolo con un solo tentativo buono per giocarsi la posizione in griglia nei minuti finali delle qualifiche.
Stampa un terzo tempo, che poi diventa quarto perché Hamilton si mette davanti sia a lui che a Isack Hadjar, fino a quel momento secondo alle spalle di Max Verstappen. Limita i danni, al tempo stesso tirando uno schiaffo a George Russell che sotto la bandiera a scacchi è solo ottavo certificando le fatiche della Mercedes, complice un bilanciamento tutt’altro che ideale.
Per quell’errore spiegato con grande lucidità c’è rammarico, ma anche la consapevolezza di aver fatto quasi il massimo: “È stato un peccato prendere il track limit. Sinceramente ho avuto molto sottosterzo e ho cercato di tenerla dentro, ma non è bastato. È un peccato perché mi sono ritrovato un po’ più sotto pressione. Il giro in Q3 non è un giro che fai al 100%, perché vuoi comunque tenerti un pelino di margine per non commettere errori e portare a casa un tempo”, ha raccontato una volta arrivato nel paddock a Sky Sport F1.
“Sono comunque sorpreso del fatto che sia bastato per la quarta posizione, che diventa terza con la penalità di Hadjar. Credo però che oggi, con una qualifica normale e senza errori, la seconda o al massimo la terza posizione in pista sarebbe stata il nostro risultato reale, anche perché Max era decisamente troppo veloce per noi”, aggiunge. Sono cinque i decimi a separarlo sotto la bandiera a scacchi dall’olandese, pesanti, che sorprendono soprattutto perché lo scorso weekend era stata la Mercedes a dominare.
In Malesia, però, è arrivato un nuovo pacchetto di aggiornamenti ancora tutto da comprendere, il che richiede tempo, molto più che due sessioni buone in pista considerata la portata dei cambiamenti. Lo si è capito da subito e, in qualifica, il cronometro non ha fatto sconti: “Abbiamo fatto fatica con il bilanciamento, non è stato facile. Dobbiamo ancora capire bene come funzioni questo pacchetto, perché credo che questo weekend, in generale, fossimo un po’ fuori dalla finestra di utilizzo ideale”.
Una combinazione che, unita alle particolarità di Sepang, non ha aiutato. Anzi: “Questa pista, con un asfalto così usurato e questo caldo, abbia reso tutto più complicato: non è facile capire in quale finestra far lavorare la macchina”. E così gli altri ne hanno approfittato anche se, in vista della gara, le cose potrebbero migliorare: “Credo che siamo messi un pelino meglio rispetto alla qualifica. Il passo di ieri non era male, anche se penso che sia le Red Bull sia le Ferrari siano molto veloci. Domani cercheremo di fare una bella partenza e poi di gestire la miglior gara possibile”.
L’unica vera notizia positiva di giornata, qualora ci fosse bisogno di ulteriori conferme, è il modo in cui Antonelli ha gestito la pressione. Dopo Baku ne aveva parecchia sulle spalle e ancor di più dopo quel track limit: lui risponde con un giro importante, non nel tempo ma nel significato. Gli vale la terza posizione, al contrario della settimana del suo compagno e antagonista nella lotta Mondiale. È l’ennesimo segnale di questa stagione.