Il 2026 di Kimi Antonelli forse non ha conquistato solo Jacques Villeneuve. Sedici gare, otto vittorie, dodici podi e la leadership del mondiale con 68 punti di vantaggio su George Russell nonostante un ultimo weekend pasticciato, con l’errore in qualifica a complicare tutto prima della rimonta dalla sedicesima posizione in griglia alla quinta sotto la bandiera a scacchi. Rimangono indelebili la prima vittoria in Cina, il bis subito a Suzuka, poi quelle di Miami e Canada fino a Monaco, con un weekend da fuoriclasse assoluto. Cinque di fila prima di tornare sul gradino più alto del podio a Spa, nell’università della F1, poi a Zandvoort e soprattutto a Monza, con un’altra gara da spavento.
Partito diciannovesimo dovendo scontare una penalità in griglia studiata a tavolino da Mercedes, secondo già dopo sedici giri e primo sotto la bandiera a scacchi. Un tripudio, mentre lui prima piange e poi esulta senza sosta come una rockstar. In tutto questo, due soli errori: a Melbourne, nelle prove libere tre mettendo a rischio le qualifiche, e poi a Baku, toccando la barriera interna in Curva 1 e terminando le sue qualifiche dopo nemmeno dieci minuti dalla bandiera verde.
Per il resto, solo grande maturità lasciando addetti ai lavori e i suoi stessi avversari a bocca aperta. Lo testimoniano i tantissimi complimenti che sempre più spesso riceve a fine sessione, così come le parole al miele dei big, Verstappen ed Hamilton su tutti. A queste, nelle ultime ore si sono aggiunte anche quelle di Sebastian Vettel: “Lui è incredibile. Non penso che ce ne siano di adatte per le performance che sta mostrando e per quanto sia forte quest’anno, soprattutto dopo una prima stagione in F1 che era stata ragionevole”, ha raccontato il quattro volte Campione del mondo al podcast di BBC 5 Live Sport.
“Non me lo sarei aspettato da un ragazzo arrivato a soli 18 anni in questo sport, dove c’è molto di più oltre al guidare una vettura. Devi anche capire come lavorare con il team, in particolar modo quando hai attorno una squadra di ingegneri così grande, dove ti puoi perdere facilmente. Ci sono veramente tante cose a cui devi abituarti e adattarti, ma lui ha svoltato completamente quest’anno”.
C’è chi, però, sostiene che buona parte dei successi di Kimi siano dovuti a una Mercedes estremamente più competitiva rispetto a tutti gli altri avversari. In parte vero, in parte no, con il tedesco che non ci ha girato intorno. “La vettura sarà anche molto competitiva, ma lui è maturato davvero tanto nell’arco dell’inverno, sia se lo si compara a George sia se si analizza come gestisce la pressione e le varie situazioni. È davvero affascinante da guardare”. E infine, una risposta è arrivata anche rispetto a quella tanto menzionata fortuna degli ultimi GP: “Finora è stato incredibile e guida la classifica piloti per merito, perché non ha avuto molte gare fortunate”.
Ad onor del vero, questa non è la prima uscita pubblica in cui il tedesco parla un gran bene di Antonelli. Era già successo a Monza, quando davanti a noi ci aveva raccontato più o meno la stessa storia. In quell’occasione, però, dalla platea qualcuno gli aveva fatto notare anche che, qualora a fine anno l’italiano conquistasse il titolo mondiale, diventerebbe lui il più giovane di tutti i tempi in F1, sfilandogli il record.
Un dettaglio a cui Seb aveva risposto con la solita sincerità ed eleganza: “Sarei felicissimo per lui. Ha avuto un’annata incredibile. C’è quel vecchio detto secondo cui i record sono fatti per essere battuti - riprendendo il mantra di Michael Schumacher, che a Monza ha onorato guidando la F2002 -. Ha ancora molti anni davanti a sé per farlo”. Il perché è semplice: Vettel diventò campione a 23 anni e 123 giorni, mentre Antonelli attualmente ne ha poco più di venti. Basta questo per capire che stagione impressionante sta realizzando.