Ottantuno punti di vantaggio, ma guai ad abbassare la guardia. È il messaggio che Kimi Antonelli ripete ogni singola volta che gli viene chiesto del Mondiale, che alla vigilia di Baku comanda in totale controllo e con i diretti avversari più vicini, George Russell e Lewis Hamilton, staccati di più di tre GP dall’italiano. Fin qui, la sua è stata una stagione impeccabile, considerati anche i due zero rimediati tra Barcellona e Silverstone a causa di problemi tecnici alla W17, lasciando avversari e addetti ai lavori quasi senza parole.
L’unico punto “debole”, a quindici GP completati, sembra essere il potenziale in prospettiva della Mercedes. Il perché è legato alla filosofia di aggiornamento della vettura pensata a Brackley, distante sia da quella di Ferrari che di McLaren. E infatti, in pista il gap tra le Frecce d’Argento e gli avversari, specie i papaya, si è ridotto vertiginosamente. Lo confermano le due vittorie di Lando Norris nelle ultime quattro gare, tre se la Virtual Safety Car non avesse favorito Kimi a Madrid - come ammesso da lui stesso a fine GP -, con una McLaren nettamente la più veloce in pista con il campione del Mondo in carica.
Al momento, proprio la MCL40 rappresenta il peggior nemico della Mercedes, nonostante sia Antonelli che Russell avranno a disposizione una nuova - e nel paddock si vocifera pesante - evoluzione delle rispettive monoposto a partire dal GP di Malesia, subito dopo quello dell’Azerbaijan.
Nel frattempo, però, tocca difendersi. Lo sanno i due piloti e lo sa il team principal Toto Wolff, spesso il primo a parlare apertamente del momento particolare vissuto dalla sua squadra, sottolineando invece lo slancio McLaren. Anche perché, in una F1 così tirata, gli equilibri possono cambiare molto rapidamente. A ricordarlo, parlando proprio di Antonelli e dei Papaya, è Nico Rosberg, uno che sa bene cosa significhi dover difendere il proprio vantaggio per portarsi a casa il titolo: “Lo scenario peggiore è che la McLaren inizi improvvisamente a prendere il largo e che magari arrivi anche a superare la Ferrari, portando Kimi a perdere terreno e a ritrovarsi più invischiato nel gruppo”, ha raccontato a Sky Sports F1 Show.
Un rischio che il tedesco conosce fin troppo bene: “È una situazione simile a quella che ho vissuto nell’anno del mio Mondiale: non stavo guidando bene e, nelle ultime quattro gare, ho iniziato a perdere posizioni, finendo più indietro nel gruppo”. Nello specifico, in quel caso a farlo tremare era stato Max Verstappen: “A un certo punto di ogni gara — persino in Messico, durante le qualifiche — mi ritrovavo in difficoltà fino all’ultimo istante. In Q3, per esempio, ero sesto in classifica quasi fino alla fine. In ognuna di quelle gare mi sono trovato terzo anziché secondo, con Max che mi finiva addosso praticamente a ogni Gran Premio. Quindi, se dovesse scivolare anche solo leggermente più indietro nel gruppo, il rischio aumenta e si inizia a provare una crescente ansia per la situazione”.
È esattamente il tipo di scenario che la Mercedes vuole evitare da qui alla fine della stagione, sperando anche nell’efficacia del pacchetto che esordirà in pista. C’è però una differenza, sostanziale: Rosberg racconta di un “guidare male”, l’esatto contrario di quanto sta facendo Antonelli in questo 2026. A conti fatti, il vero punto di forza delle Frecce d’Argento finora. Basta vedere il rispetto che si è conquistato da ciascun avversario, non solo in pista.