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20 settembre 2026

Chi sa vincere ragiona sempre da vincente, fregandosene del consenso. Gloria a Roberto Mancini che convoca Maldini

  • di Gianni Miraglia Gianni Miraglia

20 settembre 2026

Mettete da parte il perbenismo da tastiera, l’indignazione a comando e l’ossessione per i conformisti: Roberto Mancini e le sue scelte se ne fregano della morale del gregge. La convocazione di Daniel Maldini è l'ultimo sgarro a un’Italia di forcaioli che preferisce i “ct preti” alla vera libertà di sbagliare. Un elogio dell'Anarca azzurro, l'unico condottiero capace di vincere contro tutto e tutti

foto di Ansa

Chi sa vincere ragiona sempre da vincente, fregandosene del consenso. Gloria a Roberto Mancini che convoca Maldini

Chi sa vincere ragiona sempre da vincente, fregandosene del consenso. Gloria a Roberto Mancini, mentre il paese si strozza nella sua stessa indignazione. E noi, che ancora vogliamo credere all’impossibile, godiamo perché l'Anarca in lui è tornato, senza chiedere la nostra benevolenza. E per ristabilire l'ordine delle cose ha convocato nientepopodimeno che Daniel Maldini, il Sid Vicious della Serie A, che qualche giorno fa si è schiantato con la Porsche a un tasso alcolemico quasi doppio rispetto al limite consentito, con tanto di patente ritirata e denuncia per guida in stato di ebbrezza: il pacchetto completo per scatenare lo scandalo dai recessi del moralismo di massa. Quei milioni di forcaioli che da ore puntano il dito per il tanto ardire: sempre a digitare, senza mai soprassedere dalla manifestazione del proprio commento bigotto. In fila davanti al patibolo virtuale, scevri della complessità insita nell'animo umano. Continuate a emettere i vostri parerini, a esibire il vostro conformismo dai vostri accountini, tanto Mancini ha già deciso. L'Oltreuomo non chiede il permesso alla morale del gregge per affermare la sua volontà di potenza: e allora godiamone! Il miglior Mancini si è sempre comportato così, senza cercare la nostra approvazione. E ricordatevi che, ancora diciannovenne e talento assoluto del calcio italiano, scazzò col ct Bearzot, per aver preferito lo Studio 54 alla branda di un ritiro in quel di New York: non era il solo in quella marchella, ma lui fu l’unico a non chiedere scusa, giocandosi la maglia azzurra. Così coriaceo e controcorrente da far vincere uno scudetto alla Sampdoria e giocarsi la finale della Coppa dei Campioni con Gianluca Vialli.

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Daniel Maldini Goal.com

Fatevene una ragione. Mancini se ne frega del vostro mormorio digitale: questa è la sua via per l'insensata vittoria e merita gli applausi e l'attesa del fischio di inizio di questa Nazionale già di per sé rivoluzionaria. I famosi giovani ci sono sempre stati, solo che quelli prima di lui non li hanno chiamati o si facevano belli con quei soliti milioni di forcaioli, vantandosi di aver vietato le Playstation: abbiamo visto a cosa è servito nella tragica partita con la Svizzera agli ultimi imbarazzanti Europei. Mancini invece gli Europei li ha vinti alla prima, nel 2021, il trionfo più commovente e meno metabolizzato della storia del calcio azzurro: perché lui è stato marchiato a vita per essere fuggito dove abbondano petrodollari e cammelli. Come se un uomo libero non avesse diritto di scegliere, in un lavoro in cui i soldi girano e fanno girare la testa, come se la fedeltà a una maglia dovesse valere più della fedeltà al proprio destino. Gli italiani non perdonano a chi vince di avere una volontà propria. Preferiscono i preti, i ruffiani, i perbenisti, quelli che chiedono scusa prima ancora di aver sbagliato, purché restino al loro posto a recitare la parte dei sottomessi al buon senso di massa. L'uomo va colto nelle sue contraddizioni, nel piglio e nel coraggio. E quindi prepariamoci a goderci questa sua nuova Nazionale. A volte le favole sono più vere delle maldicenze. Roberto Mancini, caparbio come sempre, cercherà di raccogliere ancora una volta ciò che ha seminato, contro tutto e tutti.

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