“Sono partito bene e poi niente: sono caduto”. Marco Bezzecchi non ha certo voglia di scherzare, però, quell’aria lì un po’ scanzonata riesce a mantenerla anche dopo una domenica a Misano in cui è andato tutto proprio come non doveva andare: fuori dai giochi prima ancora di chiudere il primo giro. “All’inizio – aggiunge il Bez tentando di spiegare la caduta – abbiamo pensato che dipendesse dalla gomma non ancora ben calda. In realtà no, la gomma era pronta, ma ho preso una piccola sbacchettata prima di frenare tra la 12 e la 13 e non sono riuscito a chiudere perfettamente la linea. Quando ho provato comunque a tirare dentro la moto mi si è chiusa davanti, purtroppo”.
Le corse sono così e Marzo Bezzecchi è maturato abbastanza per sapere che c’è solo una cosa da fare: andare avanti e guardare il buono che comunque c’è stato. “Ci sono tante cose positive: la velocità, una buonissima qualifica, una buonissima sprint e una partenza migliorata rispetto a ieri. Poi è chiaro che quello che è successo oggi fa male. Ma purtroppo le cose adesso stanno così e non bisogna focalizzarsi troppo sul negativo, ma più sulle cose positive. Abbiamo l'Austria fortunatamente a breve, quindi cerchiamo di lavorare questi pochi giorni a casa, di non mollare l'osso”.
A proposito di ossa, a preoccupare, semmai, vista la vicinanza con l’Austria, potrebbero essere le condizioni fisiche, anche se il Bez ribadisce di sentirsi bene e di non fare i conti al momento con particolari dolo. “Ora c’è ancora l’adrenalina – ammette - Quindi sicuramente domattina quando mi sveglierò capirò meglio, ma non sono preoccupato. La spalla sta bene, il ginocchio è un po' più dolorante, ma non credo che dipenda dalla caduta”. L’aria è quella di un ragazzo a cui sicuramente girano le scatole, ma con una capacità di metabolizzare in maniera diversa. Non solo quello che succede, ma anche quello che gli viene chiesto. Soprattutto quando qualcuno, forse in maniera provocatoria, lrova a dirgli che dopo sette gare aveva le mani sul titolo. “Dopo 7 gare – taglia corto Bezzecchi - non si mettono le mani da nessuna parte, ma neanche dopo 14. Non ho mai pensato dopo le prime 7 gare di avere già la mano da qualche parte, e sono sicuro che neanche Marc ci sta pensando adesso. È ovvio che Marc è un pilota di esperienza, un pilota molto veloce, quindi sicuramente non è un avversario facile, neanche Martín, che è a pari punti. Se non avessi voluto questo tipo di pressioni andavo a lavorare in officina da mio babbo. Invece sto provando a fare il pilota e quindi ci sta, bisogna lottare con queste cose qua”.
Il tema, quindi, non è Marc Marquez e, tutto sommato, non è nemmeno Ducati. Nel senso che Bezzecchi continua a ripetere che c’è solo da lavorare e guardare se stessi. “La nostra moto è molto competitiva, il nostro pacchetto è molto competitivo, ma secondo me non siamo mai andati davvero via a Ducati. Cioè, non è che ci ha dovuti riprendere. È chiaro: abbiamo avuto qualche pista dove siamo riusciti a sistemarci bene e dove abbiamo fatto un lavoro fantastico. Secondo me generalmente abbiamo lavorato benissimo in tutti i weekend. Poi delle volte ci sono piste che si adattano meglio o al pilota o alla moto. Ci sono tante variabili. In questo momento, però, bisogna solo cercare di superare questa giornata che purtroppo è andata male, come non avrei voluto. La fortuna è che c'è l'Austria subito”.