Cosa ricorderemo della Sprint del Giappone? Probabilmente solo un’immagine: Pecco Bagnaia che, ultimissimo, riporta la sua moto al box con la gomma posteriore letteralmente solcata al centro. I tecnici Ducati hanno subito provato a buttare là una termocoperta, ma ormai le telecamere avevano visto quello che non si doveva vedere. E nemmeno capire. E cioè che c’è stato chi sotto la bandiera a scacchi c’è arrivato per un mezzo miracolo. Anche perché poi c’è voluto pochissimo per capire che il problema di Pecco è stato il problema di tanti altri, tra cui Jorge Martìn. Michelin dovrà spiegare. Chi, invece, ha fatto capire di non dover spiegare proprio più niente è Marc Marquez. La sua è stata una Sprint praticamente perfetta: partenza aggressiva, entrata altrettanto aggressiva alla prima curva e, poi, normale amministrazione, preservando anche la gomma e mettendosi, quindi, nelle condizioni di non dover fare i conti con brutte sorprese.
“Zero problemi per me – ha detto il campione del mondo - la gomma è stata stabile per tutta la gara. Avevo un gran passo, guidavo pulito e quando ho visto Martín a meno di un secondo ho spinto per gestire il finale in relax. Per domani mi sento a mio agio con entrambe le opzioni di gomma. Non so cosa sia successo a Pecco, ma avere sia i miei dati che i suoi aiuta. In partenza vado d'istinto: il sabato questo mi premia alla prima curva, mentre la domenica tutti imparano dai riferimenti già visti”.
Alle spalle di Marc Marquez, invece, le storie da raccontare sono due: una firmata dalla pista e l’altra firmata dalla Race Direction. La pista, infatti, ha detto che il podio l’hanno preso Jorge Martìn, nonostante un ultimo giro sul cerchio posteriore, e Enea Bastianini. La Race Direction, invece, ha visto un verde pizzicato dai due all’ultimissima curva e li ha scalati entrambi di una posizione. Risultato: sul podio, sul gradino del secondo, c’è salito Diogo Moreira, con Jorge Martìn terzo e Enea Bastianini inesorabilmente quarto.
“Abbiamo fatto la pole e poi il secondo posto – ha detto lo spagnolo dell’Aprilia - Nel finale ho toccato il verde per difendermi da Enea, ma a sei giri dalla fine la gomma era del tutto finita. Senza questo problema, insorto a sorpresa, avrei potuto fare di più, anche se Marc era difficile da battere. Resto comunque orgoglioso del passo e del primo podio con Aprilia. Domani la soft è sicuramente da escludere, ma siamo lì e può succedere di tutto”. “Quando ho visto che davanti avevano toccato il verde alla curva 10 – ha invece raccontato Moreira - ho pensato solo a finire la gara perché ero in lotta per il podio. Il feeling era ottimo, anche se a fine gara la gomma era al limite pure per noi. Io e la Honda siamo molto contenti. Qui la moto va un po' meglio, anche grazie ai test svolti da Taka che ci hanno fornito una buona base. Questo podio mi dà grande tranquillità per il futuro”.
Per Enea Bastianini, dunque, “solo” un quarto posto, anche se la sua gara è stata perfetta e ha permesso di avere, per la prima volta in questa stagione in una Sprint, quattro moto diverse nelle prime quattro posizioni. Ma Pedro Acosta? Lo spagnolo di KTM s’è ritrovato sulla ghiaia, insieme a Fabio Di Giannantonio, dopo una manovra oltre il limite di Alex Marquez, che ha annientato la sua gara e quella dei due colleghi di KTM e Ducati.
“S’è fregato da solo”, anche se di punti è comunque riuscito a portarne a casa, anche Marco Bezzecchi, che ha sbagliato la scelta della gomma, probabilmente condizionato dalla consapevolezza che la morbida avrebbe potuto usurarsi come accaduto a altri della griglia. Da qui la decisione di provarci con la media, ma non ha mai funzionato e, dopo primi giri tutto sommato in linea con il podio, l’italiano ha dovuto accontentarsi del sesto posto finale.