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3 ottobre 2026

Australian Open gratis? È tutto vero: così Melbourne omaggia l’appassionato vero e lascia gli influencer a New York

  • di Francesca Zamparini

3 ottobre 2026

C’è chi avrà l’opportunità di volare al Melbourne Park e vivere l’Australian Open a un passo dal proprio idolo. Il prezzo? Dimostrare di essere un vero appassionato. Il progetto “Superfans” cerca sei tifosi da rendere protagonisti di una serie di contenuti nella magnifica cornice dell’Happy Slam, dove le emozioni del primo Major stagionale incontrano quelle che solo il proprio giocatore dei sogni sa suscitare
Australian Open gratis? È tutto vero: così Melbourne omaggia l’appassionato vero e lascia gli influencer a New York

L’Australian Open chiama a rapporto i tifosi di tutto il mondo: in ballo c’è un viaggio all inclusive per il Melbourne Park. Non è uno scherzo di cattivo gusto, ma soltanto l’ennesima trovata dell’Happy Slam. Un soprannome, quello che sfoggia il primo Major dell’anno, ormai impossibile da contestare. È fine agosto quando sul sito ufficiale compare il seguente titolo: “L’Australian Open lancia una ricerca a livello mondiale per il più grande fan del tennis”. Chiaro e diretto, con quella giusta dose di brama che in una ricetta per il divertimento ci sta sempre piuttosto bene. Le indicazioni che seguono non lasciano nulla al caso: è tempo di rintracciare gli entusiasti per eccellenza. L’obiettivo? Superfans, una serie di contenuti in stile reality prodotta da AO Originals, la casa madre dei prodotti mediatici di Tennis Australia e responsabile degli Australian Open. Nel bel mezzo dell’azione in campo, le telecamere seguiranno i tifosi selezionati, cogliendone le reazioni mentre assistono ad allenamenti e incontri o vivono i dietro le quinte di uno Slam.

L’idea nasce dalla volontà di catturare l’atmosfera unica del tennis e di farlo attraverso chi questo sport lo sente e lo segue da vicino. Darren Pearce, direttore dei contenuti di Tennis Australia, descrive così il progetto: “Superfans vuole rendere omaggio a quelle persone le cui emozioni seguono gli alti e bassi di ogni punto e di ogni partita. Questa serie avvicinerà il pubblico all'Australian Open come mai prima d'ora, raccontando la storia del torneo attraverso gli occhi degli stessi tifosi”. Un’idea di tutto rispetto, se pensiamo al caso influencer scoppiato agli US Open e alla reazione immediata e blindatissima di Wimbledon a riguardo. Un modo, questo, che sì strizza l’occhio all’intrattenimento e alla promozione, ma tenendo bene a mente il reale motore alla base dello sport: i suoi appassionati. 

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Per partecipare è sufficiente avere almeno 21 anni, saper parlare inglese e possedere un passaporto in corso di validità. Viene da sé la disponibilità a poter raggiungere gli AO27 nelle date richieste. Il termine ultimo di iscrizione è fissato per il 7 ottobre prossimo e solamente sei saranno i fortunati finalisti, anche se di fortuna qui si può parlare ben poco. Il processo di selezione prevede una domanda precisa: “Chi è il tuo giocatore preferito e cosa ti rende il suo fan numero uno?”. Capite bene che per rispondere a un quesito del genere si può essere tutto fuorché “fortunati”. Veri, singolari, ma fortunati proprio no, perché la passione è una di quelle rare cose che nella vita sono davvero difficili da dissimulare. La si legge negli occhi e, perché no, anche nel tono della voce. Non per altro, oltre a un limite di cento parole per sbloccare il primo livello di perché proprio tu, l’AO richiede un video di massimo due minuti dove mostrarsi e (di)mostrare il proprio valore. Niente effetti speciali, solamente tanta personalità ed energia, le stesse che emergerebbero a bordo campo.

Fin qui tutto perfetto: voli di andata e ritorno in classe economica, trasferimenti via terra da e per l’aeroporto, tra l’alloggio e il Melbourne Park per le riprese, un’indennità giornaliera di 50 dollari australiani per i pasti, in aggiunta all’indennità giornaliera per i pasti in loco prevista dall’accredito personale. Il rovescio della medaglia va cercato altrove, là dove la passione incontra il fallimento: la permanenza di ciascuno dei “superfan” dipenderà dai successi del proprio giocatore preferito. L’accredito e i posti riservati avranno validità per tutte le partite giocate dal tennista o dalla tennista in questione, oltre che per quando saranno richieste delle riprese per la serie, ma nel momento in cui il proprio idolo dovrà lasciare il torneo, il viaggio volgerà al termine. Del resto, ogni tifoso dovrebbe essere pronto a cadere assieme al suo protetto.

Non una stoccata a Flushing Meadows, semplicemente una coincidenza. “Superfans” viene lanciato il 26 agosto, quando ancora il caos newyorkese era in fase di riscaldamento, eppure di questa coincidenza vogliamo coglierne la precisa ironia della sorte. Uno Slam, quello downunder, che si è sempre distinto per iniziative ed atmosfera, anche per questo l’idea dietro il progetto ci deve cogliere di sorpresa, ma nemmeno troppo. Al centro il vero sostenitore, che in una scala immaginaria ci piace posizionare all’estremità opposta del content creator illetterato. Nel dargli valore, l’Australian Open trova una valida chiave di diffusione del fenomeno tennis, rinunciando all’offerente con il maggior numero di seguaci. Nell’abbracciare la febbre da sport, Melbourne non ricerca i tecnicismi e tantomeno la superficialità social, ma le emozioni e le persone che dagli spalti, come da casa, rendono il tennis così speciale. 

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