I segugi di Report erano troppo impegnati a ravanare nel torbido altrui per non accorgersi di quello che succedeva sotto i loro occhi. È un discorso ormai più che stantio su Report, rilanciato fin dall’inizio della vicenda, ma in questo caso è diverso. Sì, perché a metterlo sul piatto non è il solito giornale ostile, è un’ex giornalista di Report, Giovanna Boursier, storica inviata dal programma fin dai suoi albori con Milena Gabanelli. “Il fatto che uno vada a letto con le fonti, porti in redazione gente che faceva parte del suo entourage sentimentale, che alcuni pezzi siano stati fatti sulla CISL, mentre Ranucci aveva una relazione stretta con una rappresentante della CISL che faceva guerre interne al sindacato. Anche di questo non vi siete accorti?” ha detto Boursier dalla platea del DIG, il festival dedicato al giornalismo d’inchiesta fondato e diretto da Alberto Nerazzini (altro ex Report). Domande legittime, riguardanti un possibile conflitto di interessi e rivolte sul palco a Giorgio Mottola, altro storico inviato di Report.
Lo scambio è avvenuto domenica scorsa a Modena, durante un dibattito del DIG Festival, ed è stato poi rilanciato dai social di Filorosso, il programma di Rai3 condotto da Antonino Monteleone.
La risposta di Mottola è arrivata, e si è concentrata su un episodio preciso: “Qualche anno fa un dossier anonimo accusò Ranucci di molestie, facendo il nome di due colleghe in particolare. Ne seguì un audit interno, nel corso del quale le due colleghe vennero ascoltate e respinsero ogni accusa”.
Ma il punto, replica Boursier, era un altro: “Non sto parlando del dossier. Sto parlando di un libro in cui le cose sono scritte nero su bianco”. E ha chiesto: “Il libro qualcuno lo ha letto? O nessuno ha avuto la forza morale di dire: ‘Adesso si fa una riunione e tu ti dai una calmata’? Poi, visto che parli del dossier, sei sicuro che una persona di trent’anni fosse in grado di difendersi in un audit in cui sono stati ascoltati tutti, compreso te, su una questione che le riguardava? Erano persone che stavano cercando di mantenere il loro lavoro. Sai quanta forza e quanto coraggio ci vogliono?”. E ancora: “Gli uomini sono stati là dentro silenti. Ci voleva Lavitola, perché prima nessuno ha preso una posizione, nemmeno nei confronti dei colleghi uomini andati via”.
Lavitola ha fatto anche cose buone, sarebbe da dire, e al coro dei dubbi si aggiunge, sempre dal palco, Alberto Nerazzini, con una stilettata pesantissima: “Questo è un Paese dove un libro può vendere circa centomila copie e, dichiaratamente, non essere letto da nessuno. Abbiamo scoperto dopo due anni e mezzo che in quelle pagine c’erano pagine schifose di giornalismo, di scrittura, di pensiero. Ci abbiamo messo due anni e mezzo a scoprire l’immagine che Sigfrido dà di sé e come racconta la sua vita, anche sessuale e privata”.
La risposta di Ranucci è arrivata sui social. Ranucci parla di “altra fake diffusa dai social Rai di Filorosso” e replica che Boursier lo accusa di fatti smentiti da un audit e da due tribunali, che non si parlava di molestie ma di bullismo sessuale, e che l’inchiesta sulla CISL è stata realizzata in autonomia da Claudia Di Pasquale. Insomma, dopo che già qualche giorno fa il Corriere parlava di “redazione contro Ranucci”, continuano a volare gli stracci fra il (fu) conduttore e i suoi ex colleghi. Viene da pensare che forse il malcontento, negli uffici del programma, covasse già da chissà quanto tempo.