Insomma, se davvero nei confronti di Ranucci fosse in atto una character assassination, bisognerebbe dire che l'autore non è propriamente un cecchino. Infatti negli ultimi tempi, a dispetto delle perfide mire dei suoi detrattori, la popolarità del conduttore di Report è cresciuta sensibilimente. Non lo diciamo noi eh, lo dice lui! Parlando del sondaggio di SWG diffuso da La7 infatti ha detto: “Mi hanno dato al 7% quasi come Vannacci senza aver detto che mi candido e senza aver fatto la campagna elettorale”. Secondo il sondaggio l'idea che Ranucci sia “vittima di un disegno politico” trova il consenso del 75% degli elettori di centrosinistra, mentre che “abbia commesso errori ma in buona fede” convince il 65% del centrosinistra. Divisivo lo era già prima, ma l'impressione è che le recenti questioni non abbiano fatto alto che inspessito e indurito il suo zoccolo duro e puro. Ieri a presenziato all'evento Terra! di Avs, gli stessi che sono sospettati di aver fatto il sondaggio, dove ha presentato il suo libro ed è stato accolto come una sorta di Messia. Repubblica su Facebook commenta il video del suo arrivo con toni da domenica delle palme: “Applausi generosi, pacche sulle spalle, frasi di incoraggiamento. ‘Vai avanti’, gli dicono con convinzione dalla platea della festa di Avs. Sigfrido Ranucci si esalta al cospetto della piccola folla venuta ad ascoltarlo. Stringe mani, abbraccia chi gli va incontro, non sfugge alle foto in posa. La Città dell'altra economia diventa per circa due ore la casa dell'ex conduttore di Report”.
Il divo Sigfrido, tra selfie e genuflessioni, ci ha ricordato che “per il 63% degli italiani potrei guidare il Paese” ma poi rassicura “non mi candido”. Potrei, ma non voglio. E al Visionaria Urban Fest della Garbatella due giorni fa, quando gli hanno chiesto se alla politica ci pensa dice: “no, poi se mi cacciano via proprio dalla Rai qualcosa la dovrò pur fare”. Se proprio insistete...
Intanto trova, ancora più a sinistra, un alleato di lusso: Mimmo Lucano, che dopo Borsellino, Falcone e Aldo Moro aggiunge un altro nome al pantheon ranucciano, agiografia ormai affollatissima delle qualità del conduttore: “Che Guevara diceva che la verità è rivoluzionaria e Ranucci smaschera il potere. Per questo paga”. Hasta le vongole!
Sembra che, sotto sotto, sia Ranucci sia Avs un pensierino ce lo stiano facendo. Del resto dopo Soumahoro, Salis e lo stesso Lucano il partito rosso-verde ha dimostrato una certa vocazione nel trasformare in voti i martiri mediatici. Che il prossimo passo della contorta character assassination sia... l'onorevole Ranucci?