Franco Morbidelli a Misano ha ritrovato una competitività sui livelli del 2025, una velocità (dimostrata in prova) che troppe volte nel corso di questa stagione gli è mancata. Venerdì aveva chiuso le Prequalifiche in quinta posizione, sciorinava un passo gara da top five, poi in serata una doccia ghiacciata a cui ormai è abituato l’ha investito: long lap penalty da scontare nella gara di domenica per impeding su Enea Bastianini nel corso delle Prequalifiche. Sabato mattina, prima della Q2, la regia internazionale ha trasmesso l’episodio, ripescandolo da una telecamera di servizio del tracciato. Si nota Franco in traiettoria nella sezione veloce successiva al Curvone ed Enea che, da dietro, sopraggiunge rapido, quindi rallenta e infine vistosamente si sbraccia. Morbidelli, seduto ai box, ha guardato il replay sui monitor, sorridendo amaro e scuotendo la testa. Poi è sceso in pista, ha agguantato un’ottava posizione in qualifica, una dodicesima sotto la bandiera a scacchi della Sprint Race. Contestualmente, ha pubblicato sui social un post in cui si è colpevolizzato, con autoironia: l’ultima foto del carosello ritrae Mario Balotelli ai tempi del Manchester City che esulta mostrando la maglia “Why Always Me?!”.
Franco, in maniera intelligente, ha sfruttato la sua recidiva per suggerire alcuni accorgimenti utili a risolvere un problema fondamentalmente di sicurezza. La premessa è chiara: io sono deficitario nel gestire queste situazioni, ho difficoltà, ma forse qualcosa in più per aiutare me e gli altri si può fare. Su Instagram ha proposto di cogliere l’esempio della Formula Uno, tra bandiere blu, messaggi radio e scritte sul dashboard. Al termine del sabato di Misano, ai microfoni dei giornalisti, ha approfondito ulteriormente la sua idea: “Quando guardo la Formula 1 vedo che tramite la radio i piloti sono sempre molto informati nei loro giri lenti. Fanno meno giri lenti rispetto a noi ma sono sempre molto informati sui piloti che stanno arrivando dietro, sulla distanza che devono tenere. E mi fa sorridere perché loro hanno gli specchietti, sono su 4 ruote, mentre noi siamo su due ruote, non abbiamo gli specchietti, ma dobbiamo girarci sempre prontamente per essere disposti a toglierci di mezzo quando uno sta arrivando. Io sono totalmente d'accordo su questa cosa, che bisogna togliersi di mezzo quando uno sta arrivando. So anche che a me riesce molto difficile, perché appunto ti devi girare, stai andando forte, arrivano altre moto, insomma devi controllare molte cose. E quindi un messaggio sul dashboard, il messaggio radio, le bandiere blu, permetterebbero di risolvere questo fastidioso problema per i piloti. Dà fastidio fare un tipo di performance e poi dover perdere delle posizioni in qualifica o dover fare un long lap penalty in gara per un fallo di gioco, però…”.
Viene interrotto da altre domande insistenti sullo stesso tasto dolente. Contesta che l’episodio con Bastianini non si sia verificato nei minuti caldi del time attack delle Prequalifiche, lasciando intuire che la Direzione Gara con lui, adesso, adotta sempre per la sanzione più pesante: “Fino a pochi anni fa la penalità comprendeva gli ultimi 20 minuti delle Prequalifiche e le qualifiche. Io sono molto d'accordo sul dare penalità quando si rovina la performance nei momenti finali di quelle sessioni, perché il pilota ha quella chance lì per fare il tempo, non ne avrà un'altra”. Alla terza domanda sull’argomento, l’addetto stampa del Team VR46 avrebbe preferito si cambiasse rotta, ma Franco si è imposto: “No, no, io accetto, accetto altre domande. Rispondiamo”. Poi ha chiarito con tono fermo e serio la sua posizione: “Ve lo dico, io sono più stupido degli altri piloti, meno furbo in queste situazioni. Però questa dovrebbe essere una regola a prova di stupido. Soprattutto per la sicurezza. Se invece è per giocare, allora più uno è stupido, più uno paga. E siamo tutti d'accordo”.
Questo è Franco Morbidelli. Puro, limpido, dritto al punto, anche in un mare torbido di fastidi. In una stagione in cui non ha mai smesso di annaspare tra le difficoltà, Misano – la sua ultima gara di casa in MotoGP – poteva essere una parentesi felice. Invece pochi istanti di disattenzione hanno inficiato tutto: “La gara della domenica ormai è andata. Con un long lap e con il tipo di performance che ho di solito in gara, nella gara lunga, non so se riusciremo ad arrivare a punti”. Noi, saremmo felici di raccontare un’altra storia.