1, 30, 7 (e qualcosa). Non sono numeri da giocarsi, ma il centro di tutto nella Sprint appena andata in scena a Misano. Perché è il tempo che Marc Marquez ha impiegato a fare il giro del Marco Simoncelli World Circuit quando di giri alla bandiera a scacchi ne mancavano solo tre. Esattamente nel momento in cui Marco Bezzecchi sembrava essere riuscito a rosicchiargli qualcosa e per il numeroso pubblico s’era sentito l’odore di un’impresa possibile per l’italiano dell’Aprilia. Invece Marc Marquez stava solo tirando il fiato prima di lanciarsi in quel tirone decisivo che ha messo fine a ogni possibilità e ogni ambizione. “Sono partito con un unico piano: vincere – ha ammesso il 93 al parco chiuso - Avevo la media e Bezzecchi era con la soft, quindi ho cercato di creare gap, poi ho visto che stava arrivando, ma siamo riusciti a gestire".
Lo stesso Marco Bezzecchi l’ha capito immediatamente che Marquez sarebbe riuscito a gestire e non ce ne sarebbe stato, tanto da smettere di prendersi troppi rischi e rispolverare quella maturità già mostrata a Aragon per portare a casa più punti possibili. “Davvero felice – ha tagliato corto il Bez - il mio miglior risultato nella Sprint: fantastico dopo la pole fare anche podio. Ottimo lavoro del team”. La stessa cosa, tagliare corto al parco chiuso, l’ha fatta il suo compagno di squadra, Jorge Martìn, terzo al traguardo e ancora leader della classifica iridata, a +14 dall’imprendibile Marc.
Quarto posto per un sempre solido Fabio Di Giannantonio, che per buona parte della gara è sembrato in grado di mettere gli stivali sul terzo gradino del podio, fino a doversi arrendersi alla maggiore velocità di Jorge Martìn dovuta a una più azzeccata scelta di gomme: soft per il ducatista, media per lo spagnolo dell’Aprilia. Di Giannantonio ha però vinto la sfida tra “umani della Ducati” lasciandosi alle spalle un Alex Marquez partito un po’ indietro, ma capace di spingere fino a lottare per le posizioni di vertice, con tanto di duello tremendo con Fermin Aldeguer e Pedro Acosta. Proprio il giovane spagnolo della KTM, nonostante una moto tecnicamente inferiore a Aprilia e Ducati, s’è garantito la sesta piazza, lasciandosi dietro Augusto Fernandez proprio su una Aprilia lo stesso Aldeguer (suo eterno rivale) su una Ducati. Chiudono la top 10 Luca Marini e Johann Zarco, con Honda.
E gli altri italiani? Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia sono arrivati praticamente insieme al traguardo, dodicesimo uno e tredicesimo l’altro, mentre Enea Bastianini ha chiuso quindicesimo. L’italiano s’è lasciato alle spalle il collaudatore della KTM, Pol Espargarò, prima dell’ormai tristemente consueto treno di Yamaha: Miller, Razgatlioglu (che in verità è stato penalizzato di una posizione, ma ha tagliato il traguardo davanti a Miller) e Rins. Fabio Quartararo è invece caduto al terzo giro alla Curva14, salvo poi rimettersi in sella e chiudere ultimo, appena dietro a un Joan Mir inspiegabilmente penultimo.