Il successo di Baku ci ha restituito un George Russell estremamente entusiasta. Lui, sempre composto, perfettamente “British” nel modo di essere, dopo la vittoria si è lasciato andare tra abbracci, foto ed esultanze. Non poteva che essere altrimenti dopo una stagione da incubo e un weekend superlativo, senza nessuna sbavatura. Gli va riconosciuto, come Kimi e Marco Antonelli hanno fatto immediatamente dopo il GP. “Ha fatto una gran gara”, dice il padre ai microfoni di Sky Sport F1 quando Davide Camicioli li intercetta in pitlane, pochi istanti dopo essere sfuggiti allo champagne che vola davanti al box della Mercedes.
È stato il suo weekend, dall’inizio alla fine. Un martello, portando a casa i venticinque punti della vittoria, sudata molto più del previsto a causa di un Max Verstappen arrembante alle sue spalle e pronto a coglierlo in fallo, al minimo errore, così come il Grand Chelem grazie alla pole position, il giro veloce e la testa del GP dal primo all’ultimo giro. Un sabato che sa di redenzione, specie dopo le tante batoste prese in questo 2026.
“Ad essere sincero, è una bellissima sensazione”, commenta lui ai media presenti in Azerbaijan una volta terminati i festeggiamenti. “Sono davvero orgoglioso della resilienza che io e il mio gruppo di ingegneri abbiamo mostrato durante i momenti difficili di quest’anno. C’è stato un grande lavoro per superare alcune delle sfide e per adattare il mio stile di guida alle esigenze di questa nuova vettura”.
La chiave, spiega, è tutta in una fiducia sempre maggiore con la macchina: “La F1 è così spietata, non ti dà l’opportunità di fare prove: alla fine le cose stanno iniziando a venirmi in modo un po’ più intuitivo rispetto a prima. Specialmente su circuiti come questo, la fiducia ti permette di staccare quel pizzico più a fondo e di avvicinarti ancora di più ai muretti. È stato un weekend impeccabile”.
Soprattutto, è un fine settimana che potrebbe fare da spartiacque per la sua stagione. “Penso di non aver mai perso la fiducia in me stesso; anche nei momenti difficili sapevo che c’era un motivo”, racconta senza mezzi termini. “Non è che avessi improvvisamente dimenticato come si guida, sapevo che sarei stato in grado di ritrovare il ritmo. Dovevo solo avere pazienza. Quindi sì, mi sento sicuro di me. Sono passate quattro gare dalla pausa estiva: sono stato in prima fila in tre di queste e ho conquistato tre podi su quattro gare. Sento di poter lottare per la vittoria ogni weekend, ora”.
Inevitabilmente, il campionato è l’argomento che non poteva mancare. Prima di Baku lui stesso si era tirato fuori dai giochi, dopo la gara l’idea è diversa. Il gap da Kimi Antonelli è sceso a 66 punti, tanti, ma in questa F1 non è mai detta l’ultima: “C’è molta meno pressione su di me rispetto a lui”, racconta convinto. Stavolta, però, non c’è arroganza: “Ha avuto una stagione incredibilmente impeccabile. In qualifica è stato probabilmente il suo primo errore di tutta la stagione in una sessione ufficiale, eppure è comunque arrivato 5°”.
“Per diverse gare non mi sono proprio considerato in questa lotta, semplicemente perché le mie prestazioni non erano abbastanza buone”, continua invece sulle sue chance di titolo a fine anno. “Ora sento che se la stagione fosse iniziata oggi, o dopo la pausa estiva, sarei stato assolutamente in grado di lottare. Ho un grande svantaggio, ma le cose possono cambiare in fretta”. E il mood non può che essere uno solo: “Non faccio calcoli sull’inseguimento: punto a vincere ogni gara e quel che sarà, sarà”. Non facile, ma nemmeno irrealistico. Prima, però, deve dimostrare che quanto di strepitoso fatto a Baku non rimarrà un caso isolato.