Un paio di millimetri hanno costretto Kimi Antonelli a guardare le qualifiche di Baku da bordo pista, col casco indossato e la visiera abbassata. È l’immagine di giornata, mentre dall’altro lato del muretto George Russell quella stessa barriera l’ha sfiorata fino alla perfezione prendendosi una pole position monstre, con otto decimi di vantaggio sul secondo, Charles Leclerc. È bastata un’entrata in curva al limite a complicare ulteriormente un weekend fin qui poco lineare, dopo i problemi di affidabilità patiti nel corso della prima giornata in pista.
Tocca il muro generosamente alla prima curva, l’anteriore sinistra si piega verso l’interno della monoposto e le sue qualifiche finiscono in via di fuga, con Peter Bonnington che lo costringe a fermare la macchina nonostante la volontà dell’italiano di riportarla ai box. Da quel momento in poi, solo delusione. “Sono molto arrabbiato. È stato un errore abbastanza inutile che si poteva evitare molto facilmente”, racconta a caldo a Sky Sport F1 appena tornato nel paddock. “È un peccato finire la qualifica così presto, però cercheremo di rifarci domani”.
Qualche minuto più tardi, invece, ai media presenti in circuito spiega un retroscena curioso, pur facendo mea culpa: “Sicuramente anche il vento ha inciso. C’era molto più vento contrario rispetto al giro precedente, quindi l’anteriore si è piantato e ha inserito molto di più. Ho impostato la curva quasi nello stesso punto, ma la macchina ha girato di più e ho toccato il muro. Però sapete com’è... sono io che devo fare un lavoro migliore”.
Lo ammette senza mezzi termini, sottolineando poi come l’intero fine settimana, fin qui, sia stato tutt’altro che semplice: “Ho perso tre quarti delle FP1 e poi mezza sessione di FP2. In questo modo, non entri mai davvero in ritmo. Poi oggi ho fatto un errore. Da parte mia non ero al cento per cento”.
La stessa onestà, poi, viene fuori anche nel commentare il giro del compagno di squadra: “Il divario che George ha dato agli altri mi ha sorpreso, ma a essere onesti la nostra macchina qui è davvero fortissima e lui ha fatto un lavoro incredibile. Per tutto il fine settimana ha avuto un feeling perfetto con la vettura e ha fatto la differenza. Bisogna essere onesti su questo e io per primo devo esserlo. Comunque la macchina si conferma velocissima”.
Questa è l’unica vera buona notizia in vista della gara. La W17 a Baku vola, tanto in curva quanto sui rettilinei, quindi l’obiettivo non può che essere risalire e tentare un’altra impresa. Anche perché, lui in primis ne è convinto: “La chiave sarà fare una buona partenza, stare lontano dai guai nei primi metri e poi mettere giù un bel passo”. Un po’ come a Monza, nonostante qui sarà più complicato: “Superare è meno scontato, ma credo che possiamo ancora fare una bella gara”.
Il piano è chiarissimo: “Andrò a tavoletta, non ho niente da perdere e devo solo fare la miglior corsa possibile. All’inizio penserò solo a evitare contatti, ma subito dopo sarà solo questione di stare a testa bassa e tirare al massimo”.
L’unica incognita è legata alla posizione in cui si schiererà in griglia. Stando alle qualifiche la casella sarà la numero sedici, ma a questo punto Mercedes potrebbe approfittarne per smarcare un’ulteriore power unit, il che lo costringerebbe a partire dal fondo. Considerato il razzo che potrebbe trovarsi tra le mani, non sarebbe comunque un grosso problema. Serve solo non sbagliare, come fatto nelle qualifiche.