Quando Christian Horner parla non lo fa mai a caso. Non succedeva quando era a capo della Red Bull, portata da semplice squadra in griglia a uno dei team di maggiore successo in questa F1, e non succede nemmeno ora che il Circus lo guarda da casa. Anche perché, fin dall’addio a Milton Keynes, la sua è sempre stata una figura al centro di rumors e indiscrezioni. Si era detto che fosse intenzionato a portare un nuovo marchio nel paddock, poi del possibile approdo in Alpine e, alla fine, di un suo avvicinamento a Ferrari.
Tutto fanta-mercato, almeno fino alle ultime ore. “Sono sempre stato un semplice dipendente, ho passato 21 anni seduto al muretto e non ho bisogno di tornare a farlo. A questo punto della mia vita, c’è solo un team per cui accetterei di non avere una partecipazione azionaria”, racconta in un’intervista concessa al Times. Quella squadra, ovviamente, è la Ferrari. “È il marchio più importante della F1. È il sogno. E possiamo dire che sia il gigante addormentato della F1”.
Un binomio, quello tra il manager britannico e il Cavallino, che sarebbe potuto diventare realtà già in passato. Non c’erano però mai state le condizioni giuste, specie perché in quegli anni si trovava a capo di una squadra capace di vincere tutto, spesso dominando. Adesso, però, tutto cambia: lui è a casa, mentre la Ferrari è in difficoltà e lui lo sa benissimo.
Guarda caso, la chiama proprio nel momento in cui si parla di un Vasseur sotto attenta osservazione, di spaccature interne e di una proprietà che sarebbe pronta a cambiare tutto per l’ennesima volta. Non subito, ma dopo l’inizio del 2027 qualora i risultati dovessero essere ancora sotto le aspettative. Anche perché, dopo le vicissitudini gestionali che hanno animato i GP d’Olanda, d’Italia e di Spagna, qualche dubbio sul francese avrebbe iniziato a farsi largo a Maranello.
E allora, perché non candidarsi apertamente, riuscendo a mettere pressione a una squadra e a un team principal persino dal divano di casa, dove si trova forse da troppo tempo. È questa la grandezza dell’inglese, da sempre considerato un mastino che spesso si nasconde dietro i sorrisi dispensati di qua e di là nel paddock. “Sento di avere ancora un altro ballo da ballare”, ha poi aggiunto rimarcando quanto affermato in precedenza.
Un ballo che vorrebbe fosse di rosso, l’ultimo step di una carriera da numero uno assoluto, lasciandosi scappare anche una battuta diretta al suo eterno rivale, Toto Wolff. “Ha bisogno che gli si arruffino i suoi fott**i capelli”. Tutte ipotesi o provocazioni, per adesso, ma la certezza è una: se Ferrari non dovesse cominciare a vincere e convincere di nuovo, anche in fretta, una nuova rivoluzione potrebbe essere davvero alle porte.
Così facendo, Horner si è già messo - da solo - in cima alla lista dei desideri del presidente Elkann. E il dettaglio che potrebbe fare la differenza sarebbe proprio quel “Accetterei anche di non avere una partecipazione azionaria”, condizione che a Maranello, molto più che in altre squadre, sarebbe difficile da ottenere. A conti fatti, la stessa che avrebbe vanificato i tentativi di approccio che in passato ci sono stati.
Parole che forse non faranno piacere all’attuale team principal, nonostante lui continui a ribadire di essere solamente concentrato sul lavoro che c’è da fare per tornare lì davanti. Intanto, però, la pressione aumenta.