Il giovedì della Ferrari a Baku è tutto da decifrare. Non per la classifica al termine della prima giornata in pista, che parla chiaro e vede una Mercedes super favorita, ma per quella zampata finale di Charles Leclerc durante le simulazioni di passo gara. Sotto la bandiera a scacchi, infatti, il monegasco ha quasi replicato i tempi di Russell e Antonelli, i due riferimenti di giornata. Staccato di un decimo, poca roba rispetto al secondo e uno pagato in simulazione di qualifica, che continua ad essere il punto debole del progetto 2026.
È un buon segnale, soprattutto perché sabato la possibilità di battagliare, e di sorpassare nonostante si corra su un circuito cittadino, non manca. Serve però fare un salto in avanti, per chiudere il gap dalla Red Bull di Verstappen, unico a stare sotto il secondo dalle due Frecce d’Argento - otto decimi - e allontanare i due McLaren, specie Lando Norris. Il campione del Mondo in carica, che come Antonelli ha dovuto saltare parte della prima sessione per un problema tecnico, è infatti più vicino di quanto racconti il cronometro.
“È stata una situazione strana, perché siamo stati molto altalenanti…”, ha confermato al termine delle libere il team principal Frederic Vasseur. “Penso che questa mattina sia andata bene. Questo pomeriggio, invece, siamo stati molto altalenanti da un giro all’altro. Credo sia piuttosto difficile trovare la posizione giusta, la scia migliore”.
A complicare la situazione, per il francese, sono state soprattutto le gomme e il bilanciamento, come da previsione: “Trovare la giusta strada e l’assetto corretto è stato complesso, abbiamo faticato un po’ ma credo sia un problema che ha riguardato anche gli altri. Baku è una sfida particolare, dove i parametri di prestazione variano in modo molto più marcato rispetto a un tracciato normale: basti pensare che sul motore si può guadagnare anche mezzo secondo, oppure che 10 chili valgono 5 decimi. Di sicuro non siamo soddisfatti del bilanciamento attuale e ci aspetta molto lavoro in vista di domani”.
Resta poi da risolvere il giallo del motore, che vede protagonista sempre Leclerc. In Azerbaijan si parla di una possibile penalità in arrivo, nonostante Vasseur abbia fatto chiarezza sul recupero della power unit aggiornata grazie ad ADUO 2, in dubbio dopo il botto di Monza. “Qui stiamo usando quella specifica”, ha confermato, mantenendo invece la bocca cucita sulla possibile penalità. “Ho le idee chiare, ma me le tengo per me”.
Quanto ancora al monegasco, sfumata, invece, la telenovela sui freni che si era di colpo riaccesa. Tutto perché, a pochi minuti dall’inizio della prima sessione di prove libere, Sky Sport F1 aveva lanciato un’indiscrezione piuttosto particolare: Charles, dopo aver montato sulla sua SF-26 una configurazione mista per l’impianto frenante dal GP di Barcellona, con dischi freno Carbone Industrie e non Brembo, sarebbe tornato alla configurazione standard Ferrari. Quindi, impianto interamente fornito dall’azienda bergamasca, partner storico della Scuderia.
Un dietrofront smentito soltanto qualche minuto dopo in diretta televisiva. Nessun cambiamento è stato apportato alla vettura, con Leclerc che continuerà ad adottare la configurazione mista con cui ha corso fino all’ultimo GP. Certo è che, al termine della giornata, intorno alla Ferrari ruotano parecchie incognite.