La crisi all’interno della Ferrari è una storia che continua a ripetersi. Un anno fa al centro di tutto c’era finito Frederic Vasseur, mentre stavolta è toccato a Lewis Hamilton che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe voluto più di qualche cambiamento interno alla Scuderia viste le difficoltà che sono tornate a farsi sentire. Come sempre, quindi, quando non si vince a Maranello non c’è pace.
Si parla di avvicendamenti pronti ad essere confermati, di una situazione fuori controllo. E poi, magari, basta una vittoria a far tornare il sereno. È un ciclo continuo arrivato al suo apice anche quest’anno, dopo un filotto di gare segnate da tanti errori soprattutto nell’esecuzione del weekend, parola tanto in voga quando ultimamente si parla della Scuderia.
Una situazione che avrebbe visto Hamilton impuntarsi una volta terminato il GP di Madrid, con alcuni che hanno scritto di un suo rapporto col team principal francese arrivato ai minimi storici. Indiscrezioni che, qualora fossero state confermate, sarebbero state una bomba. Anche perché, va ricordato, se Sir Lewis è arrivato a Maranello buona parte del merito è di Vasseur, che nei suoi primi anni di carriera manageriale l’inglese l’ha seguito da vicinissimo.
Alla fine, però, tutto smentito, direttamente dal sette volte campione del Mondo: “Ho visto alcune delle storie che sono circolate e voglio fare chiarezza qui. Non ho mai chiesto che qualcuno del mio team venisse sostituito”, ha tuonato tramite una storia Instagram pubblicata sul suo profilo. “Tutte le persone con cui lavoro sanno cosa significa impegnarsi ogni giorno e la loro dedizione è ciò che ci permette di andare avanti. Cerco sempre di dare valore alle persone e di spronarle a tirare fuori il meglio di sé o, per lo meno, a vederlo in se stesse. Potrei non riuscirci sempre, ma è la mia intenzione ed è ciò per cui sono qui. Lavoriamo tutti insieme e continueremo a farlo”.
Tutti uniti per un solo obiettivo, tornare a vincere. Un qualcosa che quest’anno non sembrava impossibile, ma complici tutte le occasioni sprecate e i limiti ancora da limare della SF-26 lo è diventato. Al netto di qualche vittoria che potrebbe arrivare nella parte finale di questo 2026, entrambi i Mondiali sono andati. E non per la competizione interna tra i due piloti, spesso oggetto di critiche nelle ultime settimane, ma per tutto ciò che non è stato concretizzato anche questa volta.
La risposta, puntuale, è la solita crisi interna, ogni volta con qualche protagonista diverso. Era successo nel 2025, nel 2024, nel 2023 - con un progetto fallimentare come quello della scorsa stagione -, nel 2022 e via dicendo. Praticamente sempre, nonostante di avvicendamenti al vertice ce ne siano stati, senza però ottenere grandi risposte in pista.
Anche quest’anno le critiche non sono mancate, d’altronde lo stesso Hamilton non si era risparmiato nel commentare qualche scelta strategica della Ferrari tra Zandvoort e Monza, ma il problema rimane. Forse, più di mentalità che di figure specifiche all'interno del team.