35 minuti, poi game over. È questo il tempo che ci ha impiegato Max Verstappen a superare tutti e 100 i rental kart che lo precedevano sulla griglia di partenza della ‘Max vs 100’, gara organizzata da Red Bull a Silverstone, uno di quegli eventi che solo loro potevano pensare. A prenderci parte sono stati atleti, giocatori, content creator, streamer, fan, tecnici di Milton Keynes e giornalisti provenienti da tutto il mondo, con un solo obiettivo: non farsi superare dall’olandese e tentare l’impresa della vita.
In gara, la partenza ha subito messo le cose in chiaro. Con oltre cento kart ammassati, il caos era pressoché garantito: contatti, testacoda, partecipanti finiti nella direzione sbagliata mentre Max, in mezzo a quel casino, ne aveva già scavalcati una decina ancor prima di arrivare alla linea del traguardo.
Il regolamento, del resto, non lasciava spazio a interpretazioni: un pilota veniva eliminato nel momento esatto in cui la parte posteriore del kart di Max si allineava con la parte anteriore del suo. Nessuna possibilità di risposta, quindi. In un paio di minuti, Max era già in 37esima posizione, con altri 63 concorrenti eliminati ancor prima di chiudere il loro primo giro.
Verso “metà” gara, poi, uno dei momenti più simpatici della giornata. Tra i partecipanti c’era anche Paky TWC, content creator italiano, immortalato in uno dei video diffusi da ESPN mentre supplica letteralmente Verstappen di risparmiarlo e non sorpassarlo. Inutile dirlo, la risposta dell’olandese è stata quella che chiunque poteva immaginare: nessuna pietà, sorpasso e via.
Passata la fase più concitata, la corsa ha trovato un suo equilibrio e Max si è lanciato all’inseguimento del terzetto di testa, composto dal poleman Jacky Martens, dallo YouTuber Zac Alsop e da Lewis Osler, tecnico della Red Bull Ford Powertrains. A 54 minuti dalla fine, la direzione gara ha persino concesso al gruppo di testa un giro di margine extra per provare a resistere. Non è bastato e, al giro seguente, Verstappen ha superato l’ultimo dei 100 partecipanti grazie al caos dei sorpassi e contro sorpassi davanti a lui, con ben 35 minuti di anticipo sul tempo limite fissato.
La parte più curiosa, però, è come ci sia riuscito. Guardando le immagini, si vede Max spingere letteralmente il suo kart con il corpo in partenza, poi guidare in maniera pulitissima per tutta la durata della gara. Nessuna sbavatura (ad eccezione di una in uscita di curva, finendo oltre il cordolo), nessun testacoda, nessuno di quei traversi che caratterizzano il 99% delle persone che sale su un rental kart.
Mentre tutti intorno a lui sbandavano e si scontravano, Max ha semplicemente guidato pulito, senza imbattersi in correzioni inutili, la prima cosa che ti insegnano quando sali su un go-kart. In pratica, una lezione di guida in mondovisione.
Le sue parole, a fine giornata, raccontano bene lo spirito con cui ha affrontato la sfida: “Quando sono arrivato sulla griglia di partenza e ho visto da dove dovevo partire, con 100 kart davanti a me, ero un po’ preoccupato. Dopo il mio primo giro, con tutta quella confusione, ho pensato: ‘Ok, abbiamo la situazione sotto controllo’. Ha cominciato a diventare davvero divertente e, una volta che ho trovato il ritmo giusto e sono riuscito a superarli uno dopo l’altro, vedendo il distacco ridursi, è stato davvero emozionante”. Poi, anche un po’ di nostalgia: “È stato fantastico ritrovarmi di nuovo su un go-kart e tornare alle origini; mi ha ricordato le gare di un tempo. Ho trascorso una giornata fantastica ed è stato bello portare a casa la vittoria”.
In tal senso, c’è un dettaglio che va sottolineato. Verstappen non è mai stato un fan degli impegni di marketing, delle giornate media, di tutto ciò che ruota attorno alla F1. Però, non appena gli metti un volante in mano, anche quello di un kart a noleggio in mezzo a cento sconosciuti, cambia completamente atteggiamento. Ci mette lo stesso impegno che metterebbe in una qualifica vera, senza sconti per nessuno, validando il mito dei “piloti sono competitivi anche con i carrelli della spesa”.
Guardandolo correre lo si capisce senza ogni dubbio. E alla fine, c’è tempo anche per festeggiare la prima vittoria di questo 2026: meno importante del solito, ma allo stesso modo parecchio divertente. Conoscendolo, gli sarà piaciuto più questo che guidare le vetture 2026 di F1.