“Farò in modo di rimettere le cose in ordine”. Kimi Antonelli l’Azerbaijan lo lascia così, dopo un fine settimana in parte da dimenticare. A pesare non è solo l’errore in qualifica, ma anche i problemi che lo hanno tenuto fermo ai box per metà di FP1 e FP2, tempo prezioso che in gara, costretto a rimontare dalla sedicesima casella, ha pesato e non poco. Questione di feeling, che tra i muretti di Baku è mancato, nonostante la rimonta fino alla quinta posizione sotto la bandiera a scacchi.
Fa il suo, con una gara attenta. Che avrebbe corso senza strafare lo si è capito dal modo in cui ha affrontato i primi giri, senza prendersi alcun rischio, anche perché di sbavature oggi non ne erano concesse. Serviva solo conquistare il maggior numero di punti possibili per limitare i danni nel confronto con George Russell, magistrale per tutto il weekend fino alla vittoria, sudata dopo il pressing continuo di Max Verstappen fino alla linea del traguardo. Così è stato, perdendo “solo” quindici punti.
“All’inizio non ho impostato bene la traiettoria e ho perso la posizione, ma oggi ho guidato un po’ come mia nonna: ero in modalità limitazione danni, senza prendersi rischi inutili. Prima di tentare un affondo volevo essere sicuro al 100% di portarlo a termine”, racconta ai media una volta tornato nel paddock.
Peccato però che, dopo il regime di Safety Car causato dall’incidente di Albon, un mezzo spavento c’è stato: “Ho riportato un forte danno al fondo. Il contatto (rimediato nel caos provocato dallo strike di Colapinto, n.d.r.) mi ha portato via tutta la fiancata sinistra e la macchina è diventata imprevedibile. Ho provato comunque a puntare alla quarta posizione, ma in giornate come questa bisogna sapersi accontentare del quinto posto”.
“Non avevo molta fiducia, anche dopo l’errore di ieri. Ho cercato soltanto di sfruttare gli errori degli altri e di arrivare il più avanti possibile”, ammette anche a Sky Sport. Un atteggiamento confermato anche parlando del sorpasso su Lewis Hamilton, gestito con più prudenza del solito: “Sapevo che avrebbe tirato la staccata e, sinceramente, avrei potuto frenare un po’ più tardi. Però oggi ho cercato di correre meno rischi possibile. Direi che ho guidato più all’85% che al 100%”.
Sul fronte tecnico, invece, resta il rammarico per un cambio di power unit che non si è potuto concretizzare dopo l’incidente del venerdì: “Non eravamo pronti per farlo, avevamo le mani legate. È un peccato perché l’avrei cambiata molto volentieri, ma alla fine è andata così. George ha disputato un weekend fantastico. Io, però, farò in modo di rimettere le cose in ordine il prossimo weekend”.
Una frase, questa, che sottolinea con grande enfasi. L’appuntamento sarà quello della Malesia, pista che Antonelli - come molti altri piloti - ha potuto saggiare solo al simulatore. Nonostante ciò, l’obiettivo è chiarissimo: “Sicuramente farò in modo di tornare al mio livello abituale. Sono sicuro che potremo fare molto bene”. A maggior ragione perché, sul tracciato di Kuala Lumpur, arriveranno anche tante evoluzioni per la sua W17: “È una pista molto bella, davvero molto bella. Vedremo poi come funzioneranno gli aggiornamenti, credo che sarà una buona opportunità per ristabilire un po’ l’ordine”.
Un pacchetto che la Mercedes aspetta da buona parte di questa stagione, soprattutto per fronteggiare una McLaren che su asfalti vecchi come quello malese ha dimostrato di essere la macchina da battere: “Il team è fiducioso. L’ho provato a Brackley e sembra funzionare, però naturalmente, finché non lo metti in pista, non puoi mai saperlo con certezza. Sarà interessante vedere come andremo. Speriamo che ci diano un po’ di prestazioni in più. Non che ne avessimo bisogno questo weekend, ecco”, conclude col sorriso, consapevole di una monoposto inavvicinabile in Azerbaijan. Ha sprecato un’occasione, ma la testa è già alla prossima e le sue intenzioni le ha rivelate senza mezzi termini.