Pluribus e Widow’s Bay sono due delle serie delle quali si è più parlato, con il loro carico (dovutissimo) di premi e candidature agli Emmy. Ma non dimentichiamo anche The Boroughs, prodotta dai Duffer Brothers (quelli di Stranger Things), a testimonianza di una rinascita della commedia nera, nerissima, horror per dirla tutta, sulla scia de La Casa di Sam Raimi. Tra questi titoli, consigliatissimi tutti, Pluribus è quella che più si rifà a un classico della fantascienza, L’invasione degli Ultracorpi, di Jack Finney, che ha avuto ben quattro trasposizioni cinematografiche, tutte riuscite (anche se nell’immaginario di tutti resterà per sempre impresso l’urlo alieno di Donald Sutherland nella versione di Philip Kaufman del 1978), più una parodia, “Totò sulla Luna”.
Bene, l’altro giorno mi sono imbattuto in una serie inspiegabilmente semisconosciuta, del 2016, Braindead - Alieni a Washington, in cui il tema dell’Invasione viene ripreso da un cast straordinario, sul quale spicca un fenomenale Tony Shalhoub – il Detective Monk – nell’interpretazione di un senatore estremista di destra, ovviamente “alienizzato”. La serie (una stagione autoconclusiva) prende la portata politica dell’originale Invasione (era una metafora della Guerra Fredda, del terrore dell’invasione comunista che ci avrebbe reso “tutti uguali” – interpretazione che ha orientato anche Pluribus, recentemente rinnovata per una seconda stagione dopo il cliffhanger, anche abbastanza telefonato, nel finale) e la ribalta: gli “alieni a Washington” diventano i MAGA, hanno anche i cappellini rossi e lo slogan diventa “Fai rinascere l’America”. Lo spostamento di prospettiva è destabilizzante ed esilarante, sullo sfondo – nominato spesso ma mai visto – resta Donald Trump, presidente americano, un anno prima della sua elezione, ma in piena campagna elettorale.
Il legame tra la serie e la ‘vera’ politica è più reale di quello che può sembrare. I primi quattro episodi andarono in onda di lunedì, successivamente fu messa in onda la domenica per lasciare spazio ai convegni dei Democratici e dei Repubblicani. Ne erano state previste quattro stagioni, ma, inspiegabilmente (o ovviamente), non vinse nessun premio e la serie fu cancellata (guardatela però, come detto la prima serie è conclusiva), e gli alieni avrebbero dovuto invadere Wall Street, la Silicon Valley e Hollywood.
Ma la spiegazione dei critici americani sulla cancellazione della serie è forse la cosa più irresistibile ed esilarante. In molti si stavano chiedendo se la “censura” alla serie fosse dovuta a un intervento di Donald Trump. E no: la causa non fu questa. Semplicemente, l’evoluzione della realtà superò il comico e il grottesco e la portata satirica di Braindead – Alieni a Washington; l’estremismo ridicolizzato nella serie era diventato all’improvviso argomento di cronaca politica, in poche parole era inutile continuare a fare satira quando Trump superava la satira a destra, a sinistra, di sopra e di sotto. O, in un’altra lettura – che è quella che preferisco – la satira (e la fantascienza distopica) sono diventate il nuovo neorealismo.