Vorrei una delucidazione su Massimo Cacciari, ossia come sia così bravo a predicare bene e razzolare male, o il contrario, che – suppongo – sia la stessa cosa. Su La7 (non obbligatemi anche a cercare in quale trasmissione, non me ne frega un accidenti), in settimana (stessa cosa per il giorno della settimana, che vi cambia?) ha dichiarato: “Schlein e Conte divisi su Ucraina? Follia. Una forza democratica di pace non può che volere una trattativa” (almeno così virgoletta e titola ilfattoquotidiano.it). Bene, bravo, bis. Soltanto che io ho letto attentamente “Il potere che frena” (ed. Adelphi) e mi sembra che nel suo libro di ‘teologia politica’ – metto la virgoletta singola, perché si tratta di un ossimoro – Cacciari teorizzi la fine del katechon, ossia del potere che frena la venuta dell’Anticristo (stessa radice di catechismo e catechesi): se il Regno del Cristo appare solo dopo l’avvento dell’Anticristo – è il concetto – allora finiamola di menarcela con il ‘fare il bene’ – anche questo, secondo me, è un ossimoro: il bene fa bene solo a chi lo fa – e stiamocene immobili; prima ce ne stiamo immobili, prima viene questa minchia di Anticristo, prima ci sarà l’Apocalisse e prima si risolve questo bordello.
Il concetto è tratto dalla Seconda Lettera ai Tessalonicesi, attribuita a Paolo – non so quanto sia stato ‘santo’, dato il suo trafficare con le cose di questo ‘mondo’ immondo, in cui egli spiega come la venuta del mysterium iniquitatis (il male supremo) sia trattenuta da un ostacolo temporaneo: ossia i pazzi che si agitano per fare ‘bella’ figura facendo il ‘bene’. Bene, come è possibile che lo stesso Cacciari de “Il potere che frena” poi dica tali banalità sulla guerra e sulla necessità delle ‘trattative’? Ovviamente, Massimo Cacciari, in ogni momento, potrà dire: “quel libro è uno studio, sono un universitario, io spiego, non prendo posizione”. Bene, benissimo, si figuri, per questo, come Schopenhauer (e Sgalambro – che non era per niente “pessimista”, come lo definì Cacciari alla sua morte in maniera sbrigativamente superficiale – senza offesa, prof.) sono contro le Università e i docenti universitari che ballano sui cadaveri dei morti senza mai prendere una posizione.
Ma ecco la contraddizione di Cacciari (che è anche la contraddizione della nostra divertentissima epoca – chi l’ha detto che l’Apocalisse sia ‘tragica’?). Perché Egli non prende posizione sui temi che tratta nei suoi libri mentre accorre a prenderla sulla ‘politica’? “Il potere che frena” è un grandissimo libro, io, come essenocataro, l’ho letto mangiando avidamente popcorn con la maionese. E mi chiedo: A Ma’, ma pperché scrivi un libro meraviglioso e meravigliante e poi, quanno che te ne vai a La7, me pari Miss Italia che vvole ‘a pace ner monno? A Ma’, se me voi spiega’, grazie. Senno’ sai che c’è?