image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Ode a Peppe Vessicchio (non Beppe), ora Dio si metterà in fila con il flauto per farsi dirigere da lui

  • di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

  • Foto Ansa

9 novembre 2025

Ode a Peppe Vessicchio (non Beppe), ora Dio si metterà in fila con il flauto per farsi dirigere da lui
È morto Peppe Vessicchio, l’uomo che faceva suonare in tono anche il caos di Sanremo. Con una bacchetta metteva d’accordo cantanti, orchestrali e perfino il destino. Da Bagnoli al palco dell’Ariston, è diventato un mito nazionale: il Maestro che trasformava la mediocrità in armonia e le stonature in filosofia

Foto Ansa

di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

La notizia è arrivata così, di colpo, come una nota lunga che si interrompe di colpo a metà battuta: Peppe Vessicchio non c’è più. E tutti, improvvisamente, ci siamo accorti che nella nostra colonna sonora quotidiana c’era lui, sempre. Non serve nemmeno nominarlo per intero — “Vessicchio” basta e avanza, come “Mozart” o “Totò”. In Italia, dire “Vessicchio” è dire “musica”, “ironia”, “ordine armonico nell’universo”, Non puoi dire neanche “barba”, senza pensare a Vessicchio. Quella barba da profeta stanco che entra in scena al Festival di Sanremo. Non serve che diriga, basta che ci sia. Vessicchio era una liturgia, come i ritornelli che girano sempre sulle stesse note, come Montalbano che fa sempre le stesse cose, come le strutture dei romanzi di Simenon sempre uguali. Sono cose che rassicurano. Ecco, se una colpa devo dare a Vessicchio è l’essere stato rassicurante. Quanto mi sarebbe piaciuto vederlo, in punto di morte, urlare: “Sanremo fa schifo, i testi fanno schifo, fate schifo tutti” e poi tirare fuori una chitarra elettrica, spedalare sui distorsori e pettinarli tutti. È l’unico direttore d’orchestra che abbia mai avuto lo stesso indice di popolarità di un cantante pop. Forse più. Perché nel momento in cui appariva, tutto tornava a posto. Anche le canzoni peggiori sembravano meno peggiori. Persino le stonature diventavano filosofiche: sul palco di Sanremo la stonatura diventava verità, se c’era Vessicchio a dirigere.
Un ragazzo di Bagnoli, con il padre che lavorava all’Eternit e muore d’amianto — la musica, per lui, diventa un modo per non morire anche lui soffocato. Architetto mancato, arrangiatore autodidatta, debutta scrivendo per Arbore e cantando “Siamo meridionali” con la stessa ironia con cui, quarant’anni dopo, avrebbe diretto l’orchestra con la mano sinistra, mentre con la destra salutava il pubblico, i piccoli gesti di un grande Maestro. Diceva sempre che “la musica è come la matematica, ma con più anima”. Il che è sbagliato, perché anche l’anima è matematica, ma glielo perdoniamo: Vessicchio era nazional-popolare, qualche sbavatura retorica ci sta.

20251109 110942928 4389
Dirige il Maestro Peppe Vessicchio

Sanremo: venti edizioni. Sempre preciso, sempre composto. Ed è per questo che, quando usciva dagli schemi del rito sanremese, diventava subito notizia: una battuta sarcastica di Vessicchio era più potente di Ozzy che addenta un pipistrello. E infatti l’ho sperato per una vita, che Vessicchio mangiasse la testa di un rettile sul palco di Sanremo insanguinandosi la barba candida. Secondo me ci sarebbe stata una hola di squi*ting. Raccontava che la prima volta che lo chiamarono sul palco gli tremavano le mani. Poi salì, guardò l’orchestra, sorrise e disse: “Tranquilli, non siamo qui per sopravvivere. Siamo qui per suonare”. E ha continuato a farlo poi per sempre, anche quando non c’era. Vessicchio era come la filosofia “Ma”, quella che il vuoto è tanto importante quanto il pieno: Sanremo si divide in due parti; con Vessicchio e senza Vessicchio. Da oggi Sanremo sarà diviso in A.V e P.V, ante Vessicchio e Post Vessicchio.
Per lui il suono era un atto morale. Anche quando si trovava davanti a canzoni orrende, le dirigeva con la stessa compostezza con cui un chirurgo salva una gamba. Come se pensasse che questo era l’umano e che con questo, purtroppo, si doveva avere a che fare. Vessicchio era un Nietzsche compassionevole, un superuomo accomodante.

20251109 111322271 7138
Peppe Vessicchio non aveva bisogno della barba finta

E poi c’erano le donne. Tutte donne, nella sua vita: moglie, figlia, nipoti, bisnipoti. Diceva che per loro avrebbe anche tagliato la barba — e già questo bastava per far capire quanto le amasse. Era un patriarca ironico, forse l’unico, in Italia,  che permette l’uso della parola “patriarca” senza provocare una rivolta femminista.Aveva una devozione segreta: la musica come cura. Lavorava con la Lega del Filo d’Oro per i bambini sordociechi, e diceva che “lì la musica diventa una cosa assoluta”. Ed è vero. Dirigeva non solo gli strumenti, ma la presenza. Non il suono, ma il senso.
Ora che se n’è andato, rimane quell’immagine lì: Peppe Vessicchio che sale sul podio, sistema il leggio, sorride, alza la bacchetta e con un gesto mette in ordine il mondo. E l’espressione della barba che dice: so tutto, so della sofferenza e so della morte, so della delusione, so dei sogni infranti, so dei fallimenti e delle rivincite, che non durano mai tanto quanto si vorrebbe. So dei deliri di onnipotenza e della celebrità che è un attimo stupido. So della vita e so della morte. Ed è per questo, che sorrido come la Monna Lisa.
Immagino Dio, in questo momento, intrufolarsi con un flauto in mano nell’orchestra, per avere il piacere, anche lui, di essere diretto, per una volta, dal Maestro Veppe Vessicchio.

Tag

  • Sanremo
  • Peppe Vessicchio

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: Ermanno Cappa “scoppiato a piangere davanti a tutti”? Sì, per una lite tra Stefania, Paola e i Poggi: il racconto della moglie Maria Rosa in una intercettazione (che dice molto e aggiunge niente)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: Ermanno Cappa “scoppiato a piangere davanti a tutti”? Sì, per una lite tra Stefania, Paola e i Poggi: il racconto della moglie Maria Rosa in una intercettazione (che dice molto e aggiunge niente)
  • Fabrizio Corona che percula Aiello (avvocato di Signorini) e si fa cacciare dal tribunale come uno scolaretto è la cosa più divertente dell’udienza a Milano

    di Gianmarco Serino

    Fabrizio Corona che percula Aiello (avvocato di Signorini) e si fa cacciare dal tribunale come uno scolaretto è la cosa più divertente dell’udienza a Milano
  • Perché i “cani molecolari” non hanno trovato il corpo di Annabella Martinelli se era così vicino alla bici? L’abbiamo chiesto all’esperto di cinofilia forense (e la risposta non vi piacerà)

    di Emanuele Pieroni

    Perché i “cani molecolari” non hanno trovato il corpo di Annabella Martinelli se era così vicino alla bici? L’abbiamo chiesto all’esperto di cinofilia forense (e la risposta non vi piacerà)
  • “Ben fatto: avevano generato un mostro”: oh, ma state bene? Dalla famiglia di Federica Torzulllo l’unica lezione di umanità dopo il suicidio dei genitori di Carlomagno

    di Emanuele Pieroni

    “Ben fatto: avevano generato un mostro”: oh, ma state bene? Dalla famiglia di Federica Torzulllo l’unica lezione di umanità dopo il suicidio dei genitori di Carlomagno
  • Delitto di Garlasco: ok il no all’incidente probatorio, ma che forte è il giudice Vitelli? La lezione che ha zittito tutti e lo scontro Bocellari vs Garofano da Milo Infante

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: ok il no all’incidente probatorio, ma che forte è il giudice Vitelli? La lezione che ha zittito tutti e lo scontro Bocellari vs Garofano da Milo Infante
  • Garlasco, Mediaset e Fabrizio Corona: il TG5 può insistere sul “materiale pe𝛿o” di Alberto Stasi e Falsissimo deve tacere? Un Pier Silvio e due misure…

    di Emanuele Pieroni

    Garlasco, Mediaset e Fabrizio Corona: il TG5 può insistere sul “materiale pe𝛿o” di Alberto Stasi e Falsissimo deve  tacere?  Un Pier Silvio e due misure…

di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

Foto

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Fra qualche anno diventeremo immortali? La Russia di Putin investe miliardi sulle ricerche anti invecchiamento. E la Cina segue gli Usa sulla clonazione. Sono solo caz*ate o no?

di Federico Giuliani

Fra qualche anno diventeremo immortali? La Russia di Putin investe miliardi sulle ricerche anti invecchiamento. E la Cina segue gli Usa sulla clonazione. Sono solo caz*ate o no?
Next Next

Fra qualche anno diventeremo immortali? La Russia di Putin investe...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy