Arriva il Jumbostar Solo Tempo, creato per celebrare i 120 anni della Coppa Milano - Sanremo. Un segnatempo in serie limitata di 120 pezzi che racchiude lo spirito di una gara leggendaria.
Si tratta di un orologio, sì ma con pedigree, storytelling e abbastanza “heritage” da far sembrare qualsiasi altro polso improvvisamente poco interessante. Wyler Vetta ha aperto il preordine del nuovo Jumbostar Solo Tempo, un orologio Swiss Made che non vuole semplicemente segnare il tempo, ma celebrarlo. O meglio: elevarlo. L’ispirazione arriva dalla Coppa Milano-Sanremo, la corsa automobilistica più antica d’Italia, anche detta “la Signora delle Gare”.
Acquistare il Jumbostar Solo Tempo è scegliere di mettere una storia sul polso: c’è tradizione ed eleganza senza tempo. La personalità denota uno spirito di competizione e una certa passione per la meccanica. Tutto dentro una cassa da 40 mm.
Dentro però, nel concreto, c’è un orologio in acciaio satinato con quadrante nero, dettagli oro giallo IP, Super-LumiNova e vetro zaffiro bombato. Movimento La Joux-Perret G100. Non parliamo certo di un giocattolo.
Un orologio può raccontare una storia. Infatti il Jumbostar Solo Tempo ha con sé: rehaut girevole, cinturino in alligatore nabuk con sgancio rapido, fondello celebrativo con logo della rievocazione storica e numero progressivo. Praticamente uno storytelling raccontato dalle stesse caratteristiche.
Ma il vero colpo da maestro è la scarsità. Perché una qualità alta non può essere presente in quantità illimitate: 120 pezzi nel mondo. Come dire: non è per tutti.
Perché nel lusso contemporaneo la regola è sempre la stessa, ossia più è difficile da comprare, più lo desideri. E più lo desideri, più diventa un oggetto identitario. Non un orologio, ma un segnale sociale, un simbolo di personalità.
Wyler Vetta lo sa benissimo. E infatti non vende solo un prodotto, ma lo celebra. Dei 120 anni di una corsa che è una tradizione automobilistica in un’Italia che ama raccontarsi attraverso il mito della velocità elegante.
Ma quindi quanto vale oggi un oggetto che non serve a segnare solo il tempo, ma anche a raccontare che fai parte di una storia che appartiene all’identità nazionale? E soprattutto: quanti dei 120 pezzi finiranno davvero al polso e quanti, invece, diventeranno un pregiato orologio da collezione?