Swatch ha messo in subbuglio il mondo dell'orologeria, di nuovo. Lo ha fatto con un semplice teaser sui social, silenzioso, criptico, ma che in realtà dice già tutto. C'è la scritta "Swatch x", ad indicare una collaborazione. Con chi? Compaiono le scritte "Royal", e poi "Pop". L'indizio definitivo? Le lettere di "Pop" si incastrano come nel logo del Royal Oak. Insomma, lo avete già capito, Swatch è pronta a fare con Audemars Piguet quanto già fatto con Omega e Blancpain. Il Royal Oak diventa "proletario", una reinterpretazione a buon mercato in collaborazione con Swatch. C'è anche già la data, 16 maggio, tra pochissimo. E, se lo volete, preparatevi a file chilometriche fuori dagli store Swatch, quanto e più di quelle chi ci sono state per il MoonSwatch. La prima collaborazione fra Omega e Swatch è diventata subito sinonimo di fenomeno, mediatico e culturale. Ora ci riprovano con Audemars, e ci sono riusciti già con il teaser. L'hype è alle stelle e sul web impazzano i render non ufficiali creati dagli utenti con l'intelligenza artificiale. Come saranno i nuovi "Royal Pop"? Che colori? Che design? Movimento al quarzo o meccanico? E c'è un altro elemento che sta facendo discutere parecchio. Negli ultimi giorni Swatch ha pubblicato anche reel con collane colorate, dettaglio che ha aperto scenari completamente nuovi. E se il progetto fosse qualcosa di più fashion, più pop, più rivoluzionario? Su TikTok c'è già chi immagina mini Royal Oak da indossare al collo. La strategia comunicativa segue lo stesso schema di quella utilizzata per le precedenti collab: pochissime informazioni ufficiali, immagini fortemente riconoscibili, dettagli grafici disseminati online e spazio totale alle speculazioni della community.
E per la prima volta, con Audemars Piguet, le collaborazioni della casa svizzera escono dalla famiglia dello Swatch Group, di cui invece fanno parte Omega e Blancpain. Tuttavia le due case sono più vicine di quanto si pensi, infatti negli anni, il gruppo ha sviluppato e brevettato componenti e soluzioni tecniche utilizzate anche da AP. Una collaborazione dietro le quinte che ora deflagra allo scoperto. Ma la particolarità non è solo questa. La rivoluzione riguarda anche il posizionamento del brand. Se con il MoonSwatch infatti si andava a reinterpretare un modello sì iconico e costoso, ma pur sempre relativamente abbordabile - gli Speedmaster si possono trovare a partire da 5/6000 euro - con il Royal Oak Swatch va a toccare un monumento del lusso sfrenato. Un sogno irrealizzabile per quasi tutti, un orologio da oltre 50k che verrà venduto a qualche centinaio di euro. Per Swatch senza dubbio una vittoria, per Audemars Piguet un riposizionamento verso il basso che potrebbe alla lunga fare male al brand. La storia del lusso insegna che giocare con la propria iconografia è un'arma a doppio taglio. Ora Audemars Piguet sta scommettendo che il Royal Oak sia abbastanza solido da resistere a una versione in plastica colorata...