Con le mani giunte e il pensiero rivolto al santo protettore del motore termico, Jeremy Clarkson, preghiamo per la prematura scomparsa della Lamborghini Lanzador, morta ancora prima di nascere. L'utopia ecologista va a sbattere con la realtà, quella del mercato e dei consumatori. Ma chi lo vuole un costosissimo elettrodomestico su ruote? Se n'è accorta anche Lamborghini con una marcia indietro che ha del clamoroso. La Lanzador, la prima Lambo 100% elettrica, non si farà. Lo ha dichiarato il Ceo Stephan Winkelmann al Sunday Times: “Investire per sviluppare auto elettriche quando il mercato e i clienti non sono pronti sarebbe finanziariamente irresponsabile”. Perché sì, la Lanzador con i suoi 1341 cavalli sarebbe stata per distacco l'auto più potente realizzata dalla casa di Sant'Agata, ma non sarebbe stata una Lamborghini. Non si può passare da un toro inca**atissimo alla versione plus di un robot per pulizie. Hanno provato a chiamarle UltraGT, per provare a venderle come qualcosa di figo, di “ultra”, veloce, futuristico. Ma la verità è che, soprattutto in quella quota di mercato, quella degli ultra – questa volta sì – ricchi, chi spende cifre spropositate vuole un motore potente, un V8 o un V12 rombante, non il pacco batterie di un Dyson. Sempre secondo Winkelmann attraverso i colloqui con i concessionari e gli analisti di mercato “è emerso chiaramente non solo che il tasso di accettazione delle full electric si sta appiattendo in tutto il mondo per la nostra tipologia di modelli, ma sta andando vicino allo zero, se non a zero". Quindi la prossima auto della nuova era Lamborghini non sarà un veicolo totalmente elettrico bensì un ibrido plug-in. Una scelta forte, netta, che avrà un costo e un peso rilevanti, la Lamborghini Lanzador era una vettura già ampiamente sviluppata, con interni ed esterni completamente progettati, in grado di circolare su strade pubbliche. Una scelta che va in controtendenza anche rispetto all'eterna rivale, Ferrari, che a fine 2026 ha annunciato le consegne della prima auto 100% elettrica della casa di Maranello, la Luce.
Ma la scelta di Lamborghini è perfettamente in linea con quelle degli altri brand di lusso. In tanti si stanno tirando indietro: Bentley ha annunciato di aver posticipato i suoi piani sulle elettriche al 2035, Aston Martin ha ritardato il lancio della sua prima full electric alla fine del decennio, Porsche ha ridotto drasticamente i suoi progetti sul fronte dell'elettrificazione, le vendite della Taycan sono in caduta libera e anche Mercedes sta pianificando di continuare a produrre le auto a motore termico e quelle ibride ben oltre il 2030, con buona pace dell'Unione Europea. Le immatricolazioni dei veicoli elettrici stanno però salendo nel segmento di auto che non rientrano nel lusso, e allora forse questa potrebbe essere la strada: vendere auto potenti a chi quella potenza non potrebbe permettersele con un motore termico.
Il delirio imposto dall'Ue, quello di produrre solo auto elettriche fino al 2035, allora si va sempre di più a ridimensionare. Già a fine 2025 c'era stato un parziale dietrofront, con l’obbligo di riduzione delle emissioni per le auto nuove che non è più del 100%, ma del 90% rispetto ai livelli del 2021. Lentamente si torna alla normalità, quella delle esigenze dei produttori, delle infrastrutture e dei soldi dei consumatori, che hanno il sacrosanto diritto di scegliere come e dove spenderli. L'ideologia cieca, l'ecofascismo e i cambiamenti imposti dall'alto vanno a sbattere e vengono sorpassati da un V12 con l'acceleratore a tavoletta.