Gli orologi sono da sempre un accessorio presente nell'immaginario del rap. Rappresentano un punto d'arrivo, una rivalsa sociale da contesti spesso difficili, ma per Guè è qualcosa di più. Al top del gioco da vent'anni, quello del rap ma anche quello degli orologi. La G nazionale è uno dei rapper italiani più esperti in fatto di segnatempo. Lo dimostrano i testi delle sue canzoni, dove gli orologi sono onnipresenti. Simboli di status, di ostentazione, ma anche di conoscenza. Non solo il solito Richard Mille o il classico Patek, gli orologi di Guè sono spesso modelli particolari, storici, ricercati. Lo conferma il suo recente post su Instagram, dove si vede il rapper milanese indossare non uno ma ben due Rolex King Midas. Il ragazzo d'oro (e qua ci sta proprio bene) sfoggia un orologio che non è solo bello e costoso, ma è profondamente di nicchia: lo citava già nel brano Loquito nel quinto capitolo della saga Fastlife, dove esordiva dicendo “Midas al mio polso”. Ma che modello e che storia ha il Rolex King Midas?
Il Rolex King Midas
Il Midas è un orologio leggendario della casa della corona. Negli anni '60 Rolex si preparava a trasformarsi da “semplice” azienda produttrice di orologi a icona del lusso. Ed è in quegli anni che nascono molti dei modelli storici del brand, con innovazioni destinate a cambiare per sempre l’orologeria. Nel 1964 arriva anche il King Midas. Nato dalla matita del genio svizzero Gérald Genta, il più grande designer di orologi della storia con nel curriculum pezzi d'arte come il Patek Philippe Nautilus, l'Audemars Piguet Royal Oak o il Cartier Pasha, il Midas nasce come orologio esclusivo. Prodotto inizialmente in soli 1000 esemplari nella referenza 9630, è stato a lungo l'orologio più raro e costoso di Rolex. Per dare un'idea, nel 1970 un Day-Date costava 1.825 dollari mentre un King Midas addirittura 2.500. Cinque anni dopo nel 1975 sempre un Day-Date,aveva un prezzo di listino di 3.300 dollari, per un King Midas invece bisognava sborsarne 5.500.
Ottenuto da un blocco solido di oro 18 carati, il nome è chiaramente un riferimento al mito greco di Re Mida, il sovrano della Frigia che ottenne da Dioniso il dono di trasformare in oro tutto quel che toccava con la mano sinistra. Proprio per questo il King Midas fu un orologio progettato con la corona a sinistra, per essere indossato sul polso destro in omaggio al mito. Il riferimento alla storia e alla mitologia greca è inoltre presente nel design asimmetrico della cassa che riprende e omaggia la forma del Partenone di Atene, e in quello del bracciale, rappresentante le colonne del monumento. Il bracciale integrato, anch'esso in oro massiccio, ne faceva all'epoca l'orologio più pesante sul mercato: addirittura 200 grammi. L’estremità della cassa è poi rifinita da una corona dentellata a forma di sole, con a lato le incisioni delle parole “King” e “Midas”. Il quadrante è minimalista e ridotto all'osso: due lancette, il logo di Rolex e la scritta “Midas” in alfabeto greco a nascondere il calibro 650 18 rubini rodiato a carica manuale che manda avanti l’orologio.
Un segnatempo d'élite riservato alle élite. Dopo i primi 1000 esemplari Rolex ha prodotto negli anni '70 un altro numero limitato di pezzi con referenza 3580, mentre le linee del Midas saranno poi riprese da alcuni orologi della linea Cellini. Oggi sul mercato può valere circa 40.000 euro per i modelli Cellini, mentre supera i 70.000 euro per le referenze 3580 e 9630.
Un orologio che negli anni è apparso al polso di pochi eletti, spesso personalità eclettiche e carismatiche. Un iconico Midas era quello indossato da Elvis Presley, che si dice non lo togliesse dal polso nemmeno per fare il bagno come dimostra il quadrante ossidato. Del resto “The King” non poteva scegliere segnatempo più calzante. Negli anni è stato visto al polso anche di John Wayne, Jackie Stewart, The Weeknd, Travis Scott e, ora, Guè. Ma, a questo punto, sarebbe il caso di chiamarlo Guèrald Genta o Guè Mida?