Due su due. A guardare i tempi del venerdì, Charles Leclerc e la Ferrari sono partiti fortissimo, già dai primi giri in pista. Primo in FP1, poi primo in FP2. Immediatamente a suo agio con la SF-26, sia sul giro secco che sul passo gara. Una di quelle giornate che ogni squadra auspicherebbe per iniziare il proprio weekend, solida sotto tutti i punti di vista. Il migliore degli inizi, in pratica. Eppure, in ottica gara c’è un grosso problema: la velocità massima della vettura, la stessa che fin qui ha tormentato la Scuderia in questo 2026.
La questione è semplice. Sul giro secco e nelle simulazioni di long run il monegasco è risultato essere tra i più veloci, ma in gara, in eventuali corpo a corpo, quella velocità che manca si farà sentire. Per capire il perché basta guardare i dati: in tutti i tratti rettilinei del COTA, Ferrari paga sia nel confronto con Red Bull che in quello con Mercedes circa 10 km/h. E se nel girare da soli tale mancanza non è troppo un problema, perché alla fine grazie all’ottimo bilanciamento della vettura il tempo arriva lo stesso, in gara la storia cambierebbe e non poco.
Quella velocità che manca ti rende vulnerabile agli attacchi degli altri, un incubo se si pensa ciò che negli anni si è visto in Texas. E in due punti tutto ciò che viene guadagnato in un’intera pista viene “vanificato”: dall’uscita dell’ultima curva all’ingresso della prima e, soprattutto, tra Curva 11 e Curva 12. Tutto più complicato di quanto a prima vista si potrebbe pensare, specie a guardare i tempi e i cronologici di entrambe le sessioni.
Una situazione, questa, tutta in favore dell’altro grande protagonista del venerdì. Si parla di Max Verstappen, che negli States è arrivato dopo due vittorie di fila e con la volontà di allungare il filotto grazie a una Red Bull in palla, anche in Texas. Più di Kimi Antonelli e della Mercedes, che la prima giornata l’hanno chiusa alle spalle della Ferrari #16 per 42 soli millesimi, il vero favorito sembra essere ancora lui.
Lo racconta Frederic Vasseur nel post sessione, ma in realtà basta analizzare il long run dell’olandese per capirlo: velocissimo, costante e senza alcun calo con il passare dei giri. E se a questo si aggiunge la velocità negli allunghi che, al contrario della Ferrari non manca, il quadro diventa completo. In vista di domenica spaventa, confermando il periodo d’oro che la squadra sta vivendo.
Dei segnali positivi, comunque, arrivano anche dalla Mercedes: la comprensione della W17 con i nuovi aggiornamenti, che tanto avevano fatto faticare Russell e Antonelli appena montati sulla vettura a Sepang, sembra essere a buon punto. Lo testimonia soprattutto il feeling di Kimi, sì alle spalle di Leclerc ma con mescola più dura, un dato da non sottovalutare. Non una buona notizia per la Ferrari, insomma.
Dei piloti di testa, il più in difficoltà è sembrato invece essere Lewis Hamilton. Il sette volte campione del Mondo ha pagato un feeling non ottimale e ancor tutto da costruire con la sua monoposto, dopo essere passato dal vecchio al nuovo pacchetto aerodinamico tra le due sessioni, sulla carta l’ultimo sviluppato a Maranello per questa stagione. C’è tempo per migliorare, ma nel frattempo gli avversari fanno paura. Anche se sei partito fortissimo, come nel caso di Leclerc.