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23 ottobre 2026

“Così non si fa!”: Toto Wolff a fuoco dopo lo spaventoso incidente del figlio Jack, sui kart a Viterbo

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

23 ottobre 2026

Stavolta con l’incazzatura di Toto Wolff non c’entrano nulla né la Mercedes né la F1. Tutta colpa di un bruttissimo incidente di cui è stato vittima suo figlio Jack sui kart, a Viterbo, fortunatamente illeso. E, direttamente da Austin, l’austriaco ha approfittato di un’intervista per mandare un messaggio chiarissimo

Foto di copertina: Ansa

“Così non si fa!”: Toto Wolff a fuoco dopo lo spaventoso incidente del figlio Jack, sui kart a Viterbo

Da Austin Toto Wolff si fa sentire. Non sulle prestazioni della Mercedes, che al COTA dovrà confermare i primi piccoli passi in avanti mostrati a Singapore, con Kimi Antonelli in pista coi nuovi aggiornamenti, ma sulle gare di kart a cui il figlio Jack, nove anni, prende parte. Non uno sfogo a caso, ma arrivato dopo un incidente spaventosissimo che ha visto proprio il piccolo di famiglia coinvolto, in pista a Viterbo per prendere parte alle Iame Warrior Final, competizione che ha visto arrivare in Italia piloti da tutto il mondo.

La dinamica è tipica dei mucchietti di quelle gare: Wolff, secondo, affianca il primo in pieno rettilineo, ma l’altro bambino risponde con una manovra al limite. Lo spinge fino ad oltre la riga bianca, i due kart si toccano e quello dell’austriaco finisce in testacoda, rientrando verso il centro della pista. A quel punto, il terzo se lo ritrova davanti e lo centra in pieno, salendogli completamente sul corpo. L’immagine è spaventosa, con Wolff praticamente schiacciato dall’altro go-kart che, in nemmeno un secondo, gli passa sopra fino ad atterrare nuovamente. 

Fortunatamente i due sono illesi e, quando Wolff scende dal suo kart, lo si vede camminare con la visiera abbassata e il capo chinato. Sarà necessaria qualche medicazione alla spalla qualche minuto dopo, ma tutto sommato se l’è cavata bene. Immagini che, oltre allo spavento iniziale, a Toto - dall’altra parte del mondo per seguire la Mercedes - non sono piaciute per niente. E infatti, quando al termine delle FP1 la squadra di Sky Sport lo intervista e si sincera delle condizioni del figlio, lui non ci gira intorno. 

Eye-opening crash in karting involving Toto Wolff's son, Jack, today. He's the one the kart goes over... Thankfully, he's fine, although he did need some minor treatment after walking away. He's adamant he's racing again tomorrow, so he's showing some early tenacity... #F1 https://t.co/ZBaTyIjfrD

— Thomas Maher (@thomasmaheronf1) October 23, 2026

“Voglio dire due cose”, esordisce. “Come papà, naturalmente, è molto importante che lui stia bene, perché queste immagini fanno sempre paura e io non le posso guardare. Ma sono anche molto… come si dice?”. Si ferma un attimo, probabilmente la parola che manca è “incazzato” ma lui non la pronuncia. Poi riprende il suo discorso: “Per me è importante che i bambini imparino. La FIA ha fatto molto per la sicurezza nei kart e fa molto per cambiare anche le regole, per alzare il livello di guida, perché cose così non vogliamo vederle”.

Il problema, per il team principal delle Frecce d’Argento, non è da sottovalutare: “I bambini, dopo qualche anno, vanno in macchina e questi standard (di guida, ndr) vanno cambiati già nei kart. C’è bisogno di questo step”. Il riferimento è ai tanti incidenti che si sono visti quest’anno (ma non solo), molti dei quali provocati da manovre spesso oltre il limite. Troppi, finiti sotto la lente di ingrandimento: “Fortunatamente lui sta bene. Mi ha detto ‘Sono anche un po’ arrabbiato’, mancavano due curve e avrebbe vinto la gara, ma un altro ragazzo l’ha… come si dice, l’ha chiuso. Mi ha detto anche che domani vuole girare”.

A quel punto, il duo Camicioli-Bobbi prova a stemperare: “E tu guarderai?”, gli chiedono. Lui risponde senza pensarci due volte: “Sì, naturalmente. Mi sveglio la notte alle 3:00 e poi alle 7:00 per guardare le sue gare”. E qui arriva la battuta: “Ma tiri pugni sul tavolo quando sbaglia qualcosa?”, rievocando quella scena diventata cult che più volte si è vista negli anni. Lui sorride: “Non ha sbagliato molto questo weekend, è andato molto bene. Ma dopo il crash, Susie (la mamma, ndr) l’ha fatto. È normale. Quando sei papà e c’è un bambino che fa kart, la cosa più importante è che loro stiano bene”. Prima di chiudere, però, ribadisce il messaggio: “È importante che tutti gli altri bambini vedano che queste cose non si fanno”.

Una giornata iniziata col piede sbagliato, fortunatamente senza troppi danni. 

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Foto di copertina:

Ansa

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