Giorgia Meloni dovrebbe restare lontana dal lookmaxing perché lookmaxing non è chirurgia estetica, ma masochismo. E dovrebbe dunque dire ad alta voce, come faceva un tempo: “me ne frego del lookmaxing. Io non sono Silvio Berlusconi, né tantomeno Clavicular”. Perché se c'è una persona che non ha mai avuto bisogno di sembrare perfetta per convincere gli altri, quella è proprio lei. Giorgia Meloni, la nostra grande Madre d’Italia. La nostra Dea Bianca dai capelli biondi, nostra madre tortura tabagista che vogliamo con le labbra consumate dalla nicotina, non decisa a coprirsi il volto di palate di fondotinta, né tanto meno di lifting vari. Vogliamo le occhiaie, le rughe. Vogliamo te. Vogliamo ancora le tue smorfie, gli occhi spalancati, il sopracciglio che si alza, il sorriso ironico, le incazzature e i cazziatoni in pseudo-romanaccio ai tuoi nemici politici. Basta con la diplomazia dei vertici Nato. Basta con la politica estera. Ci manca la Garbatella. Ci mancano i video in cui in francese spieghi che il Duce è stato un grande statista. Quando chiudo gli occhi e ascolto la sua voce, la riconosco dopo tre parole. Se li apro, o almeno era così fino a qualche anno fa, riconoscevo anche ogni singola emozione che le passava sul volto.
Ora è tutto più complesso. Il potere ha fatto della Meloni una sfinge indecifrabile e in questi ultimi mesi intendere quali sentimenti, quali stanchezze, quali incazzature le passino sotto pelle è impossibile. Sei sempre più “costruita”. Le radici sono importanti. Torna a litigare con i giornalisti, non essere come Adria di Massimo Bontempelli, non credere che lo sguardo vorace del popolo sia in grado di consumarti. Il tempo scorre e leviga come sabbia, scava solchi come l’acqua, disegna geografie sacre che il fondotinta copre con un tremendo effetto porcellana che nessuna telecamera in 4K perdona. Un incarnato uniforme fino all’irreale di un incubo. Zigomi dalla geometria impossibile, mascelle alla Clavicular. Cosa sta accadendo nella biopolitica della Premier? Dobbiamo proteggere la nostra Madre d’Italia dal fare il suo ingresso in quel mondo dell’ossessione frequentato da mezzo establishment romano, quello delle terrazze, dei conduttori, delle attrici in decadenza e degli opinionisti il cui unico minimo comun denominatore è l’allergia alle rughe.
Meloni, tu sei meglio di tutto questo. Vedi Vannacci, la campagna elettorale ha preso a farla con outfit alla Tony Soprano perché effettivamente si schiatta di caldo. Matteo Salvini ha ripreso, nonostante il suo incarico da ministro dei trasporti, a fare le sue apparizioni tra la folla. Abbandona tutto e tutti. Lascia dietro di te gli yes man, delega quel potere che ti vuole perfetta, impeccabile. Torna ad essere te stessa, Giorgia.