“Pensa che tra un po’ si dirà di me e Achille Lauro. Scrivono proprio di tutto i giornalisti”. Certo, se no di che campano? E invece è vera la storia di Samurai Jay e Belen? “E io che ne so”, ride Cleo delle Bambole di Pezza mentre la disturbo in fila all’open bar del backstage. Se ne stanno tutti ammassati sotto il bancone dell’open bar. Il barista sta versando il ghiaccio nei bicchieri di carta e c’è aria umida d’estate. Uno spicchio di luna crescente illumina con le virtù del Toro le spighe bionde che avvolgono il confine meridionale di Milano. Non c’è traccia di cemento armato. Solo tante lampadine tese da traliccio a traliccio e una predominanza di bellissime donne. Anzi, di ragazze. D’altronde il singolo che Clara e Sangiovanni lanceranno a mezzanotte è proprio un inno a “Le ragazze”. Tutto gentilmente offerto dalla Warner, naturalmente. Il posto si chiama Oasi Ca’Granda e come lo si potrebbe descrivere? “Area polifunzionale all’aperto”? Probabilmente sì. In fila per il bagno chimico si parla già di vacanze, chi ha già prenotato, chi no. Chi al mare ci andrà con la ragazza, chi si è lasciato e progetta destinazioni fantasiose di turismo sessuale in est Europa (ormai invitano proprio tutti). Su un tavolo di legno son sparpagliate carcasse di deliziose focacce farcite dell’antico vinaio.
Son pochi i giornalisti, anzi quasi nessuno. Eterni insoddisfatti, invece, si lamentano di quanto avrebbero preferito essere invitati alla festa di Samurai Jay in terrazza Duomo per il lancio del singolo con Serena Brancale. E invece devono accontentarsi di questa festa molto sorrentiniana dove però non è ancora partito nessun trenino. La gente s’inciampa nelle piccole buche del terreno sconnesso e poco illuminato. D’altronde siamo pur sempre in mezzo ai campi. Ma ecco che è arrivata Clara insieme con Sangiovanni. Mentre i due salgono sul palco qualcuno sussurra del fatto che il giovane cantante debba molto alla sua collega e amica per la visibilità che questo singolo gli regalerà quest’estate, finito un po’ nel dimenticatoio dopo i suoi ultimi successi. L’esibizione prende il volo con clara che ha un top bianco e azzurro, i jeans cortissimi e vertiginosi e uno sguardo di ghiaccio tagliente come una punta di diamante. Il pezzo è così orecchiabile che nonostante il ritornello reciti “siamo le ragazze”, anche i maschietti cantano esaltati, sospendendo la propria virilità in luogo di un fluido amore nei confronti di Clara e di Sangiovanni.
Ad un certo punto c’è pure un’invasione di palco. Una marea di ragazze che cantano in coro e ballano, poi salgono pure i maschietti ed è tutto uno strusciarsi in piena regola. Finita la performance qualcuno con una gran voce chiede il bis. Clara e Sangiovanni accontentano forse un po’ intimiditi dalla perentorietà di quel vocione, dopodiché si spostano verso il backstage, laggiù in fondo ai campi dell’Oasi Ca’Granda. Il buttafuori pelato alto due metri con una croce tatuata sopra l’occhio destro controlla i braccialetti degli invitati. Clara è anche lei al bar prendersi da bere. Circondata dai suoi adoratori si porta alle labbra una sigaretta e il fuoco che l’accende tra le sue dita le illumina il volto come quello di una Madonna in un quadro caravaggesco. Forse un po’ annoiata, ma sempre gentile. “È la solita scena, ci si annoia, guardando i tanti, tanti, tanti Amore mio, ma come biasimarli? Puoi farci pure ridere, ma non farti troppi viaggi” pare quasi di "osservare" il ritornello del singolo farsi realtà. “Ci puoi incontrare in un sogno O a fumare nelle piazze Sarebbe la fine del mondo. Se in questa vita non ci fossero più”.